mercoledì 22 agosto 2012

Eugenio Scalfari, le sviolinate a Monti e Napolitano, e quella Poltrona da Senatore...


Arrivare a negare la realtà, a manipolarla; abbassarsi al livello di Feltri, Sallusti o Belpietro nell'insozzare la Magistratura che lavora per accertare le verità; attaccare lo stesso Zagrebelski; fare a pezzi tutti quelli che non pendono dalle labbra di Mario Monti o Re Giorgio Napolitano. Il tutto in perfetto disaccordo con tonnellate di articoli pubblicati anni orsono (davvero pochi, ma dati i contenuti dei nuovi articoli sembrano secoli). Tutto ha una spiegazione, sempre. Per Eugenio Scalfari la motivazione è semplice: acchiappare ad ogni costo la Poltrona d'Oro di Senatore a vita... soldi a palate, privilegi di casta, intoccabilità, rispetto da tutti (anche quando si dicono cappellate) e l'abito da Senatore da sfoggiare spocchiosamente davanti a tutti. Ecco a cosa mira Eugenio Scalfari. Ecco perché sta prendendo le difese di Monti e Napolitano anche quando essi si mettono contro la Costituzione Repubblicana e il nostro Ordinamento Giuridico.

E' una cosa così patetica... eppure fa venire molta rabbia. Non è giusto!


Senatore a vita, nella “rosa” spunta il nome di Eugenio Scalfari

 

Secondo il Corriere della Sera tra i papabili ci sono i nomi di Gianni Letta, sottosegretario della presidenza del Consiglio dei governi Berlusconi, e poi Emanuele Macaluso, ex dirigente del Pci.Rimbalzano anche i nomi di Umberto Bossi e dell'astrofisica Margherita Hack


di Redazione Il Fatto Quotidiano

Sono solo rumors, ma ruotano intorno a una questione delicatissima: la nomina a senatore a vita a poco meno di un anno dalla fine del mandato di Giorgio Napolitano. E nella lista del Quirinale, su cui ragiona il Corriere della Sera, c’è anche Eugenio Scalfari. Il fondatore della Repubblica, che in questi giorni è sceso in campo a difesa del presidente della Repubblica e contro chi, come il presidente emerito della Consulta Gustavo Zagrebelski, è nella rosa di coloro che hanno “illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”. Con la scomparsa, a luglio, di Sergio Pininfarina il numero dei senatori della Repubblica è sceso a quattro. Dal Colle fanno sapere che nessuna pratica è stata aperta, ma tutti ricordano in quanto poco tempo arrivò la nomina di Mario Monti, nominato senatore il 9 novembre dell’anno scorso prima di diventare presidente del Consiglio.

Il quotidiano di via Solferino parla di “scommesse” nel mettere insieme una lista, ma sono azzardi che emergono “da alcune raccomandazioni rimbalzate in queste settimane”. In primis ci sono Scalfari, in passato e per poco tempo parlamentare Psi, e Gianni Letta, anche lui giornalista già direttore del “Tempo”, sottosegretario della presidenza del Consiglio dei governi Berlusconi. Tra i più quotati anche Emanuele Macaluso, ex dirigente del Pci, con esperienze al vertice dell’Unità e del Riformista. A questo trio si affiancano altri nomi decisamente meno autorevoli come quelli dell’ex segretario della Lega Nord Umberto Bossi, senatore per elezioni allo stato, e quello emerito nella scienza della astrofisica Margherita Hack che potrebbe sedere sul seggio accanto a un’altra illustre donna italiana, il premio Nobel Rita Levi Montalcini. Completano l’attuale composizione dei senatori a vita Giulio Andreotti, l’ex capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi ed Emilio Colombo.

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