giovedì 26 gennaio 2012

Lo scandalo dei 14,62€ sui certificati all'Anagrafe

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Possibile che nessuno se ne sia accorto?

Oggi ho letto che il ministro della Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi, a proposito del prossimo DL Semplificazioni, ha anticipato all’agenzia Ansa quelli che saranno i contenuti del decreto, a cominciare dalla semplificazione delle certificazioni. Lo scambio dei dati tra le amministrazioni per via telematica "consentirà di avere in tempi reali alcuni importanti atti: dal cambio di residenza alle trascrizioni degli atti di stato civile come il matrimonio e la nascita".

La cosa però è in larga parte già in vigore dal novembre scorso, grazie alla Legge n. 183, del novembre 2011, il così detto "Patto di stabilità" votato dal Parlamento poco prima che Berlusconi si dimettesse rimettendo il mandato nelle mani del presidente Napolitano.

Voglio augurarmi che fra queste "semplificazioni" di cui parla Patroni Griffi ce ne sia una che giudico davvero importante, perché quello che ha disposto la Legge di Stabilità in merito alle certificazioni è uno scippo vero e proprio alle tasche di molti contribuenti.

Mi riferisco alla disposizone che prevede il pagamento di ben 14,62€ per i certificati che si chiedono allo sportello dell'Anagrafe. Non lo sapevate? Il Patto di Stabilità ha sì disposto che fra amministrazioni è proibito lo scambio di certificati in cartaceo, perché ora avviene tutto per via digitale, e ciò fa risparmiare una bel po' di soldi allo Stato e agli enti pubblici; ha disposto poi anche una estensione della autocertificazione da parte dei titolari dei dati sensibili oggetto dei certificati (appunto i cittadini), che può essere effettuata anche nei confronti di istituzioni private (per es. banche); ma ha disposto anche che se un cittadino vuole il certificato cartaceo allo sportello, vuoi perché non ha il computer, vuoi perché non ha una macchina da scrivere, vuoi perché non sa scrivere bene a mano, ma soprattutto perché non sa come si redige un certificato, beh... adesso deve pagare 14,62€ per averlo! Quindi non più i pochi centesimi che si pagavano prima (a volte 26, in altri uffici 50), ora si pagano 14,62€. Intendiamoci: il bollo esisteva già, ma erano previste diverse esenzioni, tutte in una tabella molto ampia. Ora è praticamente generalizzato il pagamento.

La sorpresa l'ho avuta personalmente, ho fatto le mie verifiche, ed è tutto vero. All'anagrafe di Olbia addirittura mi hanno detto che la maggior parte delle persone che chiedono il certificato di Residenza (per vari fini) sono anziani che non hanno o non sanno come usare il computer, quasi tutte persone con poche centinaia di euro di pensione; stesso problema per quei disoccupati che hanno in tasca poco o niente: anche loro devono pagare 14,62€. E hanno aggiunto che provano grande tristezza nel vedere questi anziani o disoccupati che si lamentano ma poi devono privarsi di quei soldi, per loro preziosi per mangiare o per le medicine (sempre meno infatti sono quelle esentate).

Andate anche voi a fare una prova: chiedete, e vedrete la risposta.

In alcuni uffici Anagrafe si sono organizzati appendendo degli avvisi (nella foto quello visto all'Anagrafe di Arzachena, dove mi hanno parlato dello stesso imbarazzo). Il fatto è che gli uffici sono obbligati ad applicare questa novità normativa.

Capita quindi la porcheria? Lo Stato aiuta se stesso e gli altri enti pubblici con lo scambio telematico, così non spende una cippa, mentre i cittadini, la stragande maggioranza dei quali non sa scrivere un auto-certificato, devono foraggiare l'ente con 14,62€ a persona.

Questo è uno scandalo. Davvero un bel regalino, l'ultimo, da parte di Berlusconi! Scommettiamo che Monti non lo cambierà?

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