venerdì 18 maggio 2012

Ddl anticorruzione: nuove pagliacciate e ostruzionismo del Pdl

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I fedeli servetti di Sua Emittenza continuano la lotta contro l'approvazione di una normativa anticorruzione in Italia, paese del terzo mondo in fatto di ricezione di normative della Comunità Europea in tema di Giustizia. Già, finché bisogna raschiare il fondo del barile ficcando le mani nelle tasche dei cittadini, tutto ok, perché "è l'Europa che ce lo chiede", però quando l'Europa ci manda l'ennesimo segnale sul ritardo in tema di Giustizia, beh, il discorso cambia.

Un paio di giorni fa il sozzo operato della feccia ha prodotto i primi nefasti effetti. Ieri il presidente della Camera Gianfranco Fini (quello che quando stava con Berlusconi non esitava un istante a firmare leggi ad personam, frequentemente anticostotuzionali, proprio come facevano Casini e Bossi, i neo-moralisti dell'ultimora) ha tuonato sul "fare in fretta" perché non si può attendere oltre. Wow, che muscoli Gianfranco!

Oggi le commissioni congiunte alla Camera hanno dato via libera ad un emendamento del Pd, passato anche coi voti di Idv e Fli, che aumenta le pene minime da 3 a 7 anni e quelle massime da 4 a 8 del reato di corruzione per atti contrari a dovere d'ufficio. Si sono astenuti furbescamente Lega e Udc, al solito è stato totalmente contrario il Pdl, che ha fatto di nuovo ostruzionismo, dando un nuovo, potente e sonoro ceffone alle aspettative di un elettorato sempre più deluso (ovviamente fra i non delusi ci sono quelli della criminalità organizzata, che ringraziano i fedeli amici e servitori in Parlamento).

Il maggiordomo in pectore, Angelino Alfano, cui riconosciamo il grande merito di aver smesso di citare le parole del giudice Falcone a sproposito, ha espresso il massimo della comicità, arrampicandosi sugli specchi: "Non vorrei che Pier Luigi Bersani e il Pd volessero creare un incidente per mettere in difficoltà il governo", ha dichiarato davanti al fido Vespa a 'Porta a porta'. "Noi siamo assolutamente favorevoli all'approvazione della legge". Quindi ha negato (anzi: ha finto di negare) se stesso e il suo compito precipuo anti-legalità per il quale Re Silvio lo ha investito di una carica-fantoccio stile RSI. Il deputato pdl Manlio Contento ha continuato sulla stessa falsariga: "Stiamo difendendo le nostre ragioni. Ci sono elementi importanti da valutare per migliorare la lotta alla corruzione. Ci aspettiamo una apertura del ministro su alcune questioni sollevate da noi sui minimi e i massimi di pena per consentire ai giudici di graduare la pena". Peccato che questa graduazione i giudici la fanno ogni santo giorno, per ogni tipo di sanzione da comminare su ogni tipo di reato.

Sono tutte stupidaggini, ovviamente. I servetti del Pdl devono servire il capo, non scontetare i criminali, e poi a parole devono gettare il fumo negli occhi della gente: niente di nuovo quindi.

Pierferdinando Casini ha mantenuto la solita posizione a doppia staffa, dicendo che non c'è stato ostruzionismo da parte del Pdl, e ha detto che bisogna discutere "con serenità senza ultimatum da parte di nessuno". Casini è Democrazia Cristiana al 100%: non scontentare nessuno, farsi amici tutti. Sta ancora cercando di capire con chi è più conveniente mettersi per instaurare un governo "centrista" in vecchio stile DC, e di moderati da accalappiare ce n'è da entrambe le parti.

Chi non fa giochini è Antonio Di Pietro, in una discussione ad ampio raggio: "Se vogliamo fare sul serio approviamo subito una norma che impedisca ai condannati di entrare in Parlamento.Qualunque sia la legge elettorale che si varerà, si inserisca nelle disposizioni il divieto per i condannati ad essere candidati così come si impedisca ai rinviati a giudizio per reati gravi di essere non solo candidati ma anche di continuare a svolgere incarichi di governo, sia centrale che locale. Si passi dalle parole ai fatti”.

Già passare ai fatti. Il proclama di per sé è sterile, non serve a niente: ma è di proclami che vive la politica italiana, non di azioni serie. In chiusura allego l'intervento di Marco Travaglio ieri a Servizio Pubblico, come sempre illuminante. Ascoltatelo bene.



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