venerdì 12 ottobre 2012

Comunione e Liberazione + 'Ndrangheta = Lombardia (Sedriano)


L'equazione è semplice, perché è sempre la stessa. Buona lettura.


“Vieni che c’è Nicole Minetti”. L’invito del sindaco al boss della ‘ndrangheta

 

Alfredo Celeste, primo cittadino di Sedriano in provincia di Milano e insegnante di religione è finito ai domiciliari. Aveva chiamato Eugenio Costantino, arrestato, affinché partecipasse alla manifestazione da lui voluta sulla 'creatività femminile'. Madrina: la consigliera del caso Ruby

 
di Redazione Il Fatto Quotidiano

Aveva invitato il presunto boss della ‘ndrangheta Eugenio Costantino, arrestato nell’operazione di oggi della Procura di Milano, a una “manifestazione da lui organizzata la sera successiva a Sedriano, alla quale avrebbe partecipato la consigliera regionale Nicole Minetti”. Una serata voluta dal primo cittadino del comune in provincia di Milano, Alfredo Celeste, e dedicata la ‘creatività femminile’. Madrina d’eccezione: la consigliera ed ex igienista dentale di Berlusconi coinvolta nell’inchiesta Ruby. E’ uno dei particolari che emerge dall’ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere, tra gli altri, lo stesso Costantino e l’assessore regionale Domenico Zambetti. Celeste, ricostruiscono i pm nella richiesta di arresto, pregava Costantino “di portare con sé un certo numero di persone per poter far fronte a eventuali contestatori, tenuto conto della ben nota vicenda che poco tempo prima aveva visto coinvolta la medesima Minetti”. La ricostruzione della telefonata è raccolta nell’ordinanza stessa.

Quella sera a maggio 2011 – spiega Ester Castano, cronista del settimanale Altomilanese - un centinaio di cittadini ha protestato contro la presenza della Minetti. Tra loro anche una suora e una maestra, strattonate da Marco Scalambra“, marito di Maria Stella Fagnani, consigliere comunale di Sedriano, “che ha obbligato la religiosa a salire sul palco per dare una parvenza cristiana all’evento. Chiaramente su richiesta del sindaco”. Ma la suora e l’insegnante hanno scritto una lettera ai carabinieri in cui spiegavano di essere state “molestate”. Castano ne è entrata in possesso e da lì, a seguito anche di altri articoli pubblicati sulla stampa locale, “ogni volta che viene pubblicato un mio articolo vengo richiamata in caserma dei carabinieri”. All’epoca della manifestazione, per la sola pubblicazione del pezzo a cui si aggiungeva il dato dei 7.020 euro che Celeste avrebbe dato al suo avvocato Giorgio Bonamassa per occuparsi della vicenda, i due avevano inviato una lettera agli edicolanti del magentino e del castanese dicendo, aggiunge la giornalista, “che avrebbero risposto in sede legale per aver venduto l’articolo e appeso la locandina”. Il sindaco poi ha diffidato la cronista dall’avvicinarlo nuovamente, “pena una denuncia per molestie”. 

Celeste è stato eletto nel 2009. Ex socialista poi passato nel Pdl, si è laureato in teologia a Lugano. Devoto alla madonna di Medjugorie, della quale conserva nel suo ufficio di primo cittadino una statua a ‘grandezza naturale’, è noto per avere fatto obiezione di coscienza sulla celebrazione dei matrimoni civili. Infatti come insegnante di religione ha deciso di non sposare le coppie in Comune. “Io insegno religione — aveva spiegato al Corriere della Sera —. Non posso dare certi insegnamenti in classe e poi non applicarli nel­la vita. Per me il matrimonio è quello davanti a Dio, punto. Inoltre, per i cittadini non cambia niente, le nozze sono celebrate da un altro membro dell’amministrazione”. Oltre al niet sui matrimoni civili, Celeste lo scorso febbraio aveva introdotto il menù quaresimale per i bambini delle scuole pubbliche elementari e medie del comune: prevedeva l’eliminazione della carne al venerdì, da sostituire col pesce, fino al giorno di Pasqua.

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