sabato 29 ottobre 2011

Articoletto salva delinquenti nel "decreto sviluppo". Ennesimo scandalo


Siamo alle solite. Ai delinquenti non piace che vengano scoperte le proprie attività ciriminose, e allora i delinquenti stessi inseriscono in un testo normativo che si occupa di tutt'altro (il "decreto sviluppo") un piccolo articolo che castra in larga parte le intercettazioni, equiparando il cellulare al wi-fi! Del resto il cellulare è così comodo per organizzare attività criminale, perché allora permettere le intercettazioni? Grazie a questa norma criminogena ogni delinquente potrà organizzare il compimento di reati comodamente, ovunque gli verrà bene: basterà avere un cellulare in tasca e il gioco è fatto.

Ma che bel Governo, ma che bella accozzaglia di delinquenti!

Toh, un'altra legge salva cricche
di Alessandro Longo
Incredibile ma vero: perfino nel decreto sviluppo sono riusciti a infilare un articoletto che rende più difficile intercettare chi è sotto indagine. Il tutto con un trucchetto: equiparare i cellulari all'Wi-Fi

Una norma sta per introdurre l'identificazione light degli utenti Wi-Fi e al tempo stesso renderà più difficile intercettare quelli che navigano e telefonano su internet via rete mobile. E' contenuta nella bozza del Dll Sviluppo e sta già sollevando polemiche tra esperti ed esponenti dell'opposizione. Secondo i quali adesso il governo, in un colpo solo, vuole fare gli interessi sia degli operatori telefonici sia di chi non vuole farsi intercettare dalle forze dell'ordine.

La norma, contenuta al punto 13 del Dll, in fondo prende le mosse da una cosa attesa: il bisogno di aggiornare il decreto Pisanu per quanto riguarda l'identificazione degli utenti Wi-Fi. Com'è noto, da quest'anno sono decadute le disposizioni, contenute nel Pisanu, che obbligavano gli operatori Wi-Fi a identificare in modo certo gli utenti. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni aveva promesso già da fine 2010 che li avrebbe sostituiti con obblighi più leggeri, ma poi non n'è ha fatto più niente. Fino ad ora: il Dll introdurrebbe infatti l'identificazione light, cioè via sms, per altro già utilizzata da tutte le principali reti Wi-Fi. L'utente ottiene i dati di accesso fornendo all'hot spot Wi-Fi il proprio numero di cellulare.

Peccato che la cosa non finisca qui. La norma estende quest'identificazione light anche ai servizi di banda larga mobile via Sim, di fatto equiparandoli a quelli su Wi-Fi. Gli operatori mobili sono esonerati inoltre dal tenere traccia del traffico degli utenti. Si legge: "Anche in deroga a quanto previsto dal comma 2 (del Pisanu, Ndr.), gli utenti che attivano schede elettroniche (S.I.M.) abilitate al solo traffico telematico ovvero che utilizzano postazioni pubbliche non vigilate per comunicazioni telematiche o punti di accesso ad Internet utilizzando tecnologia senza fili possono essere identificati e registrati anche in via indiretta, attraverso sistemi di riconoscimento via SMS e carte di pagamento nominative".

La conseguenza è che «diventerà molto più difficile, anche per gli esperti incaricati dalla magistratura, identificare e intercettare gli utenti che navigano su rete mobile, con la quale peraltro possono anche telefonare, via internet», dice Fulvio Sarzana, avvocato esperto di diritto delle nuove tecnologie.

«Equiparare le Sim al Wi-Fi è una follia», continua. «Sono comuni e note a tutti le intercettazioni sul traffico telefonico mobile. Mentre non mi risulta che ci siano mai state indagini per intercettare un hot spot Wi-Fi. E' ovvio, c'è una bella differenza: la Sim te la porti ovunque, l'hot spot è statico in una posizione». La previsione, se passa questa norma, è quindi che chi non vuole essere intercettato avrà gioco facile. Gli basterà attivare una Sim per internet ricevendo un Sms su un numero di cellulare intestato ad altre persone o di un operatore straniero. Potrà quindi parlare via Skype con una persona che ha fatto lo stesso e sarà impossibile intercettarlo: gli inquirenti non avrebbero contezza nemmeno che certi utenti, indagati, hanno fatto traffico internet.

Un politico attento alle questioni di internet ci vede un curioso paradosso: «Da una parte, il governo continua con i tentativi di bavaglio alla libertà di informazione. Dall'altra, comincia a sostenere gli interessi di chi non vuole farsi intercettare», dice Vincenzo Vita (Pd). Sul chi vive anche Paolo Gentiloni (PD): «Ho visto una trentina di bozze circolare, del Dll, con dentro ogni cosa. Non credo quindi sia imminente un testo definitivo. Ma è giusto lanciare un allarme, se con la scusa del Wi-Fi fanno un'operazione di questo genere».

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