sabato 12 novembre 2011

Governo tecnico e Mario Monti. Siamo sicuri di volere proprio lui?

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"Berlusconi va ringraziato, perché nel ’94 ci ha salvato dalla Sinistra di Occhetto aprendo alla rivoluzione liberale". (Mario Monti, ottobre 2010 a "Otto e Mezzo")

Siamo tutti d'accordo che Berlusconi se ne deve andare. Egli ha portato l'Italia dalle primissime posizioni europee al baratro, sia economicamente che politicamente. Siamo quasi al livello della Grecia, e tutti ridono di noi italiani, anche di quelli fra noi che non lo abbiamo votato. Questo pagliaccio è entrato in politica per salvare le sue aziende dalla bancarotta e se stesso dal carcere, e per farlo si è circondato di delinquenti e prostitute di ogni tipo.

Le necessità dell'Italia oggi sono dettate in larga misura dall'Unione Europea, che ha chiesto interventi pesanti, e Berlusconi, che ha già rovinato il paese, non vuole firmare le misure più nocive per la cittadinanza, ma soprattutto non vuole attuare quelle sgradite ai ricchi e imbecilli che lo sostengono: tagli seri alla politica, alle forze armate, tassazione sugli immobili e sulle attività economiche del clero, lotta vera all'evasione fiscale, patrimoniale, e chi più ne ha più ne metta.

Deve andar via, quindi, e oggi dovrebbe farlo. Tutti siamo d'accordo che occorra un governo tecnico che metta a posto i conti dello Stato e soprattutto deve essere approvata una legge elettorale che cancelli le pagliacciate precedenti. La via parrebbe portare a Mario Monti, apprezzato dai mercati perché uomo delle banche (e non dei consumatori e risparmiatori). Napolitano spinge in tal senso, metà del PDL e del PD pure, mentre hanno dubbi l'altra metà dei due principali partiti oltre che Lega e IDV. Quest'ultimo partito ha indicato una via: non bisogna dare la fiducia a Monti ad occhi chiusi, e cioé senza conoscere chi saranno i ministri di cui egli si circonderà (Pannella, che ha salvato Silvio di recente, ha chiesto in cambio la Giustizia... roba da matti) o il programma che attuerà. E' più corretto, sottolinea Di Pietro, esprimere parere e voto dopo che le carte sono state messe sul tavolo. Anche perché Berlusconi ha detto a chiare lettere che metterà mano sulla composizione di questo governo, e chissà chi ci vuole infilare (un nome su tutti: il maggiordomo Alfano?).

I più furbi oggi vogliono le elezioni anticipate. Questo perché si voterebbe ancora col Porcellum, e quindi i parlamentari non sarebbero scelti dai cittadini (quindi ancora privati del Voto) bensì dalle segreterie di partito. Ma voi li vorreste vedere nuovamente in Parlamento uno Scilipoti? una Santanché? una Gelmini? E questi sono solo alcuni degli esempi della più fetida politica.

Torniamo a Monti. Alzate il volume del PC e seguite bene questo video preso dal Blog di Claudio Messora. Poi sarei curioso di sapere cosa ne pensate. E' davvero curioso quanto è successo a Servizio Pubblico da Santoro due giorni fa: prima che parlasse Messora, nel sondaggio lanciato da Giulia Innocenzi su Facebook era larga la maggioranza che voleva assolutamente Monti, ma dopo l'intervento del blogger le percentuali sono decisamente cambiate. Della serie: informiamoci prima di esprimere un parere!



“In Italia, data la maggiore influenza avuta dalla cultura marxista e la quasi assenza di una cultura liberale, si è protratta più a lungo, in una parte dell’ opinione pubblica e della classe dirigente, la priorità data alla rivendicazione ideale, su basi di istanze etiche, rispetto alla rivendicazione pragmatica, fondata su ciò che può essere ...ottenuto, anche con durezza ma in modo sostenibile, cioè nel vincolo della competitività. Questo arcaico stile di rivendicazione, che finisce spesso per fare il danno degli interessi tutelati, è un grosso ostacolo alle riforme. Ma può venire superato. L’abbiamo visto di recente con le due importanti riforme dovute a Mariastella Gelmini e a Sergio Marchionne. Grazie alla loro determinazione, verrà un po’ ridotto l’handicap dell’Italia nel formare studenti, nel fare ricerca, nel fabbricare automobili.”
Mario Monti, Corriere della Sera, 2 gennaio 2011

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