mercoledì 21 dicembre 2011

La porcheria di Cappellacci sui tirocini

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Ugo, ma la Sardegna non doveva "tornare a sorridere"?

Sardegna, tirocini da schiavi
di Mauro Munafò
La Regione offre ai giovani diplomati la straordinaria opportunità di pulire i bagni nei ristoranti o di scaricare merci pesanti per 500 euro lordi al mese, presso aziende private, per sei mesi. Naturalmente, con l'alibi della 'formazione'. E alla fine, l'assunzione vera è un'ipotesi

Vuoi fare le pulizie in un cinema? Prima devi fare un tirocinio di sei mesi pagato dalla regione e poi, se hai «finalizzato l'apprendimento di base delle procedure di intervento» e hai imparato «i principi della detergenza», puoi sperare di essere assunto.

E' di fronte a questo genere di annunci, a metà strada tra il ridicolo e l'offensivo, che si possono trovare i giovani diplomati e laureati sardi che vogliano approfittare dei voucher sponsorizzati dall'ente guidato da Ugo Cappellacci, la Regione Sardegna. L'ente ha infatti da poco investito dieci milioni di euro di soldi pubblici per finanziare 3.200 assegni per "Tirocini di formazione e orientamento". In questo modo ogni tirocinante ha diritto a sei stipendi da ben 500 euro lordi al mese, per una settimana di lavoro da 32 ore.

Alla presentazione dell'iniziativa sono state usate le parole di rito: «I voucher da un lato offrono l'opportunità di maturare esperienza in un'azienda a chi oggi è escluso dal mondo del lavoro», ha spiegato Cappellacci, «e dall'altro consentono all'impresa di verificare sul campo le capacità di chi svolge il tirocinio, che rappresenta una nuova porta di ingresso verso l'occupazione».

Ma a vederla nel dettaglio, questa porta d'ingresso verso l'occupazione non sembra troppo promettente. Anzi, sembra solo manodopera regalata alle aziende ad alto tasso di sfruttamento. Tra gli annunci consultabili sul sito di Sardegna Tirocini (che risponde all'agenzia regionale del lavoro) si possono infatti trovare richieste di ogni genere: per imprese di pulizie, per fare i magazzinieri, per servire in mensa e in pizzeria o per fare il commesso al supermercato. Quale sia l'aspetto "formativo" che la Regione finanzia non è dato saperlo, anche se sono le stesse aziende a provare a fornire una risposta.


L'impresa di pulizie "Caria Carmela" è ad esempio alla ricerca di un operaio con diploma: «Il tirocinio è finalizzato all'apprendimento di base per quanto riguarda le varie procedure di intervento del servizio di pulizia», si legge nell'annuncio, «mediante l'illustrazione dei seguenti argomenti: principi della detergenza; uso dei detergenti; metodi di lavaggio (sistemi manuali e meccanizzati); pulizia e sanitizzazione dei servizi igienici». Più che l'annuncio di una ditta di pulizie sembra una corso di chimica, e sul gruppo Facebook della Repubblica degli Stagisti questa perla non è passata inosservata.

Non sono da meno le ricerche di magazzinieri a cui viene richiesta «gestione magazzino attrezzature e mezzi, riordino attrezzature. Possibilmente capace utilizzo muletto». L'elenco di annunci avvilenti è però piuttosto lungo, con categorie come camerieri e commessi a guidare la classifica.

Se il livello degli annunci è già sufficiente a porre qualche interrogativo, basta poi leggere il bando dei voucher per peggiorare la propria opinione sull'iniziativa. Nel documento è infatti specificato, e non c'erano dubbi, che «il Soggetto Ospitante (l'azienda ndr) ha facoltà di stipulare un contratto di lavoro con il Tirocinante al termine dell'esperienza, pur non avendo alcun obbligo in tal senso». In poche parole, le società possono prendere per sei mesi un lavoratore, non pagarlo, e alla fine salutarlo con una stretta di mano. Dall'altra parte il tirocinante si vede pagato 500 euro lordi per un lavoro che, da contratto nazionale, può valerne anche il doppio, con la consapevolezza di stare utilizzando anche dei fondi pubblici.

La beffa di questo sistema è però la definizione che lo stesso bando dà del tirocinio, individuato come «un'opportunità per i Tirocinanti di acquisire competenze e conoscenze specifiche, tecniche, relazionali e trasversali tali da agevolare le scelte professionali e favorire l'ingresso o il reingresso nel mercato del lavoro». Imparare i principi della detergenza, nel 2012, è diventata un'opportunità da cogliere al volo.


'Cappellacci, ma non si vergogna?'
di Ida Farris
Dieci milioni di euro della Regione. Usati per regalare alle aziende manodopera per lavori pesanti a costo zero. Sfruttando i precari e beffando i contribuenti. Dopo l'articolo dell'Espresso, una ragazza sarda emigrata scrive (infuriata) al governatore

Caro Ugo,

le scrivo a proposito del nuovo bando Voucher TFO 2011. E lo faccio a nome di tutti quei giovani sardi, che illudendosi che un giorno forse si potranno permettere il lusso di vivere nella loro terra con un lavoro dignitoso, resistono e non scappano in cerca di un futuro. Già un futuro. Non migliore, ma un futuro. Cosa che stando in Sardegna non è assolutamente concesso neanche sperare.

E questo nuovo bando per la formazione sui «i principi della detergenza» e vari altri metodi per farsi sfruttare al prezzo di 500 euro lordi al mese (ho i brividi mentre lo scrivo) spazza via ogni barlume di speranza. Io non riesco più a sperare Signor Cappellacci. E come me sono in tanti a non poterselo più permettere.

Vivo a Bologna oramai da 11 anni e ogni volta che penso a Cagliari, al suo profumo di mare sotto i portici di via Roma mi viene una voglia matta di tornare in Sardegna. Ma questo sogno viene spietatamente spezzato dall'amara consapevolezza che questo non sarà mai possibile, né per me né tanto meno per tutti i giovani sardi laureandi, neolaureati e non che oggi hanno letto su Vanity Fair e sull'Espresso gli articoli che parlano del progetto per il quale la Regione Sardegna ha stanziato dieci milioni di Euro e che dovrebbe essere (parole sue) «un'opportunità per i Tirocinanti di acquisire competenze e conoscenze specifiche, tecniche, relazionali e trasversali tali da agevolare le scelte professionali e favorire l'ingresso o il reingresso nel mercato del lavoro».

Vorrei che, a questo punto della storia, spiegasse a noi sardi come dei tirocini come questi possano essere delle opportunità e non delle prese in giro e per giunta per niente convincenti. Avreste potuto trovare certamente degli stratagemmi un po' più credibili e onesti nei confronti di tutti i contribuenti. Perché questi 10.000.000 di Euro sono soldi pubblici!!

Io personalmente sono profondamente amareggiata e indignata, perché dopo tutto ci saranno tanti giovani sardi che a questi pseudo tirocini parteciperanno. Perché, si sa, per un disoccupato 500 euro, sottolineo lordi, sono sempre meglio di niente.

Sto pensando all'umiliazione e alla vergogna di una persona che ha studiato e dopo anni di contratti bestiali a progetto è costretto ad accettare queste condizioni da vomito.

Beh io credo che noi tutti ci meritiamo di meglio... uno sforzo in più per risollevare le sorti dell'economia sarda e dare una spinta al mondo del lavoro ormai stagnante andrebbe fatto, caro Presidente.

Continuo a sognare un mondo dove tutti i giovani scappino in massa e lascino voi a governare il niente... a cantarvela e ballarvela da soli. Perché è questo quello che vi meritate.

E soprattutto... che vergogna che si parli di noi non per comportamenti e traguardi virtuosi ma per questa atroce notizia, che oggi avrei preferito non leggere. E così credo in molti. A lei un augurio di un sereno 2012... augurio che non mi sento di fare invece a tutti i miei amici e conoscenti che restano e resistono...invano.

Cordialmente

Ida Farris

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