lunedì 19 dicembre 2011

Il profilo del Capo di Governo che può salvare l’Italia

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di Isidoro Aiello
02.12.2011

I problemi dell’Italia sono complessi e nascono da lontano. Negli ultimi anni vi è stato un incancrenimento, che ha determinato un degrado della vita politica e dei rapporti sociali, impensabili in un paese civile e democratico. L’Italia è un paese pieno di risorse etiche, culturali, economiche, tecnologiche, innovative che vengono da anni mortificate da pessimi governanti, che hanno saputo slatentizzare le peggiori caratteristiche del popolo italiano. Oggi è in atto una presa di coscienza del baratro in cui ci siamo lasciati trascinare e, poiché non credo che il popolo italiano meriti i governi che si sono scelti negli ultimi lustri, abbiamo tutti l’obbligo morale di operare per liberare le forze migliori del nostro paese, che sono tante ed inespresse. Il nuovo governo politico, frutto di elezioni, che al più tardi nascerà nel 2013, dovrà essere guidato da una personalità di grande spessore etico ed operativo, autenticamente libera e democratica, che sappia incidere nella realtà italiana, sradicando la gramigna che da molti, troppi anni, infesta la nostra nazione.
Il futuro premier deve avere come prerequisito una storia personale trasparente, priva di ombre che possano mettere in discussione la sua autorevolezza morale e le sue capacità politiche. Non deve essere legato a gruppi finanziari e industriali nazionali od internazionali, al fine di scongiurare anche il solo dubbio che operi in condizioni di conflitto d’interesse. Deve essere un italiano autentico, che ami la propria Patria sopra ogni cosa, dotato di grande determinazione e che abbia la capacità di aggregare le forze autenticamente democratiche e non corrotte che ancora sopravvivono in Italia, facendo riferimento in particolar modo ai movimenti giovanili e femminili, attingendo alla esperienza degli anziani, che comunque non devono più essere il fulcro del governo, che deve essere affidato alla classe dei quarantenni, come accade in tutte le democrazie occidentali.
Il nuovo blocco sociale, costituito dai giovani, dai lavoratori dipendenti e dai pensionati sui quali negli ultimi trent’anni è stata scaricata la pressione speculativa della finanza internazionale e del padronato, deve attrezzarsi per esprimere rappresentanti che a tutti i livelli siano capaci, eticamente irreprensibili ed animati dalla ferrea volontà di sradicare la corruzione e le mafie dal tessuto sociale e politico dell’Italia.
Questa può sembrare, o forse è, una Utopia, ma senza obbiettivi, forte determinazione e consapevolezze non si riescono a spostare le montagne e solo i giovani possono trovare dentro di sé le risorse necessarie.

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