venerdì 12 ottobre 2012

Alfano: sempre più in basso. Agghiaccianti uscite dell'avvocato di Berlusconi


Ci sarebbe da ridere, se non fosse una questione di gestione della cosa pubblica, e quindi gravissima. Angelino Alfano, quell'Angelino che mette in moderazione tutti i commenti sulla sua pagina Facebook per fare in modo che non si vedano le critiche, quando vengono scritte, e sembri tutto una gioia infinita, beh quello stesso Angelino ieri è stato protagonista di due uscite davvero incredibili, che ci fanno sempre più rendere conto di quale teatrino sia la politica nel PDL oggi. Un PDL allo sbando più totale, fra pregiudicati, freschi di condanna, carcerati, indagati, processati, intercettati e latitanti a piede libero.


Alfano è stato messo dal suo padrone davanti alle telecamere perché il padrone ha capito che sempre più gente non sopporta più di vedere la sua faccia, ciò esattamente dalle dimissioni del novembre scorso. Da allora il padrone si è fatto vedere di rado (salvo qualche foto in costume da bagno ben taroccata sul settimanale del fido Signorini) e la faccia sulle sue sparate l'ha messa il suo avvocato (uno dei suoi avvocati, precisiamo) Angelino Alfano. Ieri il maggiordomo in pectore è apparso alla conferenza stampa con cui il pluri-indagato presidente della regione Lombardia - la regione in cui Comunione e Liberazione impera sovrana a fianco di 'Ndrangheta e Mafia - ha annunciato il rimpasto delle giunta in regione.

In un paese normale chiunque in quelle condizioni (aggiungiamo che mezza giunta è agli arresti o sotto indagini) si sarebbe defilato con vergogna, Formigoni no. E allora ieri è andato in onda il teatrino dell'assurdo davanti alla stampa: Formigoni, Maroni (che fa il moralista oggi, è di moda) con Alfano hanno rilanciato l'apparato di governo di una regione allo sbando. Come se cambiare qualche nome cambi la sostanza della realtà che quella regione vive: appalti e mazzette in un rapporto incrociato fra istituzioni locali e criminalità organizzata, più soldi gratis al clero locale più potente della Yakuza.

Non finisce qui. Infatti Angelino sempre ieri è riuscito per l'ennesima volta a scendere sempre più in basso, toccare il fondo e iniziare a scavare (il canale di Panama?). Leggete: lo scioglimento del Comune a Reggio Calabria è un atto che "penalizza e condanna un’intera comunità e non rafforza la presenza dello Stato". Tutti noi sappiamo che la 'Ndrangheta, che fa loschi affari nella Lombardia di Formigoni, ha proprio a Reggio Calabria la sua base operativa principale: le famiglie più influenti di essa vivono materialmente là. Se il governo ha deciso di sciogliere il Comune, è perché la Magistratura e la Forza Pubblica hanno raccolto le prove che la 'Ndrangheta è penetrata a fondo nelle istituzioni locali. E Angelino? Angelino non è d'accordo. Ricordiamo che questa è la stessa persona che l'anno scorso estrapolava da vecchi testi di Falcone frasi a caso, che ha messo la firma su leggi salva-Berlusconi e salva-delinquenti poi dichiarate incostituzionali dalla Suprema Corte delle Leggi, e che anni fa era stato video-ripreso al matrimonio della figlia di un boss mafioso. Mmmmh, no, aspettate: è la persona giusta per queste uscite.

Ricapitolando: la regione Lombardia è il principale polo (delle libertà... ehm, scusate) di investimento della 'Ndrangheta; nello stesso giorno Alfano si mostra al fianco del pluri-indagato Formigoni per sostenerlo; poi spara la sua condanna allo scioglimento del comune di Reggio Calabria per infiltrazioni della stessa 'Ndrangheta. Sarà tutto un caso?

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