lunedì 19 dicembre 2011

La storia degli italiani perbene

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di Isidoro Aiello
19.12.2011

Gli italiani tra i 50 e 60 anni dopo una vita di studi, di lavoro, di impegno civile, si trovano ad affrontare una realtà che non hanno voluto e per la quale non sentono di avere significative responsabilità, se non quella di appartenere ad una generazione che nei fatti ha fallito, visto che lascia ai giovani ed alle generazioni future una società fortemente degradata nei vuoi valori etici e nei rapporti tra cittadini ed istituzioni.
Gli italiani, nati nei primi anni del dopo guerra, hanno vissuto gli anni della ricostruzione, dell’impegno civile, delle lotte per modernizzare la società, che veniva da 20 anni di cultura fascista, con uno stato fortemente centralistico, formazione scolastica di tipo prevalentemente nozionistica e concezione autoritaria del rapporto docente studente.
La tutela dei lavoro dipendente era assai precaria, così come quella della salute, della sicurezza sul lavoro, delle garanzie sociali e dei diritti civili. Forze politiche e sindacali, movimenti culturali giovanili incluso il movimento studentesco, si attivarono in un clima di primavera sociale per ottenere il riconoscimento di diritti, libertà individuali e collettive, la laicizzazione dello stato fortemente clericale, l’uguaglianza nei diritti e nei doveri che favorissero lo scorrimento verticale delle diverse classi sociali.
Il tutto avvenne con forti resistenze opposte dai governanti, che dovevano garantire, avendo perso la guerra, l’appartenenza dell’Italia al blocco occidentale e gli interessi dei vincitori, in particolare modo quegli degli Stati Uniti. E’ il periodo degli opposti estremismi, dei servizi segreti deviati, che in realtà rispondevano alla CIA ed a qualche politico italiano al di fuori del controllo democratico del parlamento.
Il compromesso storico, proposto da due grandi statisti italiani, quali Aldo Moro ed Enrico Berlinguer, i quali, avendo compreso la degenerazione etica ed il degrado incombente delle istituzioni italiane, tentavano di unire le forze sane e democratiche del centro-destra e della sinistra per trasformare l’Italia in una democrazia moderna, venne stroncato dall’omicidio di Moro ad opera delle brigate rosse, infiltrate da uomini dei servizi segreti così detti deviati.
L’italiano, fosse egli operaio, contadino, impiegato insegnante, studente, partecipava largamente a questi fermenti socio-culturali, e ciascuno forniva un contributo dialettico all’evoluzione della società. La maggioranza si impegnava, compiva il proprio dovere ed anche di più, cercava di produrre ricchezza e benessere per i propri figli e le generazioni future.
Il sogno di quelle generazioni veniva però annullato dalla degenerazione partitocratrica che, abusando del sacrificio e della operosità dei cittadini, si adoperava per infiltrare tutti i gangli delle istituzioni al fine di gestire un potere prevaricante, fatto di privilegi, corrotto e corruttore, produttore di caste e di clientele. Inciuci, accordi di potere tra maggioranza ed opposizione, commistione politica affari, gestione degli enti pubblici, sanità, trasporti e quant’altro, posta sotto il controllo politico ed assoggettata alla logica delle clientele e della spartizione, hanno privilegiato l’ascesa dei furbi, degli spregiudicati e degli incapaci, che saccheggiavano il bene pubblico a vantaggio della minoranza dei cittadini del malaffare.
L’infiltrazione della malavita organizzata negli apparati dello Stato anche a livelli assai elevati ne è stata l’inevitabile conseguenza. Lo Stato italiano, governato da rapaci di rango, ma anche da rubagalline, non poteva che cadere nella spirale del debito pubblico e dell’ipertassazione del lavoro prodotto dai cittadini perbene, con norme che nel contempo garantissero arricchimenti illeciti, evasione fiscale ed enormi privilegi al numero relativamente ristretto dei furbi che governavano l’Italia.
La Casta dei politici-malfattori, sostenuta da una informazione serva del regime, ha utilizzato ogni mezzo di persuasione occulta per affermare la propria legittimazione democratica attraverso un sistema elettorale asservito agli interessi del sistema.
Ora che la nazione è al fallimento, la solita casta al governo ed alla finta opposizione, dopo aver predisposto una operazione di finto rinnovamento, cambiando i volti, ma non la sostanza, con sfacciataggine inaudita e senza alcuna forma di decoro etico chiede agli italiani perbene di fare enormi sacrifici per ripagare il debito contratto dai malfattori a tutto loro vantaggio, con la minaccia che i cittadini perbene, ma non la casta, avrebbero subito le terribili conseguenze del fallimento dello stato.
Monti con il suo governo continua a proteggere le banche, i potentati industriali, gli evasori fiscali e tutti i malfattori, sostenuto in questa operazione dal nostro esimio Presidente, che scordandosi di avere militato nel PCI ai tempi di Berlinguer, assume le vesti del re Giovanni, che sostiene l’arrogante violenza dello sceriffo di Nottingham. Tutti gli italiani perbene, per non continuare a subire angherie di ogni tipo, soprusi ed intollerabili ingiustizie, devono smettere di aspettare Robin Hood od il ritorno di Re Riccardo, ma attivarsi con una mobilitazione di massa che consenta di scacciare i mercanti dal tempio della Nostra Patria.
E’ necessario pretendere elezioni subito, selezionare candidati sia di destra che di sinistra che non abbiano alcun legame con il regime attuale ed attuare una politica di giustizia sociale che faccia pagare il debito pubblico e lo sfascio morale e materiale dell’Italia a coloro che ne sono stati e continuano ad esserne i responsabili.

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