lunedì 13 febbraio 2012

Il copia-incolla dei consiglieri regionali sardi dell'IDV

.
Nel mondo della politica il copia-incolla è un'attività molto in voga presso chi, a corto di idee, va a cercare ispirazione altrove. E' plausibile che una buona idea altrui venga allora presa come spunto per un'attività di governo del territorio, ma non sempre questa è una via praticabile, perché si rischiano figuracce tremende. Nel 1999 il neo presidente della Regione Sardegna Mauro Pili nel suo discorso di apertura legislatura lesse quanto scritto dal presidente della Regione Lombardia Formigoni poco tempo prima. I giornalisti saltarono sulle sedie quando Pili citò come numero delle province sarde (allora quattro) quello della Lombardia, e quell'errore grossolano occasionò delle verifiche che scoperchiarono il vaso. Ne parlarono tutti i giornali, e ciò mostro quale fosse lo spessore politico del giovane di Arcore (...).

Nel giugno scorso fu poi il turno di Antonello Liori (PDL), la cui bozza del “Piano di riorganizzazione dell’assistenza sanitaria della Regione Sardegna” (presentata nel corso della riunione della giunta tenutasi lo scorso 1° maggio dallo stesso assessore regionale alla Sanità), era tremendamente simile (se non proprio uguale) al Piano Sanitario della Regione Piemonte: altro putiferio.

Ripetiamo: una buona idea la si può applicare anche altrove, ma occore fare i dovuti ragionamenti e valutazioni per creare qualcosa che sia applicabile alla propria realtà locale, altrimenti si fa solo una brutta figura. Bisogna elaborare e plasmare in base al territorio e le sue esigenze. Copiare pari pari è davvero...


Oggi purtroppo è stato il turno dei tre consiglieri regionali dell'IDV sardo (Giovanni Mariani, Daniele Secondo Cocco e Adriano Salis, fresco di rinvio a giudizio), col quale non corre più buon sangue, e la brutta figura (anche per il partito) è servita. Partiamo da quello che dicono i giornali: stante il silenzio della Nuova Sardegna, è stata l'Unione Sarda a pubblicare poche righe sulla vicenda, rintracciabili sul sito della Regione Sardegna stessa, come potete leggere:


L'UNIONE SARDA - Politica: «I nostri consiglieri regionali copiano le proposte di legge» - 13.02.2012

ITALIA DEI VALORI. Denuncia di un tesoriere del partito. «Tre delle otto proposte di legge presentate dai consiglieri regionali dell'Italia dei valori sono state copiate». Lo denuncia Andrea Murru, tesoriere dell'IdV dell'Ogliastra, con una lettera aperta inviata «ai compagni di partito» nella quale chiede le dimissioni del capogruppo Adriano Salis, e di Daniele Secondo Cocco e Giovanni Mariani. «Dalla fine del 2011 ho deciso di monitorare il lavoro svolto dai nostri consiglieri regionali con l'intento di ricavarne una sorta di report», sostiene Murru, studente universitario, nella lettera. «Il fine che mi ero prefissato», prosegue, «consisteva nel valutare se, alla fine del loro mandato, ci si potesse ritenere soddisfatti del lavoro svolto dai consiglieri, in virtù dei presupposti mossi dal partito a livello nazionale e regionale, nonché nell'ottica del nostro elettorato e, più in generale, delle necessità del popolo sardo». Per provare che sono copiate, Murru pubblica la proposta di legge originale e quella presentata dai consiglieri dell'Idv. Le leggi incriminate sono quelle che propongono l'“Istituzione del reddito minimo garantito”, “Norme per il sostegno dei gruppi di acquisto solidale e per la promozione dei prodotti alimentari da filiera corta e di qualità” e “Disposizioni a favore della lotta contro le mafie e le altre forme di criminalità organizzata e diffusa”. La prima, sostiene Murru, è copiata da una legge della Regione Lazio datata 20 marzo 2009, la seconda è stata approvata nel novembre del 2011 dal Consiglio calabrese, la terza è un'iniziativa del gruppo Alpe del Consiglio regionale della Valle D'Aosta.

Davvero poco spazio, e allora abbiamo ritenuto opportuno contattare l'autore della lettera, e riportiamo il suo coraggioso atto di denuncia, senza i tagli operati dal quotidiano cagliaritano:


Lettera aperta ai consiglieri regionali Salis-Cocco-Mariani. Richiesta di dimissioni.

Art. 54. Cost.“I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”.

Cari amici e compagni di partito, vi starete chiedendo come mai ho deciso di esordire, in questa mia comunicazione, con il secondo inciso dell’art. 54 della Costituzione. Ebbene, dalla fine del 2011 ho deciso di monitorare il lavoro svolto dai nostri consiglieri regionali con l’intento di ricavarne una sorta di report. Il fine che mi ero prefissato consisteva nel valutare se, alla fine del loro mandato, ci si potesse ritenere soddisfatti del lavoro svolto dai consiglieri (in virtù dei presupposti mossi dal partito a livello nazionale/regionale, nonché nell’ottica del nostro elettorato e, più in generale, delle necessità del popolo sardo).
Nell’accingermi a compiere un simile lavoro, ho dovuto adoperare l’unica fonte disponibile, a livello regionale, consistente nel sito istituzionale del Consiglio Regionale della Sardegna da cui ho potuto, seguendo le relative sezioni, attingere alle varie attività svolte da ciascuno dei tre nostri consiglieri. Due sono state le direttrici guida del mio monitoraggio; l’una, quantitativa, attinente alle singole iniziative dei consiglieri, nell’ambito dei loro poteri/doveri all’interno dell’aula consiliare; l’altra, qualitativa, riguardante, nello specifico, la rilevanza, opportunità, coerenza, del lavoro svolto e/o delle attività compiute.
Nello specifico, occorre ricordare che, all’interno dell’aula consiliare, i singoli consiglieri regionali, hanno a loro disposizione varie forme di interazione con il resto dell’aula e, in particolare, con la Giunta.

Qui di seguito riporto, direttamente dal regolamento del Consiglio, il:

CAPO XV - DELLE INTERROGAZIONI, INTERPELLANZE E MOZIONI DELLE INTERROGAZIONI, INTERPELLANZE E MOZIONI.
Art. 106. Interrogazione. L'interrogazione consiste nella semplice domanda per sapere se un fatto sia vero, se una informazione sia pervenuta alla Giunta regionale o sia esatta, se la Giunta stessa intenda portare a conoscenza del Consiglio determinati documenti o abbia preso o intenda prendere alcuna risoluzione su oggetti determinati o, comunque, per sollecitare informazioni o spiegazioni sulla attività della pubblica amministrazione.
Art. 108. Interpellanza. L'interpellanza consiste nella domanda fatta alla Giunta regionale circa i motivi o gli intendimenti della sua condotta su determinati problemi.
Art. 112. Mozione. Un Gruppo consiliare, tramite il suo Presidente, o tre Consiglieri possono presentare una mozione al fine di promuovere una deliberazione del Consiglio su un determinato argomento.

Capo XVI - DEGLI ORDINI DEL GIORNO
Art. 122. Discussione e votazione. Nell'esame di un progetto di legge, di una mozione o di altri atti sottoposti all'approvazione del Consiglio possono essere presentati, sull'argomento in discussione, ordini del giorno al fine di promuovere una decisione da parte del Consiglio.

Capo IX - DELLA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI DI LEGGE E DELLE PROPOSTE DI INIZIATIVA CONSILIARE E POPOLARE
Art. 71. Iniziativa delle leggi. L'iniziativa delle leggi, ai sensi dell'articolo 28 dello Statuto speciale per la Sardegna, spetta alla Giunta regionale, ai Consiglieri regionali ed al popolo sardo.
Art. 72. Condizioni di ricevibilità. I progetti di legge e gli altri atti da sottoporre all'esame del Consiglio devono essere composti di una relazione illustrativa e di un testo redatto in articoli o comunque di una parte dispositiva.
Qualora comportino spese devono, inoltre, indicare la relativa copertura finanziaria. La Presidenza del Consiglio assicura a tutti i Consiglieri l'accesso più adeguato alle informazioni di carattere finanziario necessarie all'adempimento del disposto di cui al comma 2.


Tra tutte queste forme di manifestazione della propria capacità d’incidere nell’ambito dei lavori consiliari, ciascun Gruppo può adottare quella che ritiene maggiormente adatta alla circostanza e/o alla materia che si trova ad affrontare. Non v’è tuttavia alcun dubbio che, a parte la mozione di sfiducia, sia l’iniziativa legislativa quella che, ove debitamente pensata e scritta, possa rendere tangibili al resto degli altri partiti presenti in aula ed alla Giunta stessa, le reali capacità di lettura della realtà circostante fatta dai rispettivi presentatori. Oltretutto occorre sottolineare come sia proprio in tale strumento che si possa esplicare al massimo l’intero vissuto del partito d’appartenenza, rendendone manifesto l’operato.

Detto ciò e rimandandovi ai rispettivi allegati, sarà sull’attività legislativa vera e propria che intendo soffermare la mia e vostra attenzione. Delle otto (ad ora) proposte di legge presentate dal nostro gruppo consiliare, almeno 3 (ma il lavoro di verifica non si è ancora concluso) risultano avere, oltremare, delle sorelle gemelle che forse non conoscevano. Ebbene, queste iniziative legislative siamesi, oltre che condividere il titolo, spesso roboante e dal grande richiamo popolare/populista, hanno spesso in comune anche il ragionamento (la premessa) oltreché il dispositivo vero e proprio.

Strano fenomeno questo dello sdoppiamento che non trova però riscontro alcuno nelle date di presentazione/approvazione ed addirittura emanazione, avendo, in questo caso, ciascuna di esse visto la luce in periodi diversi. Purtroppo, è il caso di dirlo, la nostra cara regione Sardegna, vanta il triste primato delle gestazioni più lunghe.

Ecco allora, superato lo scoglio (Schettino docet) dell’insularità, vedremo riabbracciarsi, in un turbinio di emozioni, la L. R. sulla ”Istituzione del reddito minimo garantito. Sostegno al reddito in favore dei disoccupati, inoccupati o precariamente occupati“ della Regione Lazio, del 20/3/2009 n°4 con l’omonima, anche se ancora in una fase anteriore, in quanto proposta di legge, del gruppo IdV in Consiglio regionale della Sardegna dell’11/06/2009, la n°26.
Uno dei pochi passaggi, che distingue le due iniziative legislative si ritrova a pag 9 del documento che vi ho allegato, in cui si dice che:
Un passo avanti di notevole importanza perché vengono poste le basi di un intervento, dello stesso intervento di cui oggi noi discutiamo in questa aula, a carattere continentale.
Potremmo dire che ci avevamo visto bene già nel 2005, quando iniziammo questo percorso, ma la condizione attuale di migliaia di persone nella nostra regione, non ci dà il tempo di crogiolarci delle nostre capacità previsionali. Oggi abbiamo un altro compito, non quello di prevedere scenari possibili, ma di saperli affrontare, di dotarci di strumenti in grado di rispondere alla nostra contemporaneità, di rispondere alle esigenze di migliaia di persone, che attendono segnali chiari e concreti.
C’è bisogno di una volontà politica pari ad una capacità pragmatica di intervenire. C’è bisogno di concretezza per rispondere ad una crisi senza uguali. Il mio assessorato è un osservatorio privilegiato, purtroppo, che ci mostra ogni giorno di quanto sia profonda e drammatica la situazione.
Parliamo di una condizione di disagio che ci ha portato a costituire un’ “Unità di Crisi” contro la crisi. Un modo di affrontare la crisi di carattere sociale come se dovessimo affrontare una catastrofe naturale, un terremoto o una inondazione.
E purtroppo, malgrado abbiamo messo in campo strumenti diversi, non abbiamo in questo paese, quello strumento universale, in grado di intervenire sin da subito, sul disagio economico
”.

Giuro che nonostante tutti gli sforzi, non riesco a capire come mai questo passaggio del discorso non sia presente in entrambi i testi... chissà perché.

Ancora, questa volta a pag 15 del documento che vi ho allegato, si dice che
La legge sul reddito minimo garantito è all’interno di una strategia complessiva, che ci ha visto già promotori in questa legislatura di una legge contro il lavoro nero per l’emersione, la legge 16\2007 votata da questo consiglio, di una ridefinizione del ruolo dei centri per l’impiego attraverso il nuovo masterplan, della valorizzazione del dialogo sociale con tutte le parti in campo, imprese e sindacati, per affrontare le crisi industriali e i problemi della sicurezza, con il coinvolgimento continuo del governo nazionale e dei ministeri di riferimento, dei diversi progetti di politiche attive del lavoro avviati in questi anni come il progetto PARI. La legge sul reddito minimo dunque si inserisce in un quadro di interventi generali che costruiscono un puzzle che ci dà un disegno complessivo che si troverà la sua sintesi nella approvazione del testo unico sul lavoro attualmente in stato avanzato di elaborazione.”

Anche in questo caso, pur con tutto l’impegno possibile, non ho trovato nessuna L. 16/2007, votata dal Consiglio Regionale della Sardegna, me ne scuso.

Questo momento di abbattimento viene tuttavia spazzato via quando vedo che a pag. 16 viene dato finalmente corpo al contenuto delle proposte per cui, a prescindere dalla Regione di appartenenza, dal numero di abitanti, nonché dal relativo bilancio regionale, si:
fornisce la definizione del reddito minimo garantito, consistente nella erogazione di una somma di denaro non superiore a 7.000,00 euro l’anno, che i singoli comuni hanno la possibilità di integrare con la previsione
di una serie di prestazioni indirette. Anche la Regione potrà cofinanziare le prestazioni indirette……
”;
giusto, penso io, quindi anche qualora non dovessi trovare lavoro potrò comunque permettermi di vivere dignitosamente. Devo correre immediatamente dai miei a riferire il tutto ma, dimenticavo, non ho la macchina e per giungere a casa mi ci vuole almeno un’ora e mezzo di viaggio, come farò.

La sbadataggine, unita all’inatteso ostacolo, non mi fa vedere che nelle pieghe delle “due” leggi è prevista la soluzione per me; sfoglio velocemente, mentre un brivido mi percorre la schiena e, finalmente, eccola lì la frase che tanto cercavo, si trova nel dispositivo, all’art 3, co. 6, pag. 23:
La Regione, compatibilmente con le risorse disponibili, istituendo ovvero rifinanziando annualmente con la legge finanziaria un apposito capitolo di bilancio, può contribuire al finanziamento di ulteriori prestazioni volte a:
a) garantire la circolazione gratuita, previo accordo con gli enti interessati, sulle linee di trasporto pubblico locale su gomma e metropolitane ………
”;
problema risolto, spero solo che in paese abbiano previsto una fermata vicino a casa.

Vengo quasi colto da un malore, d’altronde le notizie positive si avvicendano l’una sull’altra senza sosta ma, sul più bello, ecco la botta inattesa, rappresentata dalla indicazione della copertura finanziaria richiesta, aimè, ad ogni “buon legislatore”.

L’articolo di riferimento, sempre nel dispositivo, è in questo caso il 10 (nella proposta di legge sarda), e il 9 (in quella laziale), a pag 27 nei quali si dice che:
Per le finalità della presente legge è istituito,……………..UPB, un apposito capitolo di spesa denominato Fondo regionale per il reddito minimo garantito con uno stanziamento pari ad euro 200.000.000 a partire dall'anno 2010” (nella pdl sarda) e “20 milioni di euro per l’anno 2009 e a 10 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2010 e 2011” (per un tot di 40 ml di euro nel triennio 2009/2011, nella legge laziale).

E qui mi sorge un dubbio, com’è possibile che una Regione come la Sardegna possa stanziare 200.000.000 di euro/anno avendo 1.675.411 abitanti, mentre la Regione Lazio stanzia 20.000.000 di euro per il 2009 e poi 10.000.000 per gli anni 2010-2011, avendo però 5.728.688 abitanti, con Roma che, da sola, conta 2.761.477 abitanti?

Visto che, stando all’art 4, a pag 23, vengono individuati i soggetti beneficiari nei:
1. Disoccupati
2. Inoccupati
3. Lavoratori precariamente occupati
4. Lavoratori privi di retribuzione
così abbassando la soglia, rispetto al numero di residenti, delle due l’una, o la Regione Sardegna ha un tesoretto nascosto in qualche paradiso fiscale, o dovremmo imbracciare i forconi e, così armati, respingere le orde di laziali che tenteranno di prendere possesso della nostra isola al fine di stabilirvi la propria residenza anagrafica.

Battute a parte, il dubbio presto si scioglie quando, ahimè, sono costretto a vedere che mentre l’art 9, co 2 della legge laziale, sempre a pag 27 individua, nello specifico, dove reperire le risorse necessarie ad una simile operazione, prevedendo che:
Alla copertura degli oneri di cui al comma 1 si provvede:
a) per l’importo di 20 milioni di euro relativo all’anno 2009, mediante una riduzione di 5 milioni di euro per ciascuno dei capitoli H41135 e F31538 e nel contempo mediante una riduzione pari a 10 milioni di euro rispettivamente, in termini di competenza, del capitolo T27501, lettera a) dell’elenco n. 4 allegato al bilancio di previsione relativo all’esercizio finanziario 2009 e, in termini di cassa, del capitolo T25502;
b) per l’importo pari a 10 milioni di euro, relativo alle annualità 2010 e 2011, mediante una riduzione di pari importo rispettivamente, in termini di competenza, del capitolo T27501, lettera a) dell’elenco n. 4 allegato al bilancio di previsione relativo all’esercizio finanziario 2009 e, in termini di cassa, del capitolo T25502.
”, la pdl sarda, pare affidarsi alla sorte, magari ad un gratta e vinci, stile Turista per sempre.

Ed ora passiamo ad analizzare un altro parto gemellare, i cui padri, stavolta condividono il gelo che attanaglia l’Italia e si trovano rispettivamente in Sardegna ed in Valle D’Aosta.
Si tratta, niente di meno che di: “Disposizioni a favore della lotta contro le mafie e le altre forme di criminalità organizzata e diffusa” (per quanto riguarda la pdl valdostana), mentre “Disposizioni a favore della lotta contro le mafie e le altre forme di criminalità organizzata e per l'utilizzo sociale degli immobili confiscati“ (per quanto riguarda la Sardegna).

Anche in questo caso, udite-udite, si tratta di un parto gemellare ma, a differenza della precedente queste proposte di legge scontano più di un anno di differenza. Infatti mentre in Valle D’Aosta ci si attrezza per combattere la criminalità organizzata già dall’alba del 14/10/2009 con la pdl n°68, in Sardegna ci si accontenta di giungere secondi al traguardo, il 22/03/2011, con la pdl n° 267.

Questo, come gli altri allegati che potrete visionare con calma, sono vietati ai daltonici, in quanto il colore giallo (che rappresenta l’identità tra i due testi oggetto di analisi) imperversa su tutto il documento.

Ultima, ma non per questo meno rilevante dal punto di vista dell’analisi di cui mi sono occupato, arriva sulle ali di una meridionale cicogna, nello specifico della Regione Calabria, subito peraltro adottata dalle amorevoli braccia di noi sardi, la proposta di legge intitolata: “Norme per il sostegno dei gruppi di acquisto solidale (GAS) e per la promozione dei prodotti alimentari da filiera corta e di qualità

Partorita, questa si, con difficoltà, vista la vicinanza delle due nascite, in quanto:
1. La pdl calabrese vide la luce l’11/7/2011, la n° 83/9
2. La pdl sarda, pochi giorni dopo, il 20/7/2011, la n° 297.

In questo caso, ciò che risalta subito all’occhio (anche perché l’ho evidenziato di rosso, su sfondo giallo) è il calcolo “stimato che un pasto medio percorre oltre 1.900 chilometri su camion, navi aerei prima di arrivare sulla tavola” calabrese, mentre questa volta la sorte sembra sorridere ai sardi, in quanto il calcolo stimato di un pasto medio “percorre oltre 1.90 chilometri su camion, navi o aerei prima di arrivare sulla” nostra tavola.

Per fare un esempio, se fossimo a Cagliari è come se attendessimo di gustare in piazza Giovanni XXIII, un pasto che è stato preparato in piazza Repubblica, mica male, altro che filiera corta, cortissima.

Si chiude così questa sommaria, ammetto, analisi di sole tre iniziative legislative. Ne emerge purtroppo un modus operandi non degno di chi si mette in tasca:

Consiglieri regionali sardi super pagati. Hanno lo stipendio più alto in Italia.
Tra indennità e rimborsi la busta paga arriva a 11.417 euro, cento in più dei colleghi calabresi. I più poveri? I consiglieri piemontesi: 5.409 euro al mese. E' il risultato di uno studio condotto da Il Sole 24 Ore sui dati forniti dalla Conferenza dei parlamentari regionali e pubblicato ieri. I consiglieri sardi staccano tutti i colleghi: in Calabria lo stipendio arriva a 11.316 euro al mese, in Puglia a 10.433 e in Campania a 10.817. Per quanto riguarda il vitalizio la cifra per gli ex onorevoli sardi oscilla da un minimo di 1.452 euro a un massimo di 3.950. La più alta è quella degli ex consiglieri calabresi (da 4.867 a 9.733 euro), la più bassa è riservata a quelli della Toscana (da 928 euro a 2.320).
Martedì 12 luglio 2011 08.16
”,
(Fonte : http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/228631),
fa solo quello durante la giornata e dovrebbe avere il buon gusto di operare per il bene pubblico e non solo per il proprio tornaconto elettorale, presentando proposte di legge dal grande richiamo mediatico/sociale, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo tutti attraversando, ma che nella realtà si dimostrano dei semplici copia & incolla degni di Consiglieri che ho voluto battezzare come Carta e Carbone.

Vi lascio con una frase che fu pronunciata, mi pare nel 2008 che, se fosse stata rispettata nei minimi particolari avrebbe evitato il prodursi di simili porcherie legislative.

“È vero, [……], che ci sono i cattivi esempi ma c'è anche, finalmente, il coraggio di denunciarli. E soprattutto sono ancora tanti coloro che credono alla politica come missione, che non riescono a scindere la politica dall'etica, dalla moralità e dalla coerenza” (Adriano Salis, Altravoce.net).

Andrea Murru - Tesoriere IdV Ogliastra


Chi ha avuto la pazienza di arrivare sino alla fine di questo documento forse avrà la curiosità di visionare gli ALLEGATI. Traetene voi le conclusioni. Dal canto mio non posso che dispiacermi per la brutta figura fatta dal partito per mano dei suoi tre consiglieri: l'IDV sardo merita di meglio, e non solo in Regione.

Vedi anche:
http://www.youreporter.it/video_ESCLUSIVO_-_leggi_copiate_al_Consiglio_regionale_sardo
http://issuu.com/andreamurru/docs/una_mafia_transregionale
http://issuu.com/andreamurru/docs/istituzione_del_reddito_minimo_garantito
http://issuu.com/andreamurru/docs/gruppi_d_acquisto_solidale

.

Nessun commento:

Posta un commento