lunedì 20 febbraio 2012

Carnevale con truffa?


«Avere a disposizione un locale come l'Ariston non può essere che un piacere - dice Cosimo Salis, l'organizzatore della serata -. Io sono del parere che anche Sassari debba avere una bella festa di carnevale come altrove. Questa è un'iniziativa creata per dare la possibilità ai ragazzi della zona di restare in città e divertirsi».

E meno male che è un operatore del settore da qualche decennio! Qui c'è da banchettare a suon di sanzioni e denunce. Ecco lo strano carnevale del Cinema Ariston.

Bolgia all'Ariston di Sassari, organizzatore nei guai

da: La Nuova Sardegna

Biglietti venduti a 3.200 ragazzi ma ne entrano «solo» 2000. In viale Trento arriva la polizia. In sala più del doppio delle persone consentite. Ostruite le vie di fuga. E in questura centralino in tilt per le proteste

SASSARI. Qualcuno l'ha definito: «L'evento più memorabile degli ultimi dieci anni in città». Che lo sia stato o meno, una cosa è certa: il supermega ballo di carnevale all'Ariston resterà nella memoria di almeno uno dei suoi organizzatori. E non tanto per l'oggettivo successo di pubblico, quanto per i guai giudiziari che gli sono piovuti addosso. La questura ha denunciato Cosimo Salis, 50 anni, storico protagonista della Sassari «by night», per presunte macroscopiche violazioni nella gestione della festa che ha trasformato per una notte in un night il cinema di viale Trento.

Oltre a stipare nel locale più del doppio del numero consentito di persone, secondo la questura l'organizzazione avrebbe di fatto bloccato l'accesso alle uscite di sicurezza. Davanti alle porte c'erano tavolini, ma se qualcuno fosse riuscito a eliminare gli ostacoli non sarebbe comunque riuscito a uscire: le via di fuga erano ostruite dalle auto in sosta. Ma ad aumentare il pericolo ha contribuito il fatto che in sala è stato consentito fumare a centinaia di ragazzi.

«Non oso neppure pensare cosa sarebbe accaduto in caso di uscita in massa dal locale - spiega un addetto ai lavori -. Per fortuna non è successo nulla, ma questo lo si deve ai ragazzi che si sono comportati benissimo, e alle forze dell'ordine». L'emergenza è stata gestita sul posto da Francesco Ponti, dirigente di turno in questura. Il centralino del 113 l'altra notte è andato in tilt per le telefonate di protesta dei delusi e dei residenti. Invece, nonostante ci fosse l'ordinanza del questore che indicava la necessità di predisporre servizi adeguata di vigilanza, in viale Trento non è stata avvistata la polizia municipale.

Ma se dentro il cinema non ci sono stati incidenti, altrettanto non si può dire della bolgia all'esterno. In viale Trento si è scatenato l'inferno dei delusi: non meno di 1.200 ragazzi lasciati fuori nonostante avessero pagato il biglietto in anticipo. Nella calca si sono fatte largo due squadre dei vigili del fuoco, quattro pattuglie della questura (due delle Volanti e due della Stradale), due pattuglie dei carabinieri e due équipe del 118. Numerosi i soccorsi dopo malori o scazzottate. Alcune auto sono state danneggiate.

Per capire come sia stato possibile tutto questo bisogna fare un passo indietro. Durante le pre-vendite per la mega festa all'Ariston (subito oggetto di critiche, rivelatesi fondate) siano stati staccati più del triplo dei biglietti rispetto alla capienza massima del cinema. Secondo la commissione comunale di vigilanza, l'Ariston avrebbe potuto accogliere al massimo mille persone: 150 in più del numero di spettatori fissato dai vigili del fuoco. Dopo le prevendite frenetiche, fuori dall'Ariston sono arrivati 3.200 ragazzi e i «buttadentro» ne hanno ammesso «solo» duemila. Tutti gli altri sono rimasti fuori, accalcati per rivendicare almeno la restituzione dei soldi. Un infuriato esercito in maschera. Alle 3 è arrivata la polizia.

La prima volante ha fatto breccia a fatica nella folla. Pochi minuti dopo, tutte le forze dell'ordine in servizio in città sono state richiamate in viale Trento. Francesco Ponti ha preso in mano una situazione che rischiava di diventare esplosiva. Non si sa cosa si siano detti il funzionario e Cosimo Salis, fatto sta che l'organizzazione ha cominciato a restituire i soldi del biglietto ai ragazzi rimasti in strada.

Nell'Ariston la festa è andata avanti fino alle cinque, con duemila giovani tranquilli e spensierati. Stati d'animo che, insieme alla vigilanza della polizia, hanno evitato pericolose evoluzioni dell'evento più memorabile degli ultimi dieci anni in città. Definizione contestata dal popolo di facebook, ieri scatenato in commenti critici (alcuni irripetibili) sulla organizzazione.




1 commento:

  1. tutto questo non sarebbe mai accaduto se si fosse pensato, anni fa, ad organizzare una sala per questo genere di eventi. In America le chiamano ballroom. Non c'è bisogno di traduzioni.
    Intendo locali idonei, a norma di legge,senza seggiolini e con un palco capace di far suonare un gruppo, se necessario. Casse sospese in modo da non assordare la gente e da non poter essere danneggiate. Staff e personale a disposizione, il tutto in un punto tale da non infastidire il vicinato.
    Penso ad es. ai locali in disuso dell'ex Molino Azzena Mossa. Siccome non ci sono idee nè fondi dobbiamo accontentarci di queste "invenzioni" (cinema riattati a sale da ballo).

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