venerdì 9 settembre 2011

Porcellum e Province: l'ambiguità del PD sassarese (e non solo)

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E' ripartita la corsa dell'IDV di Antonio Di Pietro. Un referendum, per abolire la legge elettorale firmata da Calderoli (il porcellum) e fare almeno un passo indietro al mattarellum (che fa ugualmente schifo ma almeno ci lascia il Voto), e poi una legge di iniziativa popolare per l'abolizione delle Province (non gli uffici, attenzione: il lavoro non lo perde nessuno, saltano solo le poltrone d'oro della politica).



Il Partito Democratico ancora una volta non ha perso l'occasione per dimostrare la propria ambiguità e si è presentato con una posizione davvero deprecabile. La corrente dalemiana (da Bersani, maggiordomo in pectore, in avanti), quella che ha il controllo del partito, non ha detto niente di niente sull'abolizione delle Province, e a livello locale, Sassari, il dettato è stato ben recepito e messo in atto dall'amministrazione comunale. Banchetti un po' dappertutto e qualche postazione negli uffici del Comune, ma solo per il referendum sul Porcellum... niente invece per la legge popolare sulle Province.

Il motivo è chiarissimo: le poltrone delle Province sono fantastiche: un ente quasi senza funzioni lavora poco, e gli stipendi (alti) hanno allora un valore doppio. Logico che un partito arretrato (per le posizioni che assume giorno dopo giorno sulle tematiche di rilievo per la società italiana) come il PD assumesse una posizione così furba. Il PD quindi si sta impegnando per un referendum che fa tanto figo e sta lasciando nascosta la legge popolare sulle Province. Questi poltronifici, aumentati negli ultimi anni per dare soldi e potere ai trombati alle altre elezioni, sono oro che cola dalle nostre misere tasche nelle loro grasse e capienti.

Davvero indecente questo PD: derise l'IDV per i 4 referenda di pochi mesi fa, salvo poi salire sul carro del vincitore, e ora si appropria di nuovo di un referendum che è nato per idea di Di Pietro e del suo partito (non per idea del PD), lasciando stare una legge che farà risparmiare dei soldi a noi contribuenti.

Devo dire che Ganau mi ha davvero deluso: è entrato perfettamente nelle logiche (chiamiamole così) del partito e ora è perfettamente incastrato in quel meccanismo da prima Repubblica che fa del PD un partito votato dalla popolazione per disperazione (diciamolo: oggi è sempre più così, il classico voto dato a sinistra per non darlo a destra, e soprattutto per non darlo a Berlusconi).

Io credo che un partito debba saper ascoltare il paese, per interpretarne i desideri e cercare di migliorare la condizione di vita di tutti, creando benessere. IL PD pensa troppo a se stesso... del resto finché un D'Alema o una Bindi continueranno ad averne in mano le redini per l'Italia non c'è scampo, e questo è solo il male minore (dall'altra parte infatti c'è il PDL con la Lega...).

Siamo davvero messi bene.

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