giovedì 4 agosto 2011

Il "de profundis" di un Berlusconi ancora più lontano dal paese

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La "carriera" politica di Sua Emittenza ieri ha toccato il punto più profondo, il baratro dal quale non risalirà più. Sono ancora esterrefatto da quanto ha detto quel delinquente, da come ha dipinto un paese che nella realtà è totalmente diverso... e la questione è: o non l'ha capito come stanno le cose oppure (più probabile) non gliene frega niente... vada alla malora l'Italia io mi salvo dal carcere.

Le famiglie italiane sono sempre più alla canna del gas, strozzate fra disoccupazione, mutui e bollette da pagare, e per Berlusconi invece ci sono soldi, e tanti! Idem per le imprese, quando invece ogni settimana chiudono a migliaia. I mercati sono solidi, i soldi girano, e tante altre stupidaggini. Le contromisure? Un piano per il Sud (che ha fatto storcere il naso alla Lega), la riduzione dei privilegi ai parlamentari (che ha fatto storcere il naso a tutti), auto blu in primis. Niente, ripeto: niente su come aiutare l'eocnomia e le aziende! Niente su come sostenere l'occupazione e i disoccupati. Niente di niente.

Berlusconi è sempre più lontano dalla realtà, sempre più lontano dal paese: i problemi del paese non gli interessano, con le sue aziende da sostenere e un carcere da evitare figuriamoci se ha tempo per fare il presidente del Consiglio! E' uno schifo, una vergogna.

Fra gli interventi degli altri che hanno preso la parola dopo di lui, merita un'attento ascolto Di Pietro:



Il leader IDV ha messo il dito su ogni piaga riguardante l'attività di governo, riguardante il comportamento dei parlamentari (anche e soprattutto quelli che si sono fatti corrompere e comprare dal ducetto lampadato) e le reazioni del mondo (Marchionne più di tutti: parole durissime). Ascoltate bene le parole di Di Pietro, e preparatevi anche voi ad andare ai banchetti per la raccolta delle firme che serviranno a cancellare il "porcellum", e cioé la legge elettorale in base alla quale chi siede in Parlamento non lo decide chi va a votare, ma chi comanda nei partiti (per un Parlamento di nominati quindi, e non di eletti).

Il mondo di fronte alle parole di Berlusconi è lapidario: un giudizio negativo su tutta la linea, con le borse che strozzano i nostri titoli perché non siamo più credibili. L'Independent: "Berlusconi dice che l’Italia è solida, ma non riesce a convincere i mercati, il premier italiano è intervenuto in parlamento dopo un mese di silenzio". The Guardian: "Silvio Berlusconi non riesce a frenare il panico crescente sui mercati finanziari, nel suo discorso alle Camere è assente una sola parola sulla tanto necessaria riforma dell’economia italiana". Più duro il Times che, su una fotografia che ritrae Berlusconi e il ministro dell’Economia Tremonti, titola: "Il futuro dell’Italia è nelle loro mani. La domanda è: sono mani sicure? Berlusconi ha detto in Parlamento di essere l’uomo giusto per guidare il Paese nella tempesta finanziaria, ma ha fatto poco per rassicurare gli osservatori". Il Financial Times: "Non ha presentato nessuna nuova iniziativa, ma ha invece puntato il dito contro gli speculatori, la debolezza economica globale e i problemi comuni dell’eurozona". Il russo Komsomolskaya Pravda: "Berlusconi non si scoraggia e promette di domare l’instabilità economica. L’Italia sarà la prossima?". Rbk: "Berlusconi ha dichiarato che deve restare al suo posto per salvare l’Italia". Il tg Vesti: "Durante il suo intervento Berlusconi ha tentato di fugare le preoccupazioni sulla tenuta dell’economia italiana in mezzo alla bufera dei mercati, non riuscendoci".

Accennavamo poco fa a Marchioone, leggete cosa ha dichiarato subito dopo aver sentito il discorso di Berlusconi: "Non ci possiamo piu' permettere questa confusione. E' necessario avere una leadership piu' forte che ridia credibilita' al Paese. C'e' chi ha compiuto anche scorrettezze nella sua vita quotidiana. In altri paesi sarebbe stato costretto a dimettersi immediatamente. Invece da noi non succede nulla".

In poche parole: l'Italia è quasi morta ma Berlusconi continua a dire che va tutto bene, ciò per mantenere un consenso popolare che invece sta colando a picco... quando gli tocchi le tasche, anche gli stupidi chi ti votano cambiano idea.

Il vento però sta cambiando. Se verrà cancellato il "porcellum" la maggior parte dei pezzenti che siedono in Parlamento non verrà rieletta (i vari Scilipoti eccetera), e forse avremo una ripartenza. Il problema è che fra raccolta firme per il referendum e voto, passerà molto tempo. Allora una soluzione c'è, ed è dietro l'angolo: fare come a Parma, o meglio come in Egitto o gli altri paesi del nord Africa: scendere per strada e spaccargli il culo.

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