venerdì 30 marzo 2012

Tutte le bugie sull'art. 18. La grande beffa Monti-Fornero

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"Se non si licenzia non si può assumere" (Mario Monti). E questo sarebbe un laureato?

In questi giorni ho avuto modo di leggere nei social networks i commenti provenienti da italiani che vivono all'estero (e vi lavorano) sulle modifiche al Diritto del Lavoro e Pensioni in Italia. Alcune persone hanno condannato con rabbia ogni singola retromarcia e minaccia di questo governo, altre invece hanno detto che la riforma è giusta, non so in base a quali dati (infatti non ci sono). Forse il fatto che questo governo abbia tanti laureati ha messo qualche chilo di prosciutto sugli occhi, forse all'estero l'immagine che dà Monti è davvero furba, e in effetti uno sputtanamento lo ha appena avuto proprio ieri dal Fatto Quotidiano... La notizia infatti passata un po' in sordina è la correzione di quanto Monti va millantando in giro per il globo: è vero che i cinesi hanno tessuto le lodi delle riforme di Monti (non è un caso che in Cina i lavoratori e i cittadini in generale siano sacrificati in ogni cosa, e contino meno di un insetto, la Cina è un regime al 100%), ma non è vero che il presidente americano Barack Obama ha tessuto le stesse lodi. E' una balla fatta girare ad arte dappertutto, e questa stava attechendo anche in Italia, grazie al fervido impegno degli uffici stampa del governo. Peccato però che Obama quelle cose non le abbia mai dette, anzi: c'è stata una smentita netta e seccata.

Strano: di solito era Berlusconi quello che sparava e faceva sparare dai suoi organi di stampa tutte le panzane possibili pur di provare a mantenere un qualche consenso, ora anche Mario Monti fa la stessa cosa (guarda caso proprio quando il consenso sul suo operato è in netto calo), dimostrando che la politica lui la affronta allo stesso modo dei politici di professione.

Altra cosa da perfetto politicante del "dottor" Monti, è il dire e negare, rimangiare in retromarcia e contraddirsi. Idem per la Fornero (e chi se ne frega se non vuole l'articolo "la" prima del suo cognome). Ecco l'intervento di Marco Travaglio ieri a Servizio Pubblico: uno smascheramento attento delle verità nascoste fin ad oggi bene ai più.



La cosa comica (o agghiacciante, fate voi) è che questa distruzione spietata delle pensioni e del lavoro ("dobbiamo fare tutti dei sacrifici", e giù a fingere di piangere) non tocca guarda caso le posizioni della stessa Fornero e dei suoi parenti, né di Monti and family inclusi (e non solo). Quindi la vera frase da dire a dicembre era: "DOVETE fare tutti dei sacrifici", e senza pianto, ma col vero ghigno che questa gentaglia copre con minacce di far cadere il governo e con la sistematica imposizione della "fiducia" ai suoi squassi.

Niente di diverso da come operava Berlusconi. O forse una differenza c'é: questa è vera destra.

Ah, intanto lo spread l'anno scorso era a 50 circa. Oggi è ancora sopra il 350. Ok, non dobbiamo aspettarci miglioramenti subito, ma non era stato lo stesso Monti a dire che i primi effetti positivi del suo lavoro sarebbero stati proprio sullo spread? E' più grossa la differenza (in cifre) fra 50 (l'anno scorso) e 350 (oggi), di quella fra 500 o poco più (appena prima delle dimissioni di Berlusconi) e 350, appunto oggi.

E allora, gli esodati restano da 2 a 10 anni sul lastrico, poi riceveranno una pensione monca anche fino a 400€; quelli che avevano cambiato lavoro dovranno sborsare cifre enormi per ricongiungere i contributi versati a enti previdenziali diversi, altrimenti perderanno tutto (una rapina legalizzata); coi licenziamenti ancora più facili e la fine delle garanzie giurisdizionali contro i licenziamenti, sempre più persone morderanno la polvere. Intanto i posti fissi dei potenti restano intoccati, come le loro pensioni, e il Parlamento si arrabatta a proporre emendamenti per salvare i suoi componenti dagli effetti nefasti della riforma.

Per far sembrare appetibile la riforma, Monti e compagnia dicono in giro che questo è un modello simile a quello tedesco. Peccato che là gli stipendi siano più alti, e che le garanzie giurisdizionali per i lavoratori non siano una burletta. Quindi le parole di Monti sono l'ennesima balla: si rimanda a qualcosa che non si spiega, e la gente abbocca. Ecco come ci tratta il governo Monti, infilandoci un enorme amo nella gola.

Il punto di arrivo di queste "riforme" delle pensioni e del lavoro è uno solo: ci saranno più poveri, quindi meno soldi da spendere, e di conseguenza tante attività chiuderanno perché meno persone compreranno certi beni o chiederanno certi servizi, e in questa reazione a catena si ingrosserà ulteriormente il numero dei poveri. Le stesse banche, protette (come la Chiesa) da Monti ne pagheranno amaramente le conseguenze.

Monti, la Fornero e il governo tutto lo sanno bene (sono laureati: non hanno scuse): così si uccide l'Italia, l'economia del paese. Qualcuno mi ha scritto: "Allora era meglio restare a Berlusconi". La risposta è NO. Napolitano aveva un altro strumento, previsto dalla Costituzione: sciogliere le camere e chiamare la gente alle urne, incaricando Monti semplicemente di creare una legge elettorale seria (non quella truffa che Bersani, Alfano e Casini stanno costruendo di nascosto in questi giorni) e operare solo in termini di amministrazione ordinaria. Con la situazione che c'era qualche mese fa il PDL, la Lega e il PD avrebbero preso calci nel didietro, e IDV con SEL avrebbero avuto finalmente la possibilità di far seguire alle tante (e spesso belle) parole sentitegli dire in giro dei fatti. Forse sarebbe andata meglio.

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