giovedì 6 ottobre 2011

Il Bavaglio, pietra tombale per uno Stato di Diritto. La fiaba

.
In un paese lontano lontano c'è un delinquente assatanato. Egli costruì le sue fortune coi soldi della Mafia, soldi riciclati nella banca di cui era amministratore il padre, si iscrisse alla Loggia massonica P2, e commise una sequela interminabile di ogni tipo di illecito civile e penale. Egli "scese in campo" per cambiare tutti i codici e le leggi speciali nelle parti che lo riguardavano, salvandosi dal carcere e sostenendo le sue aziende, in un totale conflitto di interessi. Aveva in mano l'informazione, dai suoi schiavetti perfettamente manipolata, e con questa creò un ampio consenso per restare nelle poltrone di potere. Ogni persona che non gli dava retta veniva distrutta da stampa e televisione allineate a colpi di ingiurie e diffamazioni. Non perse mai il pelo né il vizio di delinquere, e le sue storie vennero fuori, aprendo gli occhi a tanti disinformati che si erano fidati di lui. Siccome poi il paese in cui viveva affrontò una recessione economica fortissima, egli un po' per disinteresse della Res Publica un po' per incapacità sua e dei suoi adepti non fece niente, assolutamente niente, per sostenerlo, e lo fece precipitare in un baratro da cui paesi come la Germania, in mano a gente onesta e capace, erano scappati, e lottavano duro. La gente lo adorava ma poi cominciò ad odiarlo, perché si curava solo di se stesso e lasciava che sempre più connazionali perdessero il lavoro e la dignità. Distrusse lo Statuto dei Lavoratori, distrusse la Scuola Pubblica, distrusse l'Università. Pompò odio nella mente dei seguaci e spaccò la società in due. I danni che fece all'economia del suo paese furono danni che per essere riparati avrebbero richiesto decenni di sforzi e sacrifici. I danni che fece alla morale comune invece furono ancora più gravi: una corsa continua all'ignoranza, all'evasione fiscale, al non rispetto delle persone e delle regole.

Eppure egli si lamentava, attribuendo a chi non gli ubbidiva l'odio che invece era lui a spargere. Appiccava fuochi e vi gettava sopra benzina. Avvelenava pozzi. Chi stava attorno a lui aveva il sostegno della Mafia, della Camorra, della 'Ndrangheta e anche della Chiesa Cattolica, soprattutto per le scelte di Comunione e Liberazione e della parte più alta del Clero, mentre la base si vergognava a morte. A Corte accorsero e lo circondarono corruttori, corrotti, pregiudicati, massoni, ignoranti, prostitute, pedofili, evasori fiscali, tossicodipendenti e quant'altro emerse dalla feccia che insozza le fogne, fogne che lui aprì attingendo a piene mani. Uomini e donne di poche capacità e onestà assente ebbero la loro chance di arricchirsi a spese della comunità, e infestarono cene e poi luoghi di potere.

Intanto il delinquente si lamentava di vivere in uno Stato di Polizia. In realtà era vero: perché era lui a comprimere le libertà garantite dalla Costituzione, però egli faceva la vittima di quello che faceva fare agli altri. La soluzione per proteggere allora la propria nefanda vita privata e pubblica era quella di distruggere la Democrazia, attaccando continuamente e vilipendendo uno dei poteri dello Stato, il Giudiziario, asservendo a sé un altro, il Legislativo, e usando il terzo, l'Esecutivo, come arma dittatoriale. Il garante dell'equilibrio dei poteri, presidente di una Repubblica che più non era nei fatti, era oggetto di continui lanci di strali ogniqualvolta non lo assecondava. Il garante dell'equilibrio della Legge, la Corte Costituzionale, era un terreno di conquista a colpi di nomine: ultimo baluardo di resistenza da acquistare assolutamente, i soldi infatti a questo delinquente non mancavano di certo... corruttore di giudici, testimoni, persone informate dei fatti quale egli era.

Le sue nefandezze erano giustificate dai suoi portavoce con discorsi che insultavano la decenza e l'onestà, proferiti da questi cravattati zombies che mettevano la loro brutta faccia davanti al teleobiettivo, o scritti da pupazzetti che si vantavano di appartenere all'ordine dei giornalisti, ma che in realtà lo insozzavano, l'ordine, ogni volta che prendevano la penna in mano. In udienza le malefatte del delinquente erano protette a colpi di rinvii da uno stuolo di colletti bianchi che usavano le regole (cambiate ad arte dalla "maggioranza") a scopo dilatorio, proponendo anche le richieste più assurde, e gridando al complotto ogni volta che non gli veniva data ragione. Gli stessi colletti bianchi erano quelli che scrivevano le leggi ai Guardasigilli per violentare gli equilibri dell'Ordinamento Giuridico. Generalmente i loro parti abnormi erano anticostituzionali.

Eppure questo non bastava. Non bastava perché questo paese stava reagendo, perché la Società Civile stava acquisendo maggiore consapevolezza e forza attarverso la Conoscenza. Logico che questa dovesse essere distrutta. E allora nacque il Bavaglio: un'accozzaglia di disposizioni criminogene e criminali che tanti effetti dovevano produrre. Il primo effetto era quello di togliere alla Giustizia il suo più importante strumento di acquisizione di prove e di prevenzione di reati: le Intercettazioni. Ecco allora che gli amici del delinquente di Stato sorrisero: la criminalità organizzata tutta poteva lavorare più libera e senza il pericolo di essere scoperta nella realizzazione e nel concepimento delle proprie malefatte. E siccome molti criminali erano al Parlamento e al Governo, anch'essi potevano ordire le loro trame delinquenziali Il secondo effetto del Bavaglio era quello di impedire che la gente venisse a conoscenza attraverso la stampa o la televisione delle nefandezze dei delinquenti, fossero essi o no del mondo della Politica. Quindi se Mario Rossi aveva votato Giorgio Bianchi, e Bianchi magari aveva stuprato una bambina di tre anni, Mario Rossi non lo doveva assolutamente sapere. Il terzo effetto infine era quello più gustoso, perché riguardava la Rete: se un delinquente trovava nei blog e nei siti qualcosa (anche di assolutamente vero) che lo riguardava e non gli piaceva, partivano cannonate contro gli amministratori della pagina web, che doveva chiudere pagando un fio pazzesco.

La Libertà di Informazione e di Manifestazione del Pensiero vennero quindi uccise definitivamente.

Quel paese non è quello cui state pensando, sciocchi: si chiama semplicemente Repubblica delle Banane, ed è anni luce lontano dalla Civiltà. Cos'avevate capito, comunisti?

.

1 commento:

  1. http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011

    leggo,copio, incollo.

    RispondiElimina