sabato 29 settembre 2012

Lavitola presenta il conto a Berlusconi. E spiffera tutto. La lettera ritrovata! (Testo Integrale)


Gli ha dato tanto, ma non ha ottenuto quello che voleva. L'ex latitante ora sotto controllo della Giustizia italiana gli ha chiesto aiuto e col ritrovamento di questa lettera si scoperchia il vaso di Pandora e salta fuori di tutto: forza publica, magistrati, politici, avvocati (fra cui spicca il tuttofare in colletto bianco Niccolò Ghedini)... un guazzabuglio di nomi e situazioni penalmente rilevanti. Sinceramente non sono stupito, per niente. Quando si entra in affari con Sua Emittenza il confine del penale lo si supera di diversi chilometri. Con ogni probabilità a Santo Domingo Dell'Utri sarà raggiunto dal suo padrone, scommettiamo? E poi assieme piangeranno l'esilio, che invece è semplicemente - codice alla mano, Latitanza, proprio come il loro amico Bettino Craxi.


“Cavaliere, lei è in debito con me”. Ecco la lettera del ricatto di Lavitola a Berlusconi

 

Venti pagine in cui l'ex direttore de L'Avanti! mette sotto scacco l'ex premier con una serie di richieste in denaro e soprattutto elencando le tante promesse non mantenute dall'allora presidente del Consiglio: "Entrare nel governo o nel Parlamento europeo o almeno nel Cda Rai"; ottenere comunque "un incarico importante all'inizio del 2010; "collocare Iannucci nel Cda dell'Eni"; "nominare (Paolo) Pozzessere almeno direttore generale di Finmeccanica"


di Redazione Il Fatto Quotidiano

Cinquecentomila euro per distruggere Gianfranco Fini, un’incessante opera per comprare i senatori del centrosinistra ad epoca del governo Prodi, la distruzione di foto di Silvio Berlusconi con alcuni camorristi. E ancora: informazioni a Clemente Mastella sulle indagini della procura di Santa Maria Capua Vetere. Valter Lavitola, il faccendiere in carcere a Napoli dal 16 aprile scorso, racconta tutto questo in una lettera di 20 pagine (datata Rio De Janeiro 13 dicembre 2011) fatta arrivare all’ex premier Silvio Berlusconi - e rintracciata dagli inquirenti sul computer di Carmelo Pintabona, l’uomo d’affari e politico di origine siciliana che con Lavitola è indagato per tentata estorsione all’ex premier - con la quale lo ricatta e gli chiede milioni e milioni di euro. 

“Le cose fatte tra noi le ho fatte scientemente e come tale da uomo. Lei, non sarà mai coinvolto! Dico mai e poi mai!”, promette l’ex direttore de L’Avanti! all’allora presidente del consiglio mentre, dall’altra parte, gli elenca tutte le “promesse” mancate: “entrare nel governo o nel Parlamento europeo o almeno nel Cda Rai”; ottenere comunque “un incarico importante all’inizio del 2010; “collocare Iannucci nel Cda dell’Eni”; “nominare (Paolo) Pozzessere almeno direttore generale di Finmeccanica“.

LE “CONCESSIONI” DI BERLUSCONI A LAVITOLA - Nel testo, zeppo di refusi e strafalcioni, Lavitola elenca una serie di benefici che l’ex premier gli avrebbe concesso in cambio di favori vari. In particolare, un rimborso spese per il suo viaggio a Santa Lucia, in Centro America, per procurare atti che avrebbero dovuto dimostrare che proprietario effettivo dell’appartamento (un tempo appartenuto ad An) era il cognato di Fini. Lavitola scrive di aver ottenuto “400/500mila euro (non ricordo) di rimborso spese per la ‘casa di Montecarlo‘, dove io ce ne ho messi almeno altri 100.000. Martinelli (il presidente di Panama, ndr) ha contribuito con 150.000 euro oltre che con il volo privato da Panama a Roma (circa 300.000 euro), quando Le portai i documenti originali di Santa Lucia (circa 300.000 euro)”. Documenti di cui Berlusconi si sarebbe servito per colpire il presidente della Camera e che dunque, afferma l’ex direttore dell’Avanti!, scottavano: per evitare che gli fossero trovati, li portarono fuori dall’aeroporto i piloti del volo privato Panama-Roma pagato, appunto, dal presidente del Paese centroamericano.

I “SERVIZI” RESI DA VALTERINO A BERLUSCONI - L’ex direttore dell’Avanti! elenca poi tutte le altre circostanze in cui, a suo dire, avrebbe reso servigi al Cavaliere: “Era in debito – scrive – per aver io ‘comprato’ De Gregorio, tenuto fuori dalla votazione cruciale Pallaro, fatto pervenire a Mastella le notizie della procura di Santa Maria Capua Vetere, da dove erano arrivate le pressioni per il vergognoso arresto della moglie” e per avere “lavorato” Dini. A fronte di tanti favori, Berlusconi avrebbe fatto a Lavitola delle promesse, molte delle quali però non mantenute. Il giornalista si lamenta, in particolare, di non essere entrato a far parte del governo, di non essere stato eletto al Parlamento europeo e di non avere avuto incarichi importanti.

LE FOTO DI B. CON BASSOLINO E I CAMORRISTI - Particolarmente inquietante il passaggio sull’ex maresciallo dei carabinieri Enrico La Monica, coinvolto nell’inchiesta P4 assieme al deputato del Pdl Alfonso Papa e all’uomo d’affari Luigi Bisignani e latitante da oltre un anno (“io lo mantengo da un anno in Senegal“): “Era la fonte – scrive Lavitola a Berlusconi – che ha quantomeno contribuito a salvare Bertolaso (glielo può chiedere), ci ha coperti nell’indagine sull’acquisto dei senatori, ha dato una mano sul serio nelle indagini su Saccà (con le intercettazioni) e Cosentino, ed ha eliminato alcune foto che La vedevano ritratto assieme a Bassolino e ad alcuni mandanti della Camorra per la vicenda dei rifiuti (sono certo che lei non sapesse chi fossero). Eravamo in grande debito e lui si era reso conto che Bisignani e Papa lo sfruttavano e lo prendevano in giro promettendogli di andare ai servizi per guadagnare 200 euro in più al mese. Non c’è nulla di più pericoloso di un amico che si sente tradito, abbandonato e senza vie di uscita”.

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Ecco il testo integrale (le sgrammaticature sono tutte sue):

Sig. Presidente,

La prego di scusarmi se con la consuetudine che Lei mi ha concesso, Le scrivo con estrema chiarezza. Per me la base della vita è il rispetto, e quella del rispetto la chiarezza. Ovviamente condita dalla massima educazione. Mi comporto così con Lei ed anche con il più umile. Le dico francamente, no so se le sue prese di distanza sono reali, o frutto di un misto di istinto di conservazione, viagliaccheria e cattivi consigli, o come spero, di un giusto e normale gioco delle parti.
Comunque, leggere che Lei mi accomunava ad un mafioso, motivo per il quale Lei non mia avrebbe più parlato, mi ha fatto molto male e ha rischiato d'avvero di farmi impazzire. Forse meritavo che definisse la mia una mania insopportabile o qualsiasi altra cosa, ma non quello. Ma è passato.
Io sono un uomo d'onore, e voglio continuare ad esserlo. Mi sono fatto da solo, senza il Suo benché minimo contributo, e voglio continuare a fare così. Io davvero non sono in debito con nessuno e voglio continuare ad essere in credito, anche con Lei. Vivo cosi e mi piace molto.
Lei, subito dopo la formazione del Governo, in questa Legislatura, con Verdini e Ghedini presenti, mi disse che era in debito con mee che Lei era uso essere almeno alla pari. Era in debito per aver io "comprato" De Gregorio, tenuto fuori dalla votazione cruciale Pallaro, fatto pervenire a Mastella le notizie dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, da dove erano arrivate le pressione per il vergognoso arresto della moglie, e assieme a Ferruccio Saro e al povero Comincioli "lavorato" Dini. Cio' dopo essere stato io a convincerLa a tentare di comprare i Senatori necessari a far cadere Prodi. Cio' in viaggio verso Reggio Calabria in aereo, per una manifestazione di De Gregorio, presente Valentino.
Anche allora mi indago' Piscitelli, senza risultato, motivo per il quale Ghedini ammise che non era opportuna la mia candidatura. Non candido' neppure Sica (salvo poi premiarlo, con i risultati noti), io nonostante la mia delusione, mi adoperai a che il Sica non impazzisse.

Lei mi ha promesso:

* Piu' volte di entrare al Governo (persino mi chiamo' dopo la nomina della Brambilla e con onesta' mi disse che era dispiaciuto di non riuscire solo con me a mantenere la parola);
* Di mandarmi al Parlamento Europeo (alle precedenti pressi da solo 54.000 preferenze);
* Di entrare nel cda Rai;
* Che il primo incarico importante che si fosse presentato, sarebbe stato per me (inizio 2010);
* Di collocare la Ioannucci nel cda dell'ENI;
* Di nominare Pozzessere, almeno direttore generale di Finmeccanica;

Mi ha concesso:

* La Ioannucci nel cda delle Poste (aveva promesso di darle anche la presidenza di Banco Posta, anche cio' non e' stato mantenuto);
* Il commissario delle dighe (ruolo inventato da me con Masi, quando era a Palazzo Chigi)
Entrambi senza alcuna delega.

Ho ottenuto da Lei anche:

* Che Forza Italia concedesse all'Avanti! un finanziamento di 400.000€ nel 2008, altro non era che il rimborso di soldi che Lei mi aveva autorizzato a dare a De Gregorio nel 2007 (se ne occuparono Ghedini e Crimi);
* 400/500.000€ (non ricordo) di rimborso spese per la "Casa di Montecarlo", dove io ce ne ho messi almeno altri 100.000€. Martinelli ha contribuito con 150.000€, oltre che con il volo privato da Panama a Roma (circa 300.000 euro), quando Le portai i documenti originali di Santa Lucia (circa 300.000€). Certo che non potevo rischiare a Roma che me li trovassero (li portarono fuori i piloti). Ovviamente gli ho restituito le somme compensandole con altre partite.
Tutte somme non concordate con Lei (ma di cui lei era a conoscenza) e che quindi non voglio essere restituito. Mentre per Tarantini le devo io 255.500€ (che è ovvio le restituirò).
* Lei ha regalato a Martinelli, 100.000€ (forse meno) di diritti televisivi;
* Quando mio cugino editava il giornale "dell'Italia dei Valori", Letta su Sua richiesta, fece pressione sull'allora Avvocato dello Stato Fiumara, e sblocco' il finanziamento pubblico.


Quanto sopra solo quale sintetico promemoria, degli ultimi tempi.

Andando agli inizi:

* Io e non Chiara Moroni spaccai il piccolo PSI, quando lei non candido' Martelli e De Michelis. Lei mi telefono personalmente per candidarmi, e non lo fece, per il veto di De Michelis e Martelli (sic!).
* Il povero Bettino, si sentiva preso in giro.
Lei un Natale (non ricordo l'anno, credo il 95/96) lo chiamo' ad Hammamet, mentre Lei era riunito con tutta la sua familgia, per fargli gli Auguri, mentre il TG4 sparava su di lui quotidianamente. La Sig.ra Lario prometteva ad Anna Craxi aiuto consistenti che lui riteneva quasi nulli.
Lei non sosteneva l'Avanti!, che era la sua "creatura".
Per il giornale, Le mando Collucci (approfitto per informarLa che e' stato operato recentemente di tumore alla prostata e sta male, sono certo che se lo chiama gli fara' molto piacere, e magari lo puo aiutare) a chiedere sei miliardi di lire.
Le garantisco che era davvero infuriato con Lei, non so se a torto o a ragione, ma si sentiva tradito.
Parlai con Niccolò Querci e poi con Lei. Le dissi che erano sufficienti 800 milioni di lire. Lei me le fece avere con un contratto di "minimo garantito" da una concessionaria di pubblicità che fu rimborsata con spazi di Mondadori. Oltre a ciò, la SEE fece gratis per circa due anni trasporti e distribuzione all'Avanti! (circa 300 milioni di lire).
Dissi a Craxi che Lei aveva risanato il giornale, ed era vero.
Lui pero' era certo che avevo ricevuto i 6 miliardi di lire da lui richiesti.

Lei ha creato, dato potere, ricchezza e fama a tanti.
Difeso a spada tratta Verdini, Brancher, Dell'Utri, Previti, Bertolaso Ciarrapico, Cuffaro e Romano (solo i primi che mi vengono in mente), da accuse ben piu' infamanti che le mie.

Vediamo quali sono le aberanti accuse a me mosse:

* Tarantini;
* Montecarlo;
* P4;
* Corruzione Internazionale per Finmeccanica;
* Avanti! : Truffa ai danni dello Stato.

Nello specifico:

* Tarantini e Montecarlo non serve che mi dilunghi;
* P4, per averLe insistentemente raccomandato il maresciallo La Monica. Era la fonte che ha quantomeno contribuito a salvare Bertolaso (glielo puo chiedere), ci ha coperti nell'indagine sull'acquisto dei Senatori, ha datto una mano sul serio nelle indagini su Sacca' (con le intercettazioni) e Cosentino, ed ha elliminato alcune foto che La vedevano ritrato assieme a Bassolino ad alcuni mandanti della Camorra, per la vicenda rifiuti (sono certo che lei non sapesse chi fossero). Eravamo in grande debito, e lui si era reso conto che Bisignani e Papa lo sfuttavano e lo prendevano in giro promettendogli di andare ai Servizzi, per guadagnare 2000 euro in piu' al mese. Io lo mantengo da un anno in Senegal. Non c'e' nulla di piu' pericoloso di un amico che si sente tradito, abbandonato e senza vie di uscita;
* Finmeccanica: Ho seguito solo Panama e Brasile. A Panama come Lei sa, non avevo bisogno di corrompere nessuno, in Brasile non si e' concretizzato nulla (non ho alcuna preoccupazione);
* Avanti!: Realmente ho prodotto false fatture, per ottenere i 2.5 milioni di euro annui appena sufficienti per il giornale (per questo stesso motivo sono nei guai anche: Verdini, Ciarrapico, Mastella ed altri).
Non e' mia intenzione rinfacciarLe nulla, ma Lei mi diede la Sua parola (spero lo pensasse sul serio) che avremmo visto assieme Letta e Ghedini per riepilogare quanto da me fatto, e quanto fosse ingiusta la loro avversione nei miei conftonti.
Con la presente potra' farlo anche senza di me (La prego di farlo sul serio, credo di meritarlo).

Non voglio impietosirLa (non l'ho mai fatto con nessuno e me ne vergognerei) e francamente credo di averbe bisogno per ottenere il Suo aiuto.

E' necessario pero', farLe presente che circa 4 mesi di latitanza a quanto riportato dalla stampa, sono stati sufficienti a:
* bruciare anni di lavoro;
* mettere in crisi la mia famiglia;
* Farmi rompere con la mia storica fidanzata (8 anni ed un figlio);
* Bruciare l'ambizione di fare politica e la mia immagine in societa'.

Il tutto, solo per Tarantini. Mi intercettavano per F.M., non hanno trovato nulla, ma hanno beccato parte delle innumerevoli e deliranti telefonate dei "ragazzi". Hanno proseguito e ascoltato questioni relative all'Avanti!.

Per le vicende che non riguardano Tarantini sto cercando di trattare con la Procura di Napoli per costituirmi a breve e negoziare.

In questo momento ho necessita' assoluta del Suo sostegno.
La prego di aver chiaro che si trata dell'escussione di un crdito morale che sono convinto di avere. Altrimenti non avrei mai il coraggio di chiederLo.
Le cose fatte tra noi, le ho fatte scientemente, e come tale da uomo. Lei, non sara' mai coinvolto! Dico mai e poi mai!!!
Spero che Lei mi conosca abbastanza da crederci (lo spro proprio, mi ha gia' deluso troppe volte). La prego di scusare la mia crudezza, pero' e' necessaria per non rendere ancora piu' lungo il "romanzo" che Le sto scrivendo.

Ho bisogno che:
* Si trovi lavoro almeno ad alcuni di quelli (19) che lo hanno perso con l'Avanti! (senza l'indagine su Tarantini, al giornale le verifiche avrebbe continuatoa farle (gia' 4) il nucleo di Roma della Guardia di Finanza. Si tratta di:
-Mia moglie (3/4.00€/mese) giornalista;
-Mia sorella: Laureata in psico pedagogia (2/3.00€/mese) vive a Napoli;
-Il mio ex autista, 2 ragioniere, 1 giornalista (tutti a Roma, gente che vale e che punta ad un contratto di categoria).

E' necessario, in quanto io quando usciro' dal carcere, andro' a vivere in Brasile.

* Si restituiscano ad Angelo Capriotti (e' in contatto con Suo fratello) 500.000$, da lui spesi a vuoto a Panama, dei quali mi ritiene forse anche giustamente responsabile (me ne interessai su pressione di Suo fratello e di Valentino). Lei stesso mi disse che il tepo non Le piacque;
* Si paghi una societa' cinese (900.00 dollari), che mi ha fornito e sta continuando a farlo, i servizi necessari alla definizione del piano di sfruttamento della mia concessione di taglio in Amazzonia, che ho in gran parte venduta, come Le dissi;
* Si paghi lo studio di avvocati che si occupera' dell'arbitrato (mi hanno fatto un preventivo di circa 5.000.000,00€), per non perdere il saldo di 230 milioni di euro (dei 260 stipulati), che si e' reso necessario, essendo stato io inadempiente per non avere potuto firmare, entro il termine concordato,  (16 novembre u.s.) la voltura del piano e della concessione esecutiva di taglio e rimboschimento. Il clamore della vicenda giudizziaria sta determinando un comprensibile, ma odioso ostracismo nei miei confronti. Nessuno vuole firmare nulla che mi riguarda e Purtroppo il presidente Lula (che si sta confermando un vero amico) non conta gia' quasi piu' nulla. E' riuscito solo ad ottenere dal vertice della compagnia acquirente, che con una sentenza (ovviamente concordata) di una Corte Arbitrale, venga loro imposto di accordarsi con me. Dovrebbero accettare che proseguano loro l'iter burocratico, dotati di una mia procura (che temono di ricevere senza ordine dell'autorita' giudiziaria) pur trattandosi di un diritto soggettivo mio personale (la concessione) in quanto io sono impedito per questioni indipendenti dalla mia volonta'. Si tratta praticamente del mio intero capitale. Ci ho pavorato venti anni! La prego di non "mollarmi", sarei rovinato.

Come procedere:
Per lo studio legale (che ovviamente non sarebbe quello che si occupera' dell'arbitrato) e la societa' cinese, la prego di farmi sapere a chi fatturare (entrambe gli importi si possono fatturare frazionati a piu' societa' differendo le date dei pagamenti fino a 90 giorni);
Per Capriotti, l'unico contatto ragionevole e' tramite Suo fratello (al quale dice di essere molto legato) o Valentino, che lo conosce. La prego di farlo contattare al piu' presto, e' inaffidabile ed avendo perduto a suo avviso l'affare della sua vita (le carceri a Panama), perche' io non me ne sono voluto interessare e' pericoloso. Sta gia' diffondendo a Panama notizie false ed addirittura false e-mail. Mi e' stato assicurato che la fonte che sta passando le notizie ai giornali panamensi e' Mauro Veloci, dall'Italia (suo braccio destro con il quale ha finto di litigare). Mi ha fatto pervenire l'avvertimento che, essendo stato a mio fianco a Panama quasi un anno, sarebbe credibile raccontando qualsiasi frottola, magari sostenuta da qualche prova "pataca". Per reccuperare i 500.000$ che a suo avviso io gli ho fatto sprecare, sono certo lo farebbe davvero. La prego di intervenire al piu' presto, sta gia' creando un mare di guai e puo' crearne di peggiori, a Martinelli, al nostro ambasciatore (che poverino non c'entra nulla) e soprattutto a me.
Caprioti ha una impresa di costruzioni ed una sala bingo. Deve ricevere circa 350.000$ (equivalente dei 500.000$) Non e' difficile con un piccolo lavoro, e/o perdendo un po' di soldi al bingo (francamente non so come funziona), o anche dandogli un po' di contanti. Tramite il bingo non avrebbe difficolta' a giustificarli.

Tranne che le assunzione (per le quali La prego impegnarsi al massimo, ci tengo moltissimo e francamente non mi sembra possa rappresentare per Lei un grosso problema), si tratterebbe di un prestito. Assieme alla somma prima elencata (900.000$ + 500.000$ + 5.000.000€), ovviamente Le restituiro' anche i 255.500euro (residuo dei 500.000 affidatimi per Tarantini).

Saro' in grando direstituirLe la somma con uno o piu' trasferimenti giustificabili da fatture o in varie trance da 500.000€ in contanti in Italia o dove Lei vorra'.
La rimborsero' entro massimo 180 giorni da quando mi resituiranno il passaporto (credo siano sufficienti 60, ma non voglio correre il rischio di non mantenere la parola.
Come Lei ben sa non l'ho mai fatto). Non credo sia necessario evidenziarLe che finche' non ho liberta' di movimenti, non posso accedere ne a banche, ne a cassette di sicurezza.
Ho in programma di costituirmi a Napoli (per tentare di patteggiare, l'Avanti!) subito dopo le vacanze Natalizie, se Dio vuole che non mi catturano prima, con un "Allarme Rosso" diffuso dall'Interpool (questa ipotesi francamente mi preoccupa, perche sarei arrestato nel Paese dove mi beccano, e da queste parti i tempi della burocrazia sono di almeno un anno, per essere istradato in Italia).
Per il rimborso che Le devo, muterebbe poco. Infatti, l'avvocato mi assicura che in Italia, in un anno o poco piu', dovrei riuscire a poter riavere il passaporto e che l'eventuale detenzione all'estero (facendo i debiti scongiuri, da queste parti non si usano i dimiciliare e le carceri sono infernali), sarebbe scomputabile in Italia.
Le ho fatto pervenire questa lettera sigilata, tramite Caselli, che essendo un parlamentare che va e viene dal Sud America, non desta sospetti e non e' perquisibile. Ho gia' provato a farLa contattare da qualcuno dei mei, per passarLe il messaggio a voce, ma sono stati seguiti troppo e non potevo correre il rischio di crearLe problemi.
Una persona che Caselli rispetta molto, gliela ha consegnata sigilata, pregando di farLa pervenire a Lei, sono certo che non si permettera' di aprirla'.
Ho fatto spostare, per far si che Lei possa fare una programmazione, la partenza di mia moglie e mio figlio che, se Dio vuole, mi ragiungerano per le festivita' al 20/12 P.V sera.
La prego di fra contattaremia moglie (---numero di telefono cancellato---) per farmi sapere: a chi emettere, le fatture sia dello studio di avvocati esteri (argentino, statunitense o spagnolo, sto decidendo) e della societa' cinese. La sera dalle 18:30, sara' in casa ad attendere Sue notizie. ---indirizzo cancellato--- al citofono c'e' il mio nome. Puo mandare a prenderla anche senza preavviso, al piu' portera mio figlio con lei. Ovviamente neppure lei conosce il contenuto della lettera. Sa solo che Lei mi inviera', per suo tramite delle istruzioni per aiutarmi. Abito in una strada privata per nulla trafficata, nei pressi di Ponte Milvio).
Entrambe, se lo ritera', possono fatturare anche marketing e pubbliche relazioni (in particolare la societa' cinese. Dividere circa 600.000€ (equivalente dei 900.000 dollari) in 3/4 o piu' fatture a varie societa' magari in Francia, Spagna o altrove non dovrebbe essre difficile. Lo stesso vale per lo studio legale).

La prego anche di far sapere a mia moglie come procedere per le assunzioni. 

Mia moglie se non riuscira' a ragiungermi per le ferie, in quanto saro' stato arrestato (Dio non voglia), in uno di questi paesi, no so precisamente quale (da quando, a causa di Capriotti, che ha fatto scatenare ilputiferio, sono stato costretto a partire da Panama, mi sto spostando oin continuazione per ridurre il rischio di arresto), vera' a riferirmi in carcere e le diro' come muoversi.
Sono certo che Lei crede alla mia parola e quindi che la somma che mi mettera' a disposizione sara' sul serio un prestito che Le rimborsero' a breve. Sono certo anche, che Lei sia convinto che puo' contare sulla mia lealta' (ci voglio almeno credere).
La prego, se lo ritera', informai Letta e Ghedini, solo della parte nella quale tratto del bilancio tra di noi. Ma non informi nessuno, in particolare loro, del prestito e delle assunzioni.
E' la prima volta che Le chiedo un aiuto (mi scusi la ineleganza, come sa normalmente non mi appartiene), mentre io per Lei non mi sono mai risparmiato. Ho digerito numerose e grandi delusioni. La prego di credere che la mia unica vera passione e' la politica.
Lei avrebbe potuto, sena il minimo sforzo, far realizzare il mio sogno.Invece ci dovro' mettere definitivamente una pietra sopra, a causa di questa storia (sono latitante da quattro mesi, per aver indotto Tarantini a mentire nel 2009, pure essendo indagano solo dal giugno 2011. Da cio' e' nato il mostro che sono diventato, con il quale nessuno vuole piu' avere a che fare, e per il quale nessuno ha speso una parola in difesa. Persino i genitori dei compagni di scuola di mio figlio, evitano di farglielo frequentare).
In fin dei conti si tratta di un prestito tutto sommato modesto, erogabile con delle forme che non peseranno piu' di tanto, concesso ad una persona che Lei sa essere in grado di restituirlo. Nonche' di poche assunzioni di persone valide, che hanno perso il lavoro, per aver io comesso l'errore di aiutare quello sfaccendato di Tarantini.
Ne approfitto per augurarLe un Natale sereno (capisco che tra problemi, famiglia e fidanzate non sara' semplice, neppure per Lei, ma glielo augur sinceramente) e un Nuovo Anno molto milgiore di quello agli sgoccioli. Dopo i casini devono arrivare soddisfazioni proporzionali. Vorra' dire che ci divertiremo da morire e molto a lungo.
Un caro saluto e grazie di quello che fara'. Se non fosse essenziale, Le assicuro che avrei chiesto solo le assunzioni. Senza il Suo prestito, con le fideussioni che ho prstato, mi ridurrei (Dio non voglia) alla fame.

                                                                      Rio de Janeiro, 13 dicembre 2011

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