lunedì 5 marzo 2012

Monti intende ridurre i controlli sulla sicurezza nel lavoro

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di Isidoro Aiello
05.03.2012

La sicurezza nei posti di lavoro è un diritto inalienabile. La soppressione del medesimo è pienamente coerente con l'imbarbarimento della società prodotto da neoliberismo economico-finanziario, per il quale ciascun uomo vale in tanto in quanto produce, possibilmente a costo zero o quasi, e consuma.
Tutti coloro che escono da questo circuito o per vecchiaia o per malattia o per invalidità fisiche congenite od acquisite sono considerate un peso per la società.
Ai diversamente abili si tagliano quasi la totalità delle risorse per le politiche sociali, nei posti di lavoro si tagliano in controlli sulla sicurezza perché aumentano i costi di produzione, e se poi qualche operaio muore o rimane gravemente handicappato, peggio per lui, la società moderna della finanza e del profitto esasperato per pochi, non può tenere conto di queste quisquiglie in nome del Dio Mercato, che chiede sacrifici umani al pari degli Incas.

Se almeno il Sig. Monti ed i suoi padrini sostenitori praticassero l'onestà intellettuale affermerebbero senza sotterfugi l'etica Spartana: gli handicappati dalla nascita ed i deboli non in grado si servire efficacemente la società venivano eliminati gettandoli dalla rupe Tarpeia.
Come si vede l'umanità in oltre 2000 anni non è cambiata per niente, se non nell'accentuazione della propria ipocrisia.

Decreto Semplificazioni: a rischio controlli su sicurezza lavoro
Il decreto semplificazioni rischia di ridurre o abolire i controlli sulle imprese in termini di sicurezza sul lavoro e ambiente; pronti gli emendamenti per correggere la misura del Governo.
Francesca Vinciarelli - 2 marzo 2012

Il decreto semplificazioni, o meglio il DL 9 febbraio 2012, n. 5 “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo” rischia di depotenziare se non addirittura annullare i controlli nelle imprese, cruciali per garantire la tutela delle norme in ambito ambientale e della sicurezza sul lavoro.

In particolare si fa riferimento all’articolo 14 del Decreto Legge n.5/2012 che sembra contenere alcuni punti critici per la sicurezza sui luoghi di lavoro, sui quali le Commissioni riunite I e X della Camera si sono dimostrate favorevoli per apportare modifiche di impostazione al concetto di “Semplificazione dei controlli sulle imprese“.

Articolo 14 DL semplificazioni

Nell’articolo 14 del decreto semplificazioni, entrato in vigore lo scorso 10 febbraio 2012, che disciplina i controlli sulle imprese, si legge al comma 4 punto f) che è prevista una soppressione o riduzione dei controlli sulle imprese in possesso della certificazione del sistema di gestione per la qualità (UNI EN ISO-9001), o altra appropriata certificazione emessa, a fronte di norme armonizzate, da un organismo di certificazione accreditato da un ente di accreditamento designato da uno Stato membro dell’Unione europea ai sensi del Regolamento 2008/765/CE, o firmatario degli Accordi internazionali di mutuo riconoscimento (IAF MLA).

La certificazione di qualità ISO 9001.

Si tratta di una misura curiosa poiché in realtà la UNI EN ISO 9001:2008 delinea i principi relativi alla qualità di processo per la produzione di beni o servizi, con l’obiettivo principale di garantire la maggiore soddisfazione del cliente. Obblighi che non hanno relazioni evidenti con gli aspetti legati alla salute, all’ambiente e alla sicurezza.

In altre parole, osservando il decreto con occhi maligni, potrebbe configurarsi una riduzione o addirittura una soppressione dei controlli della Pubblica Amministrazione, con tanto di “collaborazione amichevole con i soggetti controllati”, come indicato dallo stesso comma 4, lettera d).

Anche tale collaborazione potrebbe essere interpretata come un controllo concordato, magari con preavviso, sminuendo ulteriormente l’attuale normativa.

In attesa del dibattito, alcuni esponenti politici hanno già provveduto a presentare diversi emendamenti in merito, che tentano di abolire questa iniziativa cercando di evitare possibili danni alla salute, all’ambiente, al paesaggio, al patrimonio artistico e culturale, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana e possibili contrasti con l’utilità sociale, con l’ordine pubblico e con gli obblighi comunitari ed internazionali della Repubblica.

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