lunedì 5 marzo 2012

Libertà di Stampa / NO TAV

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di Isidoro Aiello
04.03.2012

I giornalisti di La7 e di Rai News strillano contro il movimento NO TAV per essere stati allontanati dalle manifestazioni nonostante le loro irritanti insistenze. Lamentano comportamenti autoritari, antidemocratici e violenti, e su questo inzuppano la brioche tutti i mass media asserviti al regime, vale a dire oltre il 90%, per screditare il movimento NO TAV di fronte all'opinione pubblica.
Tutte le parti politiche di maggioranza fanno eco e da cassa di risonanza per dimostrare la necessità di costruire questa opera faraonica, che comporterà costi enormi in vite umane, danneggiamento irreversibile per l'ambiente, nessun vantaggio all'Italia, ma grandi guadagni alle imprese coinvolte nella realizzazione dell'opera, cooperative e grandi imprese nazionali con infiltrazioni malavitose certe.

E questi campioni dell'informazione, che hanno relegato l'Italia oltre l'80° posto nella classifica dei paesi relativamente alla libertà di informazione, starnazzano e non si chiedono perché un movimento, che ha necessità di visibilità e dell'appoggio dell'opinione pubblica per avere possibilità di successo, assuma comportamenti ostili nei confronti dei giornalisti!
A questi eccelsi personaggi non viene neppure in mente che è il loro asservimento al potere, la loro scorrettezza e mancanza di professionalità nell'informare correttamente, che fa perdere loro dignità e credibilità ed inevitabilmente scatenano reazioni ostili?

Quale giornalista ha riportato con onestà intellettuale gli studi di numerosissimi ingegneri del Politecnico di Torino che dimostrano l'inutilità economica ed il danno che comporterebbe questa opera, o le relazioni dei geologi sugli irreparabili danni ambientali per la Val di Susa?
Quali giornalisti hanno riportato questa semplice tabella che mostra quante cose assai più utili della linea Torino Lione si potrebbero fare con:

4 cm di Tav = 1 anno di pensione,
3 metri di Tav = 4 sezioni di scuola materna,
500 metri di Tav = un ospedale da 1200 posti letto, 226 ambulatori, 38 sale operatorie
1 km di Tav = 1 anno di tasse universitarie per 250mila studenti, oppure 55 treni pendolari NO TAV.


Cari giornalisti, un vecchio proverbio dice “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”. Piuttosto sarebbe meglio che l’informazione riguadagni dignità ed autorevolezza svolgendo il ruolo che il sistema democratico impone loro e che finalmente la smettano di fare i pappagalli del Potere!

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