giovedì 14 luglio 2011

Tagli per tutti, tasse in più per i malati, e la Casta? Sempre protetta

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Antonio Di Pietro può sbattersi quanto vuole, per ridurre i costi della politica e far fare i tagli dove occorre: a Tremonti e tutto il Parlamento non gliene frega niente. Più Di Pietro indica la via (interpretando la volontà popolare, che è esattamente quello che devono fare i politici), più viene additato come demagogo, populista e ipocrita. E' una guerra persa in partenza.

L'Europa ci chiede di fare grossi sacrifici, e a pagare saranno come al solito i poveracci. Chi è malato o si ammala pagherà di più per i ticket, per l'ingresso al Pronto Soccorso... Questo è un vile banchettare sulle disgrazie del popolo, è quanto di più bieco e schifoso potesse fare Tremonti. Le tasse aumenteranno un po' dappertutto, ma chi è ricco e ben pagato perché fa politica può dormire tranquillo: denari e privilegi non saranno minimamente toccati: non sarà toccato lo stipendio d'oro, non saranno nemmeno sfiorati i mega rimborsi (hanno tutto gratis, i politici), non saranno intaccati i privilegi, a nessuno. Per fare qualche esempio: Brunetta continuerà ad avere 7 auto blu (una per la segretaria), La Russa (e non solo) potrà usare i voli di Stato per andare col figlio a vedere la Formula 1, Berlusconi potrà usare aerei ed elicotteri superaccessoriati per portare le escort in Sardegna.

Questa manovra è delinquenziale, esattamente come è delinquenziale la finta opposizione del PD, che ha i suoi interessi da mantenere. Del resto finché il PD resterà in mano a D'Alema non c'è scampo.

Quanto è lontana la politica dalla vita comune, quella nostra! Noi facciamo sacrifici immani per arrivare alla fine del mese, e nel mentre i politici vivono nella bambagia e hanno tutto gratis. E' democrazia, questa? Ma non c'è solo questo, amici.

Perché non vengono azzerati invece gli oltre 20 miliardi di euro che ogni anno lo Stato spende nella ricerca militare (aerei, mezzi, armi: tecnologia per uccidere)? Perché almeno per un anno non viene fatta pagare l'ICI alla Chiesa Cattolica (la banca del vaticano ha miliardi e miliardi di euro)? Perché non viene attuata una vera guerra all'evasione fiscale, aggredendo il patrimonio dei grandi evasori invece di seppellire i piccoli evasori che non pagano le tasse perché non ce la fanno?

Basterebbero queste tre cose, unite a una riduzione pesante dei privilegi e costi della politica, per riportare a zero il rapporto credito/debito in un amen!

La politica non toccherà mai se stessa... più del 99% di chi ha la bella poltrona in Parlamento o al Governo se la spassa alla grande, e se ne fotte completamente del paese. Qui ci vuole una rivoluzione!!!

Anche oggi Emma Marcegaglia spara a zero sul Governo Berlusconi, e ha ragione. Però ricordiamo alla n° 1 di Confindustria che ella arriva in ritardo: tutti i governi Berlusconi sono stati nocivi agli interessi del paese, preoccupati com'erano e sono ancora oggi di fare gli interessi del capo in primis e poi quelli propri di "casta". La Marcegaglia in passato ha sostenuto Berlusconi, non scordiamolo. Oggi cambia idea, ok... va bene... ma se avesse tuonato prima forse le cose sarebbero diverse.

Una parola su Tremonti. Egli è stato il ministro del Tesoro in tutti i governi Berlusconi, e abbiamo visto cosa è successo (basta andare nel sito dell'ISTAT): ogni volta il PIL è calato ai minimi storici e la disoccupazione è salita alle stelle. Ora c'è da stringere i cordoni della borsa e a pagare saremo noi, come al solito. E allora perché la stampa europea lo incensa? Quale paese può dirsi salvo, al sicuro, se con tagli e solo tagli, tutti scaricati sulle fasce più deboli, si mettono sì un po' a posto i conti pubblici ma la gente è più povera?

Chi se ne frega che i conti sono a posto se questo comporta la perdita del lavoro per milioni di persone! Non ha senso! Perché lo incensano allora? AH... la Borsa...! Le manovre dei governi muovono soldi in Borsa, coi titoli di Stato di tutti i paesi, e poi quelli privati, obbligazionari e azionari. Abbiamo capito allora: all'Europa non gliene frega niente se in Italia (e altrove) la gente perde il lavoro e fa la fame, l'importante è che non crolli la Borsa. Anche a Tremonti non gliene frega niente, guarda caso.

Maledetti...

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