lunedì 28 maggio 2012

E' ancora attuale la Foto di Vasto?

di Isidoro Aiello

Certamente questa crisi economico-finanziaria ha creato una forte accelerazione del declino del sistema politico-partitocratico che ha contraddistinto gran parte della prima Repubblica e dell’intera seconda Repubblica. Questa crisi nasce da lontano, da quando i politici a livello mondiale hanno permesso che non vi fosse più distinzione tra Banche d'affari e Banche economiche (abrogazione della legge Glass-Steagal da parte della amministrazione Clinton) e cosa ancora più grave hanno delegato il diritto di Signoraggio alle banche centrali privatizzate, come è accaduto nel 1996 anche alla Banca d'Italia ad opera del governo Prodi, espressione del potere finanziario internazionale, che aveva il compito di portare l’Italia nell’Euro. Il pacchetto azionario della Banca d’Italia è ora largamente in mano a Unicredit ed Intesa San Paolo, che casualmente sono rappresentate nel governo Monti con due ministri, Passera e Fornero, i più amati d’Italia! 
Le banche nazionali europee, privatizzate, dei paesi che hanno aderito all’Euro, si sono consociate per costituire la BCE, che ha il compito di garantire gli interessi della finanza internazionale a tutto discapito dei cittadini europei. E non molto dissimile e la situazione della Federal Reserve America. Queste due organizzazioni bancarie, con diritto di Signoraggio e che dispongono di risorse finanziarie inesauribili dettano, attraverso i loro padroni privati, le regole agli stati che hanno perduto una larga parte della loro sovranità nazionale. Le grandi Banche d'affari negli ultimi dieci-dodici anni hanno stampato derivati e titoli tossici di ogni genere per un controvalore nominale di circa 600.000 miliardi di dollari, pari a circa otto volte il PIL mondiale e a dodici volte la capitalizzazione delle borse. Ora per ripianare la grande speculazione operata con i derivati, la BCE e la FED hanno immesso migliaia di miliardi di dollari e di euro, che sono stati conferiti alle Banche private, cioè a quegli stessi organismi che posseggono e controllano il pacchetto azionarie della BCE e della FED, per ricapitalizzarsi e sopravvivere agli effetti dei titoli tossici che esse stesse avevano emesso a danno dei comuni investitori. Inoltre gli stati occidentali, per cattiva politica e/o perseguendo una strategia ben precisa, imposta da politici asserviti agli interessi internazionali, si sono indebitati con i propri cittadini ed in percentuale assai elevata anche con le Banche private. Queste, da buone strozzine, come è nel loro DNA, impongono agli stati interessi sempre più elevati ed enormi ed intollerabili sacrifici ai cittadini ed alle piccole e medie imprese. Nel contempo tentano di distruggere quanto più possibile il welfare, penalizzando sempre più le classi più deboli e creando prospettive di lucrosi affari per gli speculatori finanziari che vogliono privatizzare tutto, sanità, scuola, acqua, università, trasporti, ambiente etc. in una parola i BENI COMUNI. Inoltre su pressione della finanza internazionale le Banche centrali cedono grandi quantità di danaro alle banche private, loro consociate, a tassi dell' 1% e a loro volta lo prestano agli stati, ai cittadini ed alle imprese con tassi che vanno dal 5% ad oltre il 10%.
Questa sistema di dominio mondiale, messo in piedi dal neocapitalismo finanziario, deve essere abbattuto a qualunque costo perché crea enormi ricchezze e potere concentrati nelle mani di pochi, non più dell’1% della popolazione mondiale, e grande ingiustizia sociale, disuguaglianze intollerabili e grandissime sofferenze al 99% delle genti che abitano la terra. L'attuale governo dei tecnici ha messo nell'angolo la politica cialtrona e corrotta della seconda repubblica, cui strategicamente era stato conferito il ruolo di distruggere economicamente la settima potenza economica mondiale e la seconda per ricchezza accumulata dai propri cittadini, ed ha nei fatti commissariato l'Italia, servendosi di personaggi come Mario Draghi, Mario Monti ed altri tecnocrati, fedeli esecutori, privi di qualunque passione umana, salvo l'avidità, l'arroganza con i deboli ed il servilismo agli interessi di dominio altrui, dei quali sono portatori convinti e forse acritici, perché opportunamente selezionati negli esclusivi opifici, che producono, con sistemi di condizionamento, non uomini, ma mostri adoratori del Dio Mercato.
Se questa analisi è corretta, correttezza che viene dimostrata dalle stesse parole dell’ideatore ed attuatore di questo sistema di governo mondiale tirannico ed antidemocratico, Mr. David Rochefeller, in questo suo breve comunicato: “Siamo grati al Washington Post, al N.Y Time, al Time Magazine e alle altre grandi pubblicazioni, i cui direttori hanno partecipato ai nostri incontri (della Trilaterale), rispettando le loro promesse di riservatezza per oltre 40 anni. Sarebbe stato impossibile per noi sviluppare questo piano per il mondo, se fosse stato di pubblico dominio durante tutti questi anni. Ma il mondo, oggi, è molto più evoluto e preparato per proseguire il percorso verso un governo mondiale. La sovranità sovranazionale di un’ élite intellettuale e di banchieri internazionali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale praticata nei secoli passati “.
I partiti più responsabili quali l’IDV ed in minor misura SEL, ancora infarcita di una antistorica visione operaista della società e, nonostante il nome, poco ambientalista, devono realmente interrogarsi se sia possibile stabilire una solida alleanza con un partito come il PD, fiancheggiatore per 20 anni della politica Berlusconiana ed incapace di svolgere un ruolo di autentica opposizione, che prendesse atto della deriva autoritaria voluta dalla finanza internazionale. Il PD in tutti questi anni ha continuato a garantire se stessa e le proprie lobby, cooperative o quant'altro gravitasse nella loro sfera di interessi, con una visione ottusa e ristretta della politica. Hanno costituito una casta di dirigenti squallidi ed inamovibili, che garantisse profitti ed interessi al proprio gruppo, perdendo il ruolo di partito di sinistra, nato e sviluppatosi per difendere i diritti della classe operaia, dei pensionati e delle stratificazioni sociali più deboli. Questo stesso partito ora sostiene con convinzione un governo senza legittimazione popolare, che ha solo il compito di realizzare la politica economica e gli obiettivi di potere e di dominio di “un’élite intellettuale e di banchieri internazionali”, per dirla con David Rochefeller. Per costruire una solida alleanza tra PD, IDV e SEL è anzitutto necessario che questa possibile coalizione ponga al centro della propria azione politica il ricupero della sovranità nazionale e del sistema democratico, ben sancito dalla nostra Costituzione. Insieme alla autonomia politica è necessario adoperarsi per ricuperare l’autonomia finanziaria della nazione riconferendo alla Banca d’Italia la proprietà pubblica, nonché il diritto di Signoraggio. Oltre queste inderogabili condizioni politiche è necessario rinnovare drasticamente la classe dirigente di questi partiti, immettendo nei ruoli dirigenziali giovani ben selezionati, che abbiano chiara l’essenza della crisi internazionale, l’energie e le capacità di proporre soluzioni valide e praticabili. I vecchi schemi dei rapporti sociali non reggono più, si vive nella società dell’informazione, che non segue più solo i canali della carta stampata e delle televisioni di stato o di gruppi economico finanziari interessati a raggiungere il governo mondiale dei banchieri, ma anche quella della rete che, connettendo i cittadini del mondo, consente ampi margini di libertà. La vecchia politica fatta di mediazioni elitarie è finita, i partiti come tali o si aggiornano e diventano mero strumento capace di percepire la volontà popolare e di trasformarla in atti politici coerenti, o sono destinati a scomparire ed essere sostituiti da nuovi sistemi di coordinamento e di aggregazione quali quelli che sta sperimentando con molto successo il movimento a 5 stelle di Beppe Grillo.
Io personalmente dubito fortemente che l’attuale classe dirigente del PD sia in grado di comprendere la necessità di una svolta a 180° della propria politica, perché ha dirigenti vecchi e compromessi, certamente incapaci di recepire il nuovo che avanza, che inesorabilmente li travolgerà. Ma anche l’IDV deve ricuperare lo slancio originale, la capacità di comunicare con la gente e di recepirne le istanze, come quando era un movimento, slancio che si è attenuato da quando ha accettato al proprio interno vecchi politici, transfughi di altri partiti (* vedi sotto, n.d.r.), volendoli cementare con l’encomiabile principio della legalità, del rispetto delle regole, della Costituzione e dello spirito di servizio, che, seppure onesti, e non sempre ciò è accaduto, hanno inesorabilmente manifestato vizi e logiche della vecchia politica (* vedi sotto, n.d.r.). Attualmente l’IDV mostra difficoltà nell’ elaborare un proprio progetto politico capace di coniugare sviluppo, ambiente, salute e lavoro, un progetto ampio e strategico che abbia la capacità di prefigurare i futuri scenari politici, economici e sociali e di adeguare la attività politica alla propria visione strategica. Non è un caso che il rallentamento della nostra iniziativa politica di rottura con un sistema corrotto ed antidemocratico, il voler tentare di ricuperare un partito largamente compromesso come il PD, ci faccia stare in bilico nei sondaggi tra il 6% e l’8%, senza mai riuscire a prendere il largo come invece a fatto il Movimento a 5 Stelle. Penso che sia giunto il momento che i nostri dirigenti nazionali prendano atto delle mutate condizioni politiche ed vi si adattino con iniziative politiche forti, coraggiose e lungimiranti.
 
Sassari 27.05.2012
Isidoro Aiello
Capo gruppo dell’IDV
Comune di Sassari
(* n.d.r.) LEGGI QUI
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