lunedì 19 dicembre 2011

Le leggi che Monti non farà

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Da oggi inizio a pubblicare, con l'autorizzazione dell'autore, alcuni scritti e riflessioni apparsi sulla bacheca di un gruppo Facebook: Giudicare la finanza internazionale per crimini contro l'Umanità. Sono dei testi pubblicati da un consigliere comunale di Sassari, il dott. Isidoro Aiello, e contegono tantissimi spunti di riflessione largamente condivisibili sull'economia e la politica di oggi in Italia (e non solo), e sul loro legame mai come oggi stretto e tortuoso. Buona lettura.



Le leggi che Monti non farà
24.11.2011
di Isidoro Aiello

Prevedere il futuro non è una virtù dell’uomo. Tuttavia in alcune circostanze è possibile fare previsioni che hanno alta probabilità di avverarsi. Nel contesto dell’ attuale politica italiana penso sia possibile proiettarsi nel futuro anticipando il contenuto dei provvedimenti che verranno assunti e quali, al contrario, non vedranno mai la luce. Per quanto attiene il governo Monti le previsioni scaturiscono da una coerente interpretazione degli avvenimenti degli ultimi lustri. Spero ovviamente che quanto sto per scrivere si dimostri completamente sbagliato e che sia frutto di farneticazioni l’idea che l’Italia sia diventata, come molti paventano, un governatorato di provincia dell’Impero della Finanza. Il governo Berlusconi ha prodotto un incredibile degrado della politica e delle istituzioni democratiche, trasformandole in luoghi di malaffare, di corruzione, di indegnità personale, di pratica sfacciata dell’interesse personale a discapito di quello collettivo, di immoralità di ogni ordine e grado. La conseguenza più grave, oltre ad aver proposto e fatto affermare un modello socio-culturale fondato sulla sottocultura del velinismo o del grande fratello, è quella di aver creato le condizioni per una crisi economica gravissima, che potrebbe portare al fallimento dello stato. Credo che i burattinai dell’economia e della finanza lo abbiano sostenuto proprio perché distruggesse le finanze della settima potenza industriale mondiale, al punto da poter essere messa in vendita ed acquistata. In quest’ottica per ridurre il debito pubblico si porrà la questione di vendere le nostre riserve auree, che per entità sono le terze al mondo, il nostro patrimonio pubblico, eventualmente anche artistico, e di privatizzare, nonostante le indicazioni di un recente referendum, i beni comuni ed i servizi a rilevanza sociale, nonché di ipotecare la produttività della nazione dei prossimi anni per pagare gli interessi ed il capitale a coloro che hanno creato le condizioni per questa crisi finanziaria mondiale. Naturalmente per avere la garanzia di ottenere tutto ciò il direttorio mondiale pone sotto controllo politico i paesi in difficoltà come l’Italia E’ bene ricordare che i gruppi finanziari, detentori di gran parte del debito pubblico delle nazioni, sono gli stessi che controllano, con il proprio azionariato la banca centrale europea (BCE), nella quale sono confluite le banche centrali degli stati dell’EU, la FED americana ed altre banche centrali, e sono gli stessi che hanno emesso i titoli spazzatura, cioè privi un controvalore economico reale, per circa 500.000 miliardi di dollari, cifra corrispondente ad oltre sei volte il Prodotto Interno Lordo (PIL) mondiale. Per avere un’idea delle proporzioni, il capitale azionario ed obbligazionario mondiale ed il debito pubblico accumulato dagli stati corrispondono a circa 200.000 miliardi di dollari. Questa è la causa vera della crisi economico-finanziaria internazionale che sta travolgendo economie un tempo solide. Gli avvenimenti italiani e l’attuale governo Monti possono essere letti nell’ambito di una strategia mirante a creare un governatorato mondiale sopranazionale in grado di imporre la propria volontà sulla quasi totalità degli stati sovrani.

Se questi ragionamenti corrispondessero al vero si può immaginare quali saranno le prime mosse del governo Monti.

Una “legge civetta” sulla riduzione dei privilegi della casta dei politici, la cui entrata in vigore ricadrà essenzialmente sulla futura legislatura, l’introduzione dell’Ici sulla prima casa, cioè un piccola patrimoniale che colpirà tutti coloro che posseggono una casa propria, che in Italia sono l’80% delle famiglie, naturalmente rimanendo esclusi gli edifici anche ad uso commerciale della Chiesa.

Una patrimoniale che, gravando ancora su una classe media, già stremata ed assoggettata ad un sistema fiscale feroce contro i cittadini onesti e benevolo con i cittadini disonesti, colpirà, non i grandi patrimoni mobili ed immobili sopra i 5-6 milioni di euro, ma quelli da un milione in su. L’innalzamento dell’età pensionabile ed una sistema retributivo generalizzato, che prevederà un tetto rispetto all’ultimo stipendio percepito, qualunque sia l’entità dei versamenti.

Al contrario certamente non farà le uniche leggi che sarebbero espressione della volontà di ripagare, anche se solo in minima parte, quando è stato legalmente od illegalmente tolto alle classi medio-basse negli ultimi trent’anni di malgoverno e di corruzione diffusa.

In primis non si farà la legge che preveda che le banche italiane versino nelle casse dello stato un ulteriore 25% del danaro scudato, rientrato in Italia con l’infame aliquota del 5% per effetto della legge sullo scudo fiscale. La media del prelievo imposto dalle altre nazioni europee per manovre analoghe è stato del 30%. Vogliamo uniformarci al comportamento europeo visto che l’Europa ci ha messo sotto tutela? Ricordo che i capitali rientrati sono certamente frutto o di evasione fiscale o è danaro della malavita organizzata e che il costo del riciclaggio del danaro sporco si aggira attorno al 20% del capitale, contro un 5% benevolmente richiesto dall’ineffabile Berlusconi Questa legge porterebbe immediatamente nelle casse dello stato 27 miliardi di euro.

Un’altra legge che Monti non farà sarà quella di chiedere alla Svizzera, come previsto dalla sua legislazione, il 26,375 % dei capitali versati nella proprie banche da parte di cittadini, società etc.della nazione richiedente. Ogni cento miliardi depositati, spesso provenienti da affari illeciti, lo stato italiano introiterebbe 26 miliardi e 365 milioni di euro. Con una stima al ribasso entrerebbero subito oltre 50 miliardi di euro e non ci sarebbe necessità di continuare a colpire i lavoratori dipendenti, che contribuiscono per il 90% al gettito fiscale italiano.

Certamente non eserciterà tagli sui programmi di acquisto di armamenti, aerei, elicotteri, sommergibili, fregate etc, che nei prossimi 3 anni raggiungeranno 43 miliardi di euro, armi di cui l’Italia naturalmente non può fare a meno !

Certamente non farà una legge seria sul conflitto d’interessi, indispensabile per creare un nuovo clima etico tra i politici e gli amministratori.

Certamente non farà una seria riforma della magistratura che, oltre a garantirne l’assoluta autonomia rispetto agli altri poteri dello stato, le conferisca l’efficienza necessaria per garantire la certezza del diritto, giudizi rapidi e l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.

Certamente non promulgherà leggi severe e non fornirà gli strumenti investigativi necessari per contrastare con efficacia le mafie, che operano nel nostro territori nazionale, perché bisognerebbe esercitare un controllo rigorosissimo sulla circolazione dei capitali, sui paradisi fiscali, sulle operazioni estero su estero, necessarie non solo per le attività malavitose , ma anche per gli evasori fiscali, gli speculatori, le multinazionali, i gruppi finanziari etc.

Naturalmente spero che queste mie previsioni siano frutto di una visione pessimistica della realtà e di essere presto smentito dai fatti, non dalle chiacchiere o da vane promesse. Se così fosse l’Italia potrebbe ancora avere un futuro; al contrario temo che sia iniziato il cammino verso un nuovo medioevo.

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