venerdì 6 luglio 2012

Massacro Scuola Diaz. La Cancellieri prende le distanze


La sentenza è definitiva, quindi è ufficiale che nelle forze dell'ordine che operarono a Genova durante il G8 c'erano dei delinquenti, gentaglia, feccia, che con la divisa addosso ha compiuto reati contro la persona, e per questi è stata condannata. Ancora una volta, dopo la sentenza Aldrovandi, c'è il riconoscimento ufficiale che c'è gentaglia, feccia, che infanga la divisa che indossa, e con la divisa addosso massacra di botte povera gente. E' inaccettabile che in una società civile ci siano delinquenti che indossano divise, ma purtroppo è così. E ora occorre pulizia: questi delinquenti - come i 4 assassini di Federico Aldrovandi - devono essere cacciati a calci nel sedere dalla Polizia, i loro beni devono essere confiscati, e la vendita di questi deve essere usata per risarcire le parti lese. Ne va della credibilità delle nostre istituzioni. Oggigiorno solo la Magistratura è affidabile. Io sto dalla parte della Giustizia, sempre. Voi?

E' importantissimo quanto detto oggi dalla Cancellieri, leggete bene questo articolo. Finalmente qualcuno che nel governo fa qualcosa di sensato. Grande Cancellieri, altro che Fornero, Passera, Monti eccetera. E pazienza se quel demente di Borghezio continua a sparare le sue stupidaggini.


Sentenza Diaz, Cancellieri: “Al G8 gravi errori, di quel blitz non condivido nulla”

 

Per la prima volta un esponente di un governo prende le distanze dall'operato della polizia a Genova. "Sarà difficile sostituire Gratteri e Caldarozzi", dice il ministro dell'Interno al Corriere della Sera, "ma è giusto che i responsabili paghino"


di Redazione Il Fatto Quotidiano

In undici anni, nessun esponente di governo aveva mai preso una posizione così netta e critica sul blitz della polizia alla scuola Diaz al termine del G8 di Genova. Men che meno un ministro dell’Interno. Ci voleva un “tecnico”, il prefetto Anna Maria Cancellieri, per dire che “a Genova sono stati commessi gravi errori” ed “è giusto che i responsabili paghino”.

Intervistata dal Corriere della Sera dopo la sentenza definitiva di condanna per 25 poliziotti, compresi diversi alti dirigente di stanza al al Viminale, il ministro Cancellieri afferma:”Il G8 di Genova è una pagina dolorosa per la polizia e questo mi ferisce. Ho visto come tutti le immagini di quello che è successo all’interno della Diaz e posso dire che non condivido nulla di quella operazione. Di fronte a errori gravi è giusto che i responsabili subiscano le conseguenze”. Il ministro precisa comunque che “questa non può diventare la condanna di tutte quelle migliaia di uomini e donne che ogni giorno, indossando la divisa, fanno il proprio dovere”.

Subito dopo la lettura della sentenza, il ministro dell’Interno si è affrettato a comunicare che intendeva rispettarla, per la parte che impone l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni di alti dirigenti come Franco Gratteri, capo della Direzione centrale anticrimine, Gilberto Caldarozzi, capo dello Servizio centrale operativo, Giovanni Luperi, capo del dipartimento analisi dell’Aisi, l’ex Sisde. Oltre a un nugolo di funzionari di peso di Squadre mobili e altri compartimenti della Polizia. Un prezzo ”altissimo”, dice il ministro al Corriere, perché “perdiamo alcuni nostri uomini migliori. Sarà difficile sostituire un investigatore come Francesco Gratteri. Ho rammarico che debba andare via Gilberto Caldarozzi, il capo dello Sco. Loro sono quelli che hanno preso Provenzano. Grazie a loro abbiamo arrestato l’attentatore di Brindisi”.

Episodi come la Diaz, “non devono più accadere”, continua, “ma nemmeno i nostri uomini devono essere assaliti, picchiati e insultati per strada”. E a proposito del caso Aldrovandi, il giovane ferrarese ucciso durante un controllo di polizia, e del procedimento aperto contro il poliziotto per gli insulti alla madre, il ministro afferma: “Sarà la commissione disciplinare a stabilire la sanzione, ma io ho già deciso che la linea dovrà essere quella della fermezza e dell’intransigenza. Un atteggiamento così arrogante non si può tollerare”.
Cancellieri aggiunge di essere a conoscenza del fatto che il capo della polizia Antonio Manganelli ha scritto una lettera alla mamma di Federico Aldrovandi: “Nei prossimi giorni chiederò di poterla incontrare. Voglio farle sapere che noi siamo con lei. Voglio spiegarle che la polizia è un’altra cosa”.

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