domenica 8 luglio 2012

Manganelli e De Gennaro, le scuse non bastano!


De Gennaro lo era allora, Manganelli lo è adesso: al top delle forze di Polizia. Entrambi in forme diverse hanno fatto pubblicamente il mea culpa in questi giorni per le condanne che hanno riguardato i quattro agenti che avevano barbaramente assassinato Federico Aldrovandi e quelli, più di venti, che avevano attuato la "macelleria messicana" (parole del Giudice che li ha condannati, non mie) nell'irruzione alla scuola Diaz (con tutto quello che ne è seguito).

Molti dicono che è un atto importante, questo chiedere scusa. Ma... i bambini chiedono scusa, gli adulti, soprattutto quando occupano certe poltrone strapagate (Manganelli e De Gennaro prendono molto ma molto di più di Barack Obama, e sto parlando di stipendio), gli adulti devono fare altro: gesti responsabili. Una buona dimissione da parte di De Gennaro, oggi sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai Servizi segreti (c'è da rabbrividire), sarebbe il minimo. E da parte di Manganelli il minimo onestamente attendibile sarebbe la cacciata immediata di quei quattro assassini e di quei più di venti macellai. Via dalle forze dell'ordine, subito! Questo è quello che devono fare, ogni altra cosa è una presa in giro.

La forza pubblica non deve avere nel suo interno quei delinquenti, ne va della sua credibilità (peraltro minata da altri fatti: Bolzaneto, Cucchi e altri). La divisa non deve essere lordata da questi delinquenti. Sì, sono delinquenti: le sentenze sono passate in giudicato. Questa gentaglia con la fedina penale sporca non deve più infangare la divisa che ogni giorno viene vestita con vero onore da tantissima gente che ha la Giustizia nel DNA.

De Gennaro pertanto deve dimettersi dal sottosegretariato ai servizi segreti, subito. Manganelli invece deve fare pulizia di quella feccia, cacciandoli con disonore uno per uno.

E' ovvio che ciò non capiterà, com'è ovvio che la mossa del governo Monti di diminuire le risorse alla Magistratura e diminuire il numero dei tribunali sa tanto di punizione oltre che beffa. Ma che Mario Monti e la sua accozzaglia di "tecnici", buoni solo a fare macelleria sociale nel paese mantenendo in piedi privilegi di Chiesa e Casta, potessero operare diversamente... noi lo dubitavamo.

L'unica che ha detto qualcosa di sensato in questi giorni è stata la Cancellieri, la quale ha aperto anche un procedimento disciplinare nei confronti di uno dei quattro assassini di Aldrovandi, quello che un mese scarso fa ha insultato il defunto e sua madre in maniera pesante. Anche qui è un po' poco, ma sempre meglio della burletta di De Gennaro e di Manganelli.

L'Italia e la sua Società Civile non hanno bisogno di burlette, di prese in giro, di mea culpa finto-tristi. Hanno bisogno di un qualcosa che né De Gennaro allora, né Manganelli oggi sono in grado di dare. Chissà che la Cancellieri lo capisca e agisca con decisione per il verso giusto: ne va della credibilità delle forze dell'ordine, e non è una cosa da poco. Vedete voi.

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