domenica 3 luglio 2011

Il Conflitto di Interessi, ancestrale arma di Berlusconi, scatenato su Santoro

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Il Governo ricatta Telecom con la bozza di manovra economica, e LA7 strappa il contratto con Santoro. Ecco come è successo.

E' la grande porcheria su cui si regge tutto il castello di delinquenza che mantiene Silvio Berlusconi al governo, e nessuno ne parla più, perché non è di moda. Ha smesso di farlo per primo il PD, perché D'Alema è sempre stato (e sempre sarà) il miglior alleato di Berlusconi; ha smesso di farlo Di Pietro, forse perché si è stufato; non lo ha mai fatto Vendola, sempre attento a filosofeggiare davanti alle telecamere. Intanto questa potente arma permette a Berlusconi di prendere a calci in faccia Santoro.

Cacciato dalla RAI, che perderà milioni e milioni di euro di introiti pubblicitari (attirati da Annozero) per la gioia di Mediaset, Santoro stava per accordarsi con LA7 per una nuova stagione di giornalismo, di informazione (quindi niente a che vedere con porcherie alla Minzolini o Vespa, per capirci bene). Ma il conflitto di interessi lavora anche fuori dalla RAI, e LA7, che è di proprietà Telecom, ha subito il diktat dell'azienda telefonica numero uno in Italia e Santoro è stato accompagnato alla porta.

Perché e come? Semplice: un ricatto vile e delinquenziale.

Come sappiamo il governo sta lavorando alla manovra economica, aspramente criticata anche dalla stessa base PDL; una manovra che opererà i suoi effetti più nefasti a partire dal 2013 o giù di lì, e quindi con ogni probabilità proprio quando il centro sinistra, vinte le prossime elezioni, avrà la maggioranza e il governo del paese. Questa manovra è una vendetta bella e buona di Berlusconi contro l'Italia che gli sta voltando le spalle, ma è anche e soprattutto (per la questione in oggetto) lo strumento con cui il satrapo maniaco di Arcore ottiene il suo scopo: l'azzeramento di Santoro.

Nella manovra infatti, nella prima bozza, è stata piazzata la bomba: una disposizione per cui il controllo della rete fisica delle comunicazioni (telefono e internet) non è più ad appannaggio della sola Telecom, ma viene liberalizzato. Un vero calcio all'azienda telefonica più vecchia d'Italia (la ex SIP, ricordate?). Una disposizione del genere avrebbe un effetto pazzesco: miliardi di euro di perdite per l'azienda.

La firma con Santoro era pronta, il titolo di LA7 come ha girato la voce è volato a un +20%. Ma Telecom ha parlato chiaro con LA7, e l'accordo con Santoro è saltato. Il titolo LA7 ha perso subito il 5% in borsa, ma Telecom ha mantenuto il controllo della rete fisica. Infatti non appena Santoro ha incassato il NO, il governo ha cancellato dalla bozza della manovra (abilmente fatta girare dagli scagnozzi di Sua Emittenza) quella disposizione.

Doppio risultato: Santoro con la museruola e titolo LA7 in calo, per la doppia gioia di Berlusconi: zittito un giornalista vero (e il suo agguerrito team, al servizio di nessuno), il titolo LA7 crolla, a favore di quello Mediaset.

Si vocifera che Santoro sarà ripreso in RAI, per controllarlo in maniera sempre più sovietica (il vero comunismo è quello di Berlusconi, sia chiaro: dittatura come lo erano quelle di Lenin e Stalin). Ma per Santoro, che aveva indicato già da settimane come sarebbe andata e ci aveva azzeccato, si spalanca a questo punto la via meno controllata da Berlusconi: la Rete, o magari una televisione tutta sua, come si è sentito avantieri.

La guerra scatenata da Berlusconi ha vissuto un momento di vittoria per il dittatore lampadato e sessuomane, ma la fine delle ositilità è ben lungi dal vedersi all'orizzonte. Santoro ha chiarito che in autunno lui andrà in onda: quindi le sue contromisure sono già definite. A noi non resta che dargli audience.

Il conflitto di interessi quindi ritorna in auge alla grande. Ora anche la monvra economica, in una sua bozza, diventa una legge ad personam: la "manovra ad personam", arma potentissima per minacciare un'azienda che ha centinaia di migliaia di dipendenti, che rischiano il lavoro solo perché Berlusconi non vuole Santoro. La minaccia ha funzionato, Telecom ha chinato il capo. Cosa succederà adesso? Se Santoro passerà alla Rete per andare in onda di sicuro il governo studierà qualche ceppo (ne sta già preparando tanti), se aprirà una rete sua sul digitale terrestre succederà la stessa cosa. Una soluzione ci sarebbe, e sarebbe una bella soddisfazione per SKY: un Annozero su SKY in chiaro... gli sponsor accorrerebbero. Certo, ci vuole la parabola: ma oggi ce l'abbiamo quasi tutti, no?

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