domenica 27 maggio 2012

La conferenza ONU sul Cambiamento Climatico, Bonn 14 – 25 maggio

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di Francesca Petretto
da Il Sostenibile

Si sono riuniti a Bonn in occasione della Conferenza ONU sul clima 3.000 partecipanti provenienti da 181 Paesi del Mondo, per parlare degli impatti dei cambiamenti climatici e della riduzione delle emissioni globali, degli aiuti all’adattamento per i Paesi in via di sviluppo e della questione del Fondo verde per il clima.

Gli argomenti discussi sono dunque riconducibili a un unico tema: la modifica del Protocollo di Kyoto entro la fine dell’anno per rendere possibile un secondo periodo di impegno dall’inizio del 2013. A questa conseguono la pianificazione del lavoro per i negoziati in vista di un accordo globale sul clima entro il 2015, gli impegni finanziari da prendere entro il 2020, la tecnologia e l’adattamento da mettere in atto. Se l’obiettivo è rendere operativo il Fondo verde per il clima (GCF o Greedy Corporate Fund) entro il 2013, diventa fondamentale anzitutto accelerare i tempi e superare le differenze di stato e di vedute dei diversi governi chiamati in causa. Ma, almeno per ora, tutto pare sia stato rimandato al prossimo appuntamento ufficiale quello  che avrà luogo a Doha a fine anno.

La prima riunione del “Fondo Verde” è stata, infatti, rinviata in attesa del completamento delle candidature da presentare da parte dei Paesi membri. Ha dominato altresì l’agenda dell’evento il blocco dei negoziati del Fondo Verde per il Clima: molte sono state le lamentele, espresse dalle organizzazioni internazionali e dai gruppi ambientalisti che vi hanno preso parte, per quel che riguarda la distribuzione dei fondi. C’è chi accusa che il finanziamento ai Paesi più svantaggiati sia stato vittima delle solite logiche di potere che avrebbero fatto sì che questo finisse, al solito, nelle tasche non di chi opera per il raggiungimento degli obiettivi internazionali ma dei soliti governanti o loro sottoposti senza scrupoli e seguendo logiche che niente hanno a che fare con l’agenda climatica.

La Segreteria del Climate Change UNFCCC soffre di fatto dei tagli alle sovvenzioni da parte dei governi dei Paesi “più avvantaggiati”: solo quello tedesco ha previsto . . . --- CONTINUA A LEGGERE ---


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