lunedì 5 marzo 2012

Gas cancerogeno contro i No Tav: il gas CS

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Il gas CS, cancerogeno, è lo sfolla gente usato dalle forze dell'ordine contro i manifestanti. Usato per la prima volta in Italia durante il G8 a Genova, è diventato un must da quando è nata la protesta No Tav in Val di Susa sin dall'anno scorso. Questo gas è vietato dalle convenzioni internazionali sulle armi chimiche sin dalla metà degli anni 90', persino in guerra. Ma in Italia (e in altri pesi "civili" e non) viene utilizzato nelle situazioni di ordine pubblico.

Per capire cosa fa questo gas citiamo Wikipedia: è un gas con 15 varianti chimiche, una esposizione breve oltre a far lacrimare gli occhi, irrita le vie respiratorie, è urticante per la pelle, e fa vomitare sangue; un'esposizione più lunga invece uccide le cellule dei polmoni, causando il cancro se c'è un'assimilazione prolungata col respiro e produce modifiche genetiche nei cromosomi (immaginate se lo respira una donna incinta cosa succede al nascituro). Ovviamente questo non vale solo per i manifestanti, ma anche per le forze dell'ordine quando non hanno le mascherine e infine per i cittadini che abitano nelle zone in cui viene lanciato, i quali lo respirano senza aver fatto niente.

Leggete nella pagina linkata sopra dove è stato utilizzato di più e quante morti ha provocato in tutto il mondo.

Impressionanti le raccomandazioni farmaceutiche relative ai due componenti principali del “Cs”, la clorobenzaldeide e il malononitrile. Quest’ultimo è “tossico per inalazione, a contatto con la pelle o per ingestione”. E’ “altamente tossico per gli organismi” e, a lungo termine, può provocare effetti negativi anche se diffuso nell’ambiente. Si raccomanda di “non respirare gas, fumi, vapori, aerosol”. E poi: “Togliersi di dosso immediatamente gli indumenti contaminati e, in caso di incidente, consultare subito il medico”. Non solo: il composto “deve essere smaltito come rifiuto pericoloso, da non disperdere nell’ambiente”. Poi la clorobenzaldeide, usata come diluente. Un idrocarburo che per la Carlo Erba di Milano rappresenta un pericolo: “Provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari: non respirarne la polvere, i fumi, i gas, la nebbia, i vapori, gli aerosol”. In caso di contatto con la pelle e gli occhi, l’azienda manifestanti No Tav sommersi dai lacrimogeni farmaceutica raccomanda addirittura un ricovero al più vicino centro antiveleni.

Tutto molto bello, vero?

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