giovedì 21 giugno 2012

I conti in tasca ai Consiglieri della Regione Sardegna


Andiamo ancora a toccare l'argomento che scotta, pubblicando un'altra voce. "Buona" lettura.



Stipendi consiglieri, ecco i conti
che nessuno vuole rendere pubblici

 
 
Con buona pace di alcuni consiglieri regionali che ancora sono convinti di poter prendere in giro gli elettori, vi diamo subito una notizia: la norma approvata dal Consiglio regionale della Sardegna è molto peggio di quello che sembra. Che in politichese significa "molto peggio" per i cittadini e "molto meglio" per i politici. La prima lettura della norma fa venire i brividi. Gli stessi che sono corsi lungo schiena di alcuni tecnici del Consiglio regionale. Nel palazzo di via Roma a Cagliari si fa davvero fatica a trovare un taglio di 3000 - 5000 euro come annunciato da alcuni onorevoli sardi. E il silenzio che dura da una settimana la dice lunga sulle difficoltà di piegare la norma approvata nottetempo dall'aula all'esito del referendum.
 
Liberi a Sinistra non può essere tacciato di essere un sito soriano e non ci piace l'atteggiamento di chi non va in Consiglio regionale tradendo il mandato degli elettori. Non ci piace e non ci siamo mai nascosti visto che siamo stati i primi a denunciare questo malcostume. Prendendoci come sempre gli insulti. Oggi abbiamo fatto proseliti, dentro e fuori il Partito Democratico. Detto questo, possiamo dire che alla notizia dell'approvazione di quell'emendamento (che doveva contrastare in aula), Renato Soru ha capito immediatamente che si trattava di un mezzo imbroglio. 
 
Adesso, dietro la pressione dell'opinione pubblica, si sta tentando di mettere rimedio a quel pasticcio. Non è detto che ci si riesca per via amministrativa o interna (attraverso una deliberazione dell'Ufficio di Presidenza). Potrebbe essere necessario un nuovo passaggio in Aula. Anche Silvio Lai ha fatto una parziale retromarcia, sembra dopo una chiacchierata con l'ex presidente del Consiglio regionale, Giacomo Spissu, grande esperto della materia. Ma questa è solo un'indiscrezione che malignamente circola in via Emilia. Non è questo il punto. 
 
Perchè la norma è molto peggio di quanto si possa immaginare? Innanzitutto perchè non toglie un solo centesimo all'indennità del consigliere regionale, semmai la riporta ai livelli del 31 dicembre del 2003, vanificando di colpo le riduzioni degli ultimi anni. Sia quella del 1° gennaio 2006 (-10% voluta dall'allora Presidente Giacomo Spissu), sia quella del 7 dicembre 2011 (Claudia Lombardo).  
 
Prima del referendum ogni consigliere regionale percepiva un'indennità pari a € 3.452,35, al netto delle ritenute previdenziali (€ 604,78), della quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 1.353,99), delle addizionali regionale e comunale all'Irpef (€ 162,55) e della ritenuta fiscale (€ 3.452,95). Tale indennità era corrispota per 12 mensilità.

Con l'emendamento approvato dal Consiglio regionale questa indennità sarà aumentata perchè parametrata ai livelli del 31 dicembre 2001. Qui non ci sono particolari interpretazioni da fornire: è scritto nero su bianco.
 
L'altro scandalo, che rende la norma ben peggiore di quanto si possa immaginare, riguarda i rimborsi spese. La norma è molto ambigua perchè si limita a dire che a decorrere dal 26 maggio del 2012 ai consiglieri regionali competono, ai sensi dell'articolo 26 della L.C. 26/2/1 948, N. 3 "Statuto speciale per la Sardegna",  i rimborsi di spese in vigore al 31 dicembre 2003.
 
Secondo alcune interpretazioni (che in queste ore stanno prevalendo) questo comportrebbe la reintroduzione dei rimborsi per le spese di viaggio (aboliti nella XIII legilsatura) e non modificherebbe in alcun modo né rimborso forfetario delle spese sostenute per spese di segreteria e rappresentanza per mantenere il rapporto tra eletto ed elettori (3.352,00 euro al mese) né il contributo per le spese di documentazione, aggiornamento, stampa e strumentazioni tecnologiche (9.026 all'anno). Proprio questo contributo era stato ridimensionato a seguito della riduzione dell’indennità consiliare nel dicembre del 2011.
 
Fino a questo punto i consiglieri regionali dunque non subiscono nessuna decurtazione per la loro indennità (quella oggetto del referendum), ma con un'operazione furbesca, la riportano ai livelli del 2003, facendo anche rivivere, secondo alcuni, aluni rimborsi spese che l'assemblea aveva rivisto o eliminato in questi anni. 
 
L'emendamento approvato dal Consiglio specifica che verranno diminuite l'indennità di carica (- 30%) e la diana (-20%). La prima non riguarda tutti i consiglieri, ma solo quelli che hanno incarichi: Presidente e Vicepresidente del Consiglio, Questori, Segretari, Presidenti e Vicepresidenti di Commissione. Anche in questo caso viene vanificata la riduzione del 7 dicembre 2011 quando l’Ufficio di Presidenza  deliberò quanto segue:
 
                                                                                              DA                                A
                                                                                



         lorda
           netta
         lorda
netta

Presidente consiglio
5.769,53
3.288,63
4.038,67
  2.302,04

Vice presidente consiglio
3.846,35
2.192,4
2.692,45
1.534,69

Questore
3.853,01
2.196,22
2.697,11
1.537,35

Segretario
2.752,15
1.568,73
1.926,51
1.098,11

Presidente commissione
2.752,15
1.568,73
1.926,51
1.098,11

Vice presidente commissione
688,04
392,18
481,63
274,53

Questo significa, ed è qui l'altra beffa, che la riduzione del 30% si applica sulle indennità antecedenti a quella data. Per fare un esempio: la presidente Claudia Lombardo avrà una decurtazione del 30% non sulla somma lorda di 4.038 euro ma su quella di 5.769 (sempre lorda). Alla fine la sua indennità di carica sarà agli stessi livelli pre referendum.

L'altra modifica riguarda la diaria che viene riconosciuta, a titolo di rimborso spese di soggiorno a Cagliari, sempre sulla base della legge regionale 7 aprile 1966, n. 2. Prima del referendum, a seguito della riduzione di € 500 deliberata dall’Ufficio di Presidenza nella famosa seduta del 7 dicembre 2011, la diaria ammontava a 3.503,11 euro mensili,  ridotta di 154,94 euro per ogni giorno di assenza del consigliere dalle sedute dell'Assemblea e di 129,11 euro per ogni seduta delle Commissioni. La diaria è integrata del 30 per cento per i consiglieri regionali la cui abitazione sia situata ad oltre 35 chilometri da Cagliari (€ 1.050,93); precedentemente era di € 1.200.

La data del 31 dicembre del 2003, indicata nell'emendamento approvato dal Consiglio regionale, è espressamente riferita alle indennità (in modo generico e al plurale) e ai rimborsi spese. Secondo un'interpretazione andrebbe riferita anche alla diaria, perchè la natura è quella di un rimborso spesa. Per altri no. Nel primo caso, come i precedenti, la decurtazione del 20% sarebbe applicata alla vecchia diaria, quindi ben consistente di quella attuale. Secondo altri, andrebbe invece applicata a quella attuale che passerebbe quindi dai 3500 euro circa a 2800 mensili. Analogo riduzione potrebbe colpire l'integrazione per chi abite oltre i 35 km da Cagliari. In quel caso dai 1050 euro si passerebbe a poco più di 800 euro al mese.
Detto ciò, si può dire che un consigliere regionale della Sardegna non avrà nessun tipo di riduzione nel suo stipendio (soprattutto se vive a Cagliari o dintorni) e con tutta probabilità avrà qualche aumento in busta paga e qualche rimborso spesa in più, visto il parametro del 2003. Confermando quindi quanto scritto dai più importanti quotidiani italiani: Corriere della Sera, Repubblica e Sole 24Ore, Chi ha cariche particolari (dal Presidente del Consiglio al vicepresidente di commissione) avrà un'indennità aggiuntiva pari a quella che prendeva prima del referendum e anche in questo caso non farà nessun sacrificio.
Chi abita oltre i 35 km da Cagliari, se dovesse prevalere l'interpretazione restrittiva degli uffici, alla fine avrà poco meno di 1000 euro in meno di diaria al mese, compensata però dal fatto che le indennità sono state riportate ai livelli del 2003, vanificando così tutte le riduzioni apportati dall'assemblea negli anni suiccessivi.
 Fonte: http://www.consregsardegna.it/consiglieri_status.asp


L'EMENDAMENTO 
"Art. 1 quinquies bis
1. A decorrere dal 26 maggio 2012, ai fini della riduzione e razionalizzazione delle spese per il funzionamento degli organi istituzionali, ai consiglieri regionali competono, ai sensi dell'articolo 26 della L.C. 26/2/1 948, N. 3 "Statuto speciale per la Sardegna", le indennità ed i rimborsi di spese in vigore al 31 dicembre 2003.
2. Conseguentemente, l'indennità di carica è ridotta nella misura del 30 per cento, la diana è ridotta nella misura del 20 per cento.
3. Ai Gruppi consiliari compete un contributo pari a quello in vigore al 31 dicembre 2003 ridotto del 20 per cento.
4. Il Collegio dei Questori disciplina le modalità di utilizzo e di rendicontazione di tale contributo, anche relativamente alla gestione del personale e delle collaborazioni professionali di cui alla legge regionale n. 37 del 1995.".

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