giovedì 28 luglio 2011

Ancora su Nitto Palma: Gladio, e mattanze fasciste


Stamane abbiamo commentato le prime notizie reperite in rete su Nitto Palma, Guardasigilli nuovo di zecca, direttamente dal sito dell'Espresso. Ora linkiamo e scriviamo per intero questo articolo di Micromega, buoni brividi a tutti...

Nitto Palma, il protettore dei “fascisti del terzo millennio”

Il nuovo Guardasigilli non è solo l’amico di Previti pronto a gettarsi nel fuoco per salvare Berlusconi, ma in un recente passato ha difeso i “neri” di Blocco Studentesco per gli scontri a Roma con gli studenti dell’Onda e i centri sociali, durante le contestazioni alla riforma Gelmini.

di Giacomo Russo Spena

Magistrato in aspettativa, amico storico di Previti, “insabbiatore” del caso Gladio e convinto difensore dell’immunità parlamentare. In queste ore si traccia il curriculum di Nitto Palma, nuovo Guardasigilli fresco di giuramento da Napolitano, e si ipotizzano già le sue prime mosse sul “processo lungo” e su altri provvedimenti per salvare dai guai giudiziari il premier Berlusconi. Insomma, la solita prassi “ad personam” che spetta ad un inquilino di via Arenula sotto un governo del Cavaliere.

Ma pochi si ricordano che Nitto Palma - che prima di diventare ministro della Giustizia, ha avuto un lungo passato da sottogretario agli Interni - come uomo del Viminale ha riferito alla Camera sugli scontri a piazza Navona del 29 ottobre 2008 tra i “fascisti del Terzo millennio” di Blocco Studentesco (parte giovanile del movimento della destra radicale Casa Pound Italia) e gli studenti dell’Onda. Quel giorno si votava al Senato l’approvazione finale della nefasta legge Gelmini e sotto Palazzo Madama andava in atto prima una “cinghiamattanza” (danza rituale di Casa Pound nonchè canzone degli ZetaZeroAlfa) dei giovani di Blocco su studenti e attivisti dei Cobas e poi, qualche ora dopo, una reazione generale dell’Onda (con centri sociali), determinata “a cacciare i fascisti dalla piazza”: quasi mezz’ora di fronteggiamento dove Blocco tirava fuori dal proprio camioncino delle mazze e gli studenti dell’Onda lanciavano oggetti (sedie e tavolini dei bar) con la polizia ferma a guardare lo spettacolo.

Sull’accaduto qualche giorno dopo accorreva in Parlamento Nitto Palma a spiegare la sua versione dei fatti: "Gli scontri più duri dell’altro ieri sono stati avviati da un gruppo di circa 400-500 giovani dei collettivi universitari e della sinistra antagonista che è venuto a contatto con gli esponenti di Blocco Studentesco". Intanto mentre parlava alla Camera, numerosi video dimostravano come l’inizio degli “attriti” sorgono la mattina, quando tra l’altro due persone vicine ai Cobas finiranno all’ospedale per i colpi di cinghia. Da chi inflitti? Per Nitto Palma non è lecito saperlo. Anzi: quel giorno c’erano un centinaio di persone del Blocco con un camioncino. "È usuale - sottolineava il nuovo Guardasigilli - che durante le manifestazioni i mezzi con altoparlanti raggiungano piazza Navona” e, a suo vedere, “l’interposizione del personale di polizia in abiti civili ha evitato possibili tafferugli la mattina, in questo frangente il personale di polizia non ha udito cori apologetici del fascismo, ma slogan contrapposti". Pensa se le forze dell’ordine non avessero fatto da cuscinetto: invece di due persone all’ospedale la cinghiamattanza avrebbe provocato forse una carneficina! I video, ovviamente, smentiscono Palma. Ma andiamo oltre.

Nel riferire alla Camera l’allora sottosegretario si soffermava poi nell’aggressione di circa 400-500 persone appartenenti a collettivi universitari e alla sinistra antagonista agli esponenti del Blocco, “in numero molto minore, questi si sono schierati e hanno preso bastoni dal camioncino, mentre i ragazzi dei collettivi sono avanzati venendo a contatto. Le forze dell’ordine hanno quindi separato i contendenti". Ondata di indignazione generale. Su facebook si creava un gruppo che richiedeva le sue dimissioni. Gli unici ad esultare erano i “fascisti del Terzo millennio”: “Dal governo finalmente un po’ di chiarezza. Ha confermato l'ingresso in piazza Navona di 400-500 membri dei collettivi antifascisti ed il loro attacco a circa 40 studenti del Blocco. Bene anche che sia stato chiarito come fosse normale che un nostro camioncino con amplificazione fosse presente in una manifestazione pubblica. Non siamo d'accordo sul definire corretto il comportamento delle forze dell'ordine, quel corteo armato non doveva entrare in piazza Navona", affermava a caldo Alberto Palladino, uno dei responsabili del Blocco Studentesco.

Solo il 6 novembre, costretto ad una seconda informativa, Nitto Palma ritrattava in parte. Perchè da “aggressione dei collettivi di sinistra” si passava a rissa tra opposti estremismi (fascisti-comunisti), sottolineando sempre che “l’operato delle forze dell’ordine è stato equilibrato e prudente, teso a tutelare la libertà di espressione e la sicurezza pubblica”. Eppure rimane il dubbio sull’atteggiamento della polizia in piazza: sembra abbia fatto di tutto per far scoppiare il delirio, prima rimanendo inerme di fronte alla cinghiamattanza di quelli di Blocco poi, inspiegabilmente, scansandosi e facendo arrivare a contatto un mini corteo di studenti e centri sociali inferociti con Blocco e pronti a cacciarli dalla piazza. Su questo Palma con ci darà spiegazioni, come su tante altre cose (che ci facevano ad esempio le mazze sul camioncino dei fascisti del Terzo Millennio?). Se pur minori, le perle di Palma vanno ricordate tutte e non solo quelle riferite alla Giustizia. Diamo a Nitto ciò che è di Nitto.

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