giovedì 16 febbraio 2012

Il vero volto di Monti

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di Isidoro Aiello
15.02.2012

Monti è un uomo rassicurante, pacato, sfuggente, di grande intelligenza che persegue una strategia ben precisa, i cui atti fanno parte di un puzle che si ricomporrà con evidenza e chiarezza solo quando l'ultima tesserà sarà stata posizionata. E' un convinto seguace della globalizzazione e del principio che il liberismo finanziario senza regole sia la nuova frontiera del genere umano.

Ne è talmente convinto che ha trasformato il suo pensiero in un credo, che lo porta ad impersonare un sommo sacerdote ai vertici della gerarchia della religione, che riconosce come unico dio il "Mercato". Ogni mossa, ogni intervento sulla finanza pubblica, ogni gesto, ogni dichiarazione, ogni incontro con il Gotha del sistema economico finanziario internazionale è frutto della sua fede tanto incrollabile quanto integralista.

Il dio Mercato e i grandi sacerdoti onorano Monti come uno dei più autentici profeti della religione che si propone di trasformare il mondo. E' talmente integralista ed animato da tale forza ideale che non si rende conto o non vuole vedere i cadaveri che semina lungo la strada che percorre. La sofferenza, la fame, le malattie, la mancata promozione della dignità di vita della maggioranza degli esseri umani sono i valori da sacrificare alla divinità più crudele che mai sia stata propagandata dall'uomo.

I fedeli e convinti servitori di un potere assoluto e paranoideo sono sempre esistiti come gli SS al servizio di Hitler o i dirigenti del KGB e dell'armata rossa al servizio di Stalin. In chiave moderna la storia si sta ripetendo con un potere assoluto che sta affermando la propria dottrina paranoica e fallimentare utilizzando i propri sacerdoti quali Paulson, Geithner, Papademos, Monti, Draghi, Sarkozy, Merkel, i responsabili della commissione europea, del FMI e della BCE. Ne sono un esplicito esempio le politiche imposte alla Grecia, all'Italia, Spagna al Portogallo etc.

Tutto ciò appare ormai evidente a tutti coloro che non si fanno condizionare dalla informazione e dagli altri strumenti di propaganda e di convincimento occulto. La politica ha abdicato al proprio ruolo di controllo ed al proprio dovere di normare i processi economico-finanziari per incapacità, ignavia, interessi personali e corruzione diffusa. Questo ordine mondiale, che avrebbe dovuto creare ricchezza e benessere diffuso, è miseramente fallito come dimostra il peggioramento delle condizioni di vita della maggioranza dei cittadini dei paesi occidentali e di tutti quei paesi che subiscono le spietate leggi del mercato.

Ciò che sconvolge e che non riesce a trovare risposte logiche e plausibili è come sia possibile che in Italia partiti di ispirazione marxista, socialista o cristiano popolare, quali il PD, il terzo polo e lo stesso PDL possano essere i più strenui sostenitori della politica neoliberista, che ha determinato un sostanziale scadimento delle condizioni di vita dei cittadini e dei ceti più deboli, i cui interessi hanno storicamente rappresentato, escluso il PDL.

Il governo del sacerdote Monti, che ha scaricato sui più deboli e sofferenti il peso della crisi economica senza coinvolgere minimamente tutti coloro che si sono arricchiti attraverso la corruzione, ignobili intrecci politico-affaristico-malavitosi, l'evasione fiscale e l'esportazione dei capitali all'estero, che tentano tuttora con le risorse finanziarie, illecitamente accumulate, di appropriarsi dei beni comuni, è l'emblema dell'ingiustizia sociale e dell'arroganza del potere.

Ciò che appare incomprensibile è l'accanimento spietato di Juncker, della BCE e del FMI contro una Grecia stremata, cui stanno chiedendo l'impossibile, al punto che credo finirà per ribellarsi ed uscire dall'Euro. La domanda è: a chi giova tutto ciò? Una possibile ipotesi è quella che negli equilibri geopolitici mondiali il processo di unificazione europea comincia ad essere una alternativa credibile ed equilibratrice dell'egemonia americana, nazione dalla quale è partita la crisi economico-finanziaria e dalla quale di fatto dipendono e per la quale operano i grandi gruppi che egemonizzano gran parte del mondo.

Le politiche di rigore eccessivo, e quindi recessive, non potranno che creare povertà e malcontento generale e quindi innescare reazioni contrarie all'unificazione dell'Europa, nuovi nazionalismi e divisioni. Il comportamento della Germania, alfiere di questa politica suicida per l'Europa, non può che nascere dal mai domito nazionalismo tedesco e dall'ambizione di divenire la nazione leader dell'Europa, una volta che questa fosse frantumata nelle sue istituzioni. Credo che questa sia la strategia che sta accumunando i poteri forti d'oltre oceano e la Germania. Poiché non credo che Monti sia un ingenuo, mi chiedo quale sia la sua strategia, assecondare questo processo di disintegrazione dell'Europa o sviluppare una politica di vera integrazione europea?

Al momento le sue scelte che portano ad una forte ingiustizia sociale, assolutamente favorevoli ai poteri economico-finanziari internazionali dai quali trae il suo potere, sembrano andare nella direzione di indurre reazioni e spinte nazionaliste che disgreghino l'Europa. Spero naturalmente di sbagliarmi, ma credo sia importante cercare di interpretare gli avvenimenti attuali in un contesto generale che porti ad unità le apparenti contraddizioni.

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