lunedì 19 dicembre 2011

Bersani l’esilarante

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di Isidoro Aiello
07.12.2011

Ieri Bersani ha superato se stesso. E’ riuscito a sostenere che la posizione del PD sulla manovra del governo Monti è stata assunta a garanzia dei diritti dei lavoratori e delle fasce più deboli, perché se tutti costoro non dovessero accettare gli enormi ed ingiusti sacrifici imposti loro, le conseguenze sarebbero ancora peggiori per la classe operai che dice ancora di rappresentare.
La politica, nella degenerazione attuale, non significa dire la verità e governare gli interessi dei cittadini che si dovrebbero rappresentare, bensì cercare di confondere le menti per fare passare linee politiche che sono l’opposto di ciò che si afferma.
Dagli 1970 in poi tutta la politica italiana, anche con atti violenti, è stata impostata per fare retrocedere dai diritti acquisiti i lavoratori dipendenti ed i pensionati. Non è negabile che ci fossero delle sperequazioni tra diritti e doveri e che alcuni correttivi per un buon funzionamento dell’economia andassero apportati, ma negli ultimi 30 anni si è assistito al progressivo scardinamento dello stato sociale ed alla rimodulazione in negativo dei diritti delle classi medio-basse, le cui responsabilità non sono da addossare esclusivamente al centro destra, ma anche al centro-sinistra che nei fatti poco o niente ha fatto per opporsi a questo ciclo politico. Gli intrecci politica-finanza-affari-cooperative etc, oltre ad avere alimentato una corruzione diffusa, hanno impedito ai sindacati ed alle forze politiche di sinistra di fare una seria politica di difesa del lavoro, di sviluppo economico e di equità tra i cittadini, arrivando quasi a rompere il patto sociale.
Ora che tutto questo si è compiuto a danno dei lavoratori dipendenti, dei pensionati, dei giovani e dei disoccupati, che inoltre subiscono le conseguenze del ridimensionamento dello stato sociale, l’esilarante Bersani, segretario del principale partito di sinistra (sig !!), afferma che se i soliti sfigati, non accetteranno sacrifici per 110 miliardi di euro, a tanto ammonta la somma di tutte le manovre degli ultimi mesi, sarà peggio per loro e pagheranno a caro prezzo l’eventuale insofferenza a continuare a ricevere supposte sempre di maggiori dimensioni!!
Naturalmente avverte con aria severa che i partiti di sinistra, che eventualmente dovessero dissociarsi dalla sua posizione, dovrebbero “andare per la loro strada” rompendo gli accordi di Vasto, che prevedevano una coalizione tra PD, IDV e SEL per governare il paese dopo la caduta di Berlusconi e nuove elezioni politiche, qualora avessero avuto il consenso popolare.
Nella politica italiana, dove nulla è come appare, questa posizione traduce evidentemente la volontà del PD di liberarsi di gruppi politici scomodi, intransigenti rispetto al rigore, all’etica, alla difesa dei diritti dei più deboli, all’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge ed al rispetto integrale dei valori costituzionali. Facendo sponda alla posizione dell’UDC, secondo la quale i sostenitori del governo Monti rappresentano il blocco politico che si prenota per il prossimo governo politico, Bersani con le sue parole ha fatto propria la posizione di Casini. Il prossimo governo, che uscirà dalle elezioni politiche, probabilmente in primavere, utilizzando in tal modo il “Porcellum”, ancora una volta disattendendo la volontà popolare espressa con i referendum, sarà dunque composto da un blocco politico sociale destro-cattolico, rappresentato dal terzo polo, da una parte del PDL e del PD, eliminando a destra la Lega e parte del PDL ed a sinistra l’IDV, SEL ed i transfughi del PD.
Chi era a Vasto ed ha seguito i momenti in cui Bersani, costretto dalla situazione, non è riuscito a dissociarsi dall’accordo proposto da Di Pietro e Vendola, osservando il suo viso ed il suo disagio, capiva benissimo che quell’accordo sarebbe stato disatteso, perché troppo distante dagli interessi degli apparati del PD.

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