giovedì 10 novembre 2011

Minzolini & Co. missione compiuta: TG1 e RAI allo sbando

.
Lottizzazione selvaggia alla RAI, come capita ad ogni cambio di maggioranza, ma gli ultimi "sistemati" avevano una missione in più, anzi due: anzitutto distruggere l'Informazione epurando i non allineati e cancellando la verità dai telegiornali; in secondo luogo: distruggere l'azienda stessa, concorrente delle reti del pedo-nano. Minzolini (rinviato a giudizio per le vicende della carta di credito) e gli altri sgherri del sessuomane bitumato ce l'hanno fatta. E la RAI è in rovina. La cosa più grave è sentire che tante persone non appartenenti agli elettori del ducetto lampadato non vogliono più pagare il canone RAI, pensando di fare del male ai partiti... così facendo invece rovinano migliaia di posti di lavoro di persone che stringono la cinghia obbedendo ai politicanti di turno e cercano di vivere con dignità: i dipendenti del servizio pubblico.

Silvio e la Rai: un'invasione
di Denise Pardo
Una ricerca enumera la quantità impressionante di 'messaggi' inviati da Berlusconi che il Tg1, ossequiosamente, trasmette senza confronto e senza domande. Roba che nemmeno in Birmania

Il telefono, la sua voce, il Tg1. L'ultima incredibile frontiera o diabolica invenzione, o spudorato escamotage della comunicazione unica, nel senso del senso (unico), del presidente del Consiglio è il martellante inserimento delle sue telefonate nell'edizione delle 20 del tg più importante della Rai.

Secondo la ricerca curata dall'onorevole Pd Paolo Gentiloni, ex ministro per le Comunicazioni, e dal suo staff, negli ultimi cinque mesi, nel giornale firmato da Augusto Minzolini, le chiamate di Silvio Berlusconi vengono considerate avvenimento così clamoroso da diventare addirittura l'apertura. Ora, che il premier sia un utilizzatore smodato, imprudente e intercettato della cornetta è noto. Quindi le sue telefonate non sarebbero nemmeno una notizia. Figuriamoci poi quando non sono affatto indirizzate al Tg1 ma sono solo la messa in onda, una volta a settimana se non di più, di quelle che hanno rallegrato convegni e siti Pdl e para Pdl dove non va e non andrebbe nemmeno dipinto. No, dipinto ci è andato.

Intanto dal novembre 2010 al marzo 2011, sempre secondo il monitoraggio di Gentiloni, il Tg1 ha inserito nei titoli di testa le conversazioni di Berlusconi per ben 26 volte. Quelle fatte dai tinelli delle varie residenze hanno occupato il tg per 16 minuti, invece i tre videomessaggi teletrasmessi nella seconda parte di gennaio sono durati cinque: pochissimo per la logorrea da cui è afflitto, un'enormità per i tempi televisivi. Un incubo. Un fenomeno fuori dai canoni dell'informazione e sconosciuto nel resto del mondo democratico. E soprattutto il sorpasso più spregiudicato del contraddittorio: interviste con botta e risposta, non se ne parla, tranne che in poltrone molto fidate, una solo al Tg1 piuttosto sospetta (domande inserite dopo?) e quasi mai, ragguagli sull'attività del governo (sarà perché ce ne sono ben pochi?). In compenso, fiato alle trombe, anzi al ricevitore, contro la magistratura, che novità, l'acerrimo presidente della Camera, i maledetti finiani.

Ogni tanto ci scappa l'attacco a Pier Ferdinando Casini e le saette verso il paventato Terzo Polo e l'opposizione criminale, ovviamente. Destinatari primari - quello finale è il Tg1 che trasmette tout court - di tale dovizia di scoop e rivelazioni esclusive, i pregevoli convegni delle correnti Pdl, l'imperdibile sito dei Promotori della Libertà del ministro Michela Vittoria Brambilla, la comunità di Don Gelmini (una telefonata), la riunione dei Riformatori azzurri (una anche a loro), quella dei Popolari di Italia Domani di Francesco Saverio Romano, ora ministro. E perfino il programma "Mattino 5" di Mediaset!

Tutti appuntamenti di grande interesse nazionale. Anche se il più gettonato dal premier, il telefono del desiderio è quello dell'onorevole Francesco Pionati, ex volto del Tg1 che ha mandato in onda le quattro chiamate presidenziali durante quattro convegni della sua Alleanza di centro. Ma, è lapalissiano, la tv ha bisogno di immagini, e Minzolini è più che coscienzioso: via all'abbinamento di filmati con platee in muta adorazione e folle in delirio.

Il 31 marzo, durante la convention dei Cristiano Popolari di Mario Baccini con solita telefonata - andata in onda, ovvio - è successo qualcosa di più. Mentre il premier parlava, veniva esibito un vivido ritratto del suddetto (opera, è stato detto, del maestro Sciacca). Berlusconi deve aver saputo che nel Rinascimento i principi mandavano una loro raffigurazione quando non potevano presenziare, come a dire, l'ubiquità del potere divino. E allora, senza adddentrarci nei meandri del culto della personalità e dell'idolatria, non sarà che il successivo passo tv sarà l'effigie del Cavaliere - su una poltrona di "Porta a Porta" - a cui Bruno Vespa si rivolgerà con soave deferenza?

.

Nessun commento:

Posta un commento