venerdì 30 dicembre 2011

Lo Stato biscazziere

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di Isidoro Aiello
Sassari 30.12.2011

Abbiamo appena appreso dai mass media, che sottolineavano con enfasi ed entusiasmo, la notizia che il gioco d’azzardo gestito dallo stato italiano nel 2011 ha avuto un giro d’affari di oltre 80 miliardi di euro, con un utile netto di circa 18 miliardi di euro ed un introito per il fisco di circa 9 miliardi di euro. Chi ha una concezione di Stato come gestore dei beni comuni, guidato dai principi della equa distribuzione del reddito, della salvaguardia dei beni, dell’uguaglianza dei cittadini che si riconoscono in regole fondate sull’etica e la solidarietà sociale, non può accettare che uno Stato incoraggi il gioco d’azzardo, lo propagandi e lo trasformi in una forma di tassazione occulta a danno dei cittadini più deboli che, sperando di costruire per sé e per i loro figli un futuro migliore, affidano i pochi risparmi alla dea bendata.
Senza considerare che il gioco d’azzardo può trasformarsi in comportamenti compulsavi patologici, che alcuni non riescono a controllare fino alla rovina di se stessi e delle proprie famiglie.
Uno stato etico dovrebbe contrastare il gioco d’azzardo, non trasformarsi in biscazziere! Ma cosa ci si può aspettare da uno stato che per oltre 30 anni è stato governato da uomini politici corrotti, spesso legati alla malavita organizzata e comunque avvezzi al malaffare? Uno Stato che specula su tutto, dalle pensioni, ai lavoratori, trasformati in persone spesso precarie e comunque sottoposte a regole vessatorie, che li rendono insicuri, riducendo il loro benessere psicologico, che per pagare debiti contratti, non per il bene dei cittadini , ma per le indegne speculazioni della casta dirigente, toglie ai poveri per continuare a garantire i ricchi, non ha più alcuna legittimazione a governare. E’ lo stato di Al Cappone, gestito con le sue stesse logiche!

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