mercoledì 3 ottobre 2012

Il Grande Oriente d'Italia e Mario Monti


Un'altra lettura particolarmente interessante. Quello che la stampa e le televisioni non dicono.


Il Massone tecnocratico Mario Monti si fa alzare la palla dal para-massonico Council on Foreign Relations (consolidato pensatoio di grembiulini elitari) e schiaccia ogni residuo anelito di sovranità democratica per il popolo italiano

 


Da: GrandeOrienteDemocratico

Come volevasi dimostrare.
Per inquadrare correttamente quanto è accaduto in data 27 settembre 2012 a New York, presso la Harold Pratt House (dal 1945 sede del Council on Foreign Relations nato nel 1921) sita tra Park Avenue e la 68esima strada, nell’Upper East Side, a Manhattan, occorre avere una visione complessiva di ciò che differenzia il potere globale e sovranazionale (per sua natura costitutiva massonico e para-massonico) da quella forma ormai decadente di modesto sotto-potere che è rimasto in dotazione precaria ai singoli stati nazionali europei (a meno che non si tratti di “nazioni kapò” come la Germania di Angela Merkel, esecutrice di progetti neo-quinquennali per conto terzi).
Cos’è, anzitutto, il Council on Foreign Relations (abbreviato: CFR )?
Si tratta di una delle tante associazioni para-massoniche palesi o segrete (in questo caso palese) la cui tradizione deriva direttamente dalla fine del XVIII secolo.
Questo tipo di associazioni possono essere definite para-massoniche in quanto sono sempre fondate da un nucleo ristretto di Liberi Muratori, i quali poi coinvolgono nelle loro attività sociali anche non-massoni (cosa che non potrebbero fare in Loggia, dove si può accedere soltanto dopo un lungo percorso preparatorio e una iniziazione ufficiale di tipo misteriosofico) per finalità più direttamente politiche, diplomatiche, civili, culturali o economiche di quanto (ufficialmente) può concedersi di fare una singola officina libero-muratoria o una federazione di logge (Comunione o Obbedienza che dir si voglia), vincolate a determinati principi rituali e sapienziali che limitano l’intervento diretto nelle questioni della Polis nazionale, inter-nazionale o globale.
E’ un po’ come il noto principio ecclesiastico cattolico in uso fino a secoli recenti, secondo cui Ecclesia abhorret a sanguine (“La Chiesa aborre lo spargimento di sangue”) e dunque, anche quando prescriveva di fatto la condanna a morte di qualcuno, essa veniva ufficialmente eseguita da una qualche forma di potere civile che recepiva le indicazioni superiori di matrice ierocratica.
Alcune organizzazioni massoniche si comportano analogamente, con non minore ipocrisia, per quello che attiene a questioni di politica, religione, diplomazia, economia e finanza, etc.
Esse, cioè, dichiarano la loro trascendenza esoterico-spirituale rispetto a questo tipo di interessi, e tuttavia delegano con minuzia strategica ad associazioni specifiche l’esecuzione dei propri desiderata.
Rimane il fatto, però, che –immancabilmente- queste società (segrete o palesi) para-massoniche sono sempre dirette (in modo riservato e più o meno velato) da una ristretta cerchia di Massoni: i non-massoni vi figurano come comprimari subalterni, compagni di viaggio, semplici ospiti occasionali, anche se si tratta di personalità ragguardevoli – a livello nazionale o internazionale – della politica, dei media, della diplomazia, dell’industria, della finanza, della cultura, etc.
Una associazione archetipica, da questo punto di vista, fu il CERCLE SOCIAL (anche denominato Club “Les Amis de la Vérité” ) fondato nel 1790 dai Massoni Nicolas de Bonneville (1760-1828) e Claude Fauchet (1744-1793), intorno al quale si dipanava l’attività politica e ideologico-culturale dei Massoni Guillaume François Charles Goupil de Préfelne (1727-1801), Marie Jean Antoine Nicolas de Caritat, marchese de Condorcet (1743-1794), Camille Desmoulins (1760-1794), Bertrand Barère (1755-1841), Jean Marie Roland de la Platière (1734-1793), Nicolas Edme Restif de La Bretonne (1734-1806), Louis-Sébastien Mercier (1740-1814), Jean-Baptiste de Lamarck (1744-1829), Jacques-Henri Bernardin de Saint-Pierre (1737-1814), Jacques Pierre Brissot (1754-1793) e di diversi altri, sia in Francia che nel resto d’Europa.
Del resto, quasi tutti i club rivoluzionari francesi (fondati da monarchico-costituzionali o repubblicani, giacobini moderati o estremisti, girondini o foglianti, cordiglieri o gruppi popolar-radicali) avevano una matrice massonica maggioritaria, che nel caso dell’area girondina diventava sovrapposizione totale fra logge e associazionismo politico-civile e culturale.
Nella prima parte dell’Ottocento, le principali società-paramassoniche (in questo caso, in gran parte segrete, dovendo lottare contro regimi assolutistici, tirannici, illiberali e anti-democratici) furono gli Adelfi, i Filadelfi, i Sublimi Maestri Perfetti, la Filikí Etería, la Giovine Italia, la Giovine Europa, il B'nai B'rith (società non segreta) e naturalmente la Carboneria, organizzazione inter-continentale (diffusa in Sud e Nord America, oltre che in tutta Europa), che costituì il più poderoso braccio armato del circuito massonico progressista.
Tra fine XIX e XX secolo (allorché la Carboneria perdura ancora, tanto da essere la protagonista della Rivoluzione che nel 1910 dota il Portogallo di una costituzione repubblicana parlamentare e di una legislazione laica in un paese fino ad allora dominato dal clericalismo più illiberale) vengono fondate nuove tipologie (non più segrete, ma solo riservate nella struttura, nel funzionamento e nelle finalità più importanti) di associazioni para-massoniche.
Nascono così il Bohemian Club (1872, a San Francisco), la Fabian Society (costituita a Londra nel 1884), la Pilgrims’ Society britannica (1902) e la Pilgrims’ Society statunitense (1903), il Round Table movement (1909, con il cerchio interno della Society of the Elect), il Royal Institute of International Affairs o Chatam House di Londra (1920), il Council on Foreign Relations (1921) con sedi a New York e a Washington, il Lucis Trust (1920-22, attualmente con sedi a New York, Londra e Ginevra, è anche membro del Consiglio economico e sociale dell’ONU ), il Tavistock Institute of Human Relations (1947) , la Mont Pelerin Society (1947), il Bilderberg Group (1954), la Ditchley Foundation (1957), la Trilateral Commission (1973), il Group of Thirty (1978), il Bruegel (2005) ed altre ancora.
Orbene, per quel che riguarda tutte queste società para-massoniche fondate e tuttora controllate da Massoni (nonostante la partecipazione subordinata e ancillare anche di profani), lasciamo al libro di imminente uscita,
Gioele Magaldi, MASSONI. Società a responsabilità illimitata. Il Back-Office del Potere come non è stato mai raccontato. Le radici profonde e le ragioni inconfessabili della crisi economica e politica occidentale del XXI secolo, Chiarelettere Editore, il compito di approfondire rigorosamente i legami ideologici ed operativi di questi consessi ibridi con il milieu libero-muratorio in senso stretto.
In questa sede, basterà osservare che lo statunitense Council on Foreign Relations (CFR), al pari del suo omologo britannico Royal Institute of International Affairs (RIIA) o Chatam House  furono costituiti entrambi a seguito di importanti colloqui intervenuti a margine della Conferenza di Pace di Parigi del 1919.
Tale Conferenza, i cui protagonisti ufficiali furono ovviamente i rappresentanti delle nazioni vittoriose nella Prima Guerra Mondiale (1914-1918), e cioè i Massoni Woodrow Wilson (presidente USA) David Lloyd George (premier Regno Unito), George Clemenceau (presidente del consiglio francese, mentre il presidente della repubblica era Raymond Poincaré), Vittorio Emanuele Orlando (presidente del consiglio italiano), impegnati su posizioni strategiche e progettuali diverse rispetto al futuro dell’Europa e del Mondo, vide anche un intenso lavorio ufficioso e di diplomazia riservata (massonico-istituzionale) che condusse da un lato alla fondazione della Società delle Nazioni (28 giugno 1919), dall’altra alla costituzione appunto del RIIA (1920) e del CFR (1921), organizzazioni para-massoniche di nucleo anglo-americano e di vocazione mondialista.
Non per caso, pullulavano di Massoni tanto le famose riunioni informali presso l’Hotel Majestic di Parigi di fine maggio 1919 ( vi troviamo fra gli altri i Liberi Muratori Edward Mandell House, Walter Lippmann, Lionel George Curtis, Christian Archibald Herter, Charles Seymour, Archibald Cary Coolidge, James Thomson Shotwell, Harold William Temperley, Eustace Percy of Newcastle, Paul Warburg e il para-massone Herbert Hoover, futuro segretario al commercio sotto le presidenze USA dei Massoni conservatori Warren Harding e Calvin Coolidge, prima di raggiungere lui stesso la Casa Bianca nel 1929), quanto la Convenzione della Società delle Nazioni, incaricata di redigerne lo statuto ( fra altri meno ragguardevoli, vi rinveniamo i fratelli Edward Mandell House e Woodrow Wilson per gli USA, Edgar Robert Cecil per il Regno Unito, Paul Hymans per il Belgio, Léon Bourgeois per la Francia, Vi Kyuin Wellington Koo per la Cina, Makino Nobuaki per il Giappone, Vittorio Emanuele Orlando e Vittorio Scialoja per l’Italia, etc.).
Ma allora, che significato attribuire allo sfacciato endorsement che il para-massonico Council on Foreign Relations (per volontà delle sue eminenze grigie conservatrici, giacché ogni società para-massonica mondialista vede al suo interno tanto elementi conservatori che progressisti, e questi ultimi non hanno più alcuna residua simpatia per il fratello Mario Monti, ma al momento sono in minoranza nel CFR) ha propiziato con furbizia al Massone Mario Monti, per di più membro autorevole delle associazioni para-massoniche Bruegel,  Bilderberg Group e Trilateral Commission (di cui fino al 2011 è stato persino Chairman per l’Europa)?
Giriamo la domanda ai concittadini italiani, europei e occidentali in generale e alla pubblica opinione del Bel Paese (popolo e classe dirigente) in particolare.
Certo, il messaggio appare abbastanza chiaro.
Il Massone Mario Monti (ormai smaccatamente reazionario, tanto in politica che in economia, con il suo disprezzo per la volontà popolare e le conquiste sindacali e la sua adesione intransigente al Neoliberismo dogmatico peggiorato dal vampirismo fiscale) aspira a schiacciare ogni residuo anelito di sovranità democratica tanto per i partiti politici che per il Parlamento della Penisola (ridotti al rango di funzionari obbedienti a poteri altri), per non parlare dei semplici cittadini, specie quelli meno socialmente meno solidi, sempre più trattati come sudditi da impoverire e privare di consolidati diritti ad una vita dignitosa e normale.
Il Massone reazionario Mario Monti ha preannunciato, dopo aver ipocritamente dichiarato (del resto, da bugiardo matricolato, aveva anche previsto una immancabile crescita del PIL italiano a seguito delle sue sedicenti “riforme strutturali”), nei mesi scorsi, la sua indisponibilità a proseguire in un’attività politica diretta, che sarà pienamente disponibile anche a partire dal 2013 in avanti.
Sbagliano, tuttavia, coloro che pensano che Monti aspiri di nuovo a Palazzo Chigi.
Il suo vero obiettivo è il Quirinale, da cui attuare meglio e più autorevolmente il progetto di de-industrializzazione e impoverimento della società italiana (funzionale alla creazione di manodopera europea a basso costo, allo shopping di aziende e assets italiani da parte di amici e amici degli amici titolari di vari fondi di investimento sovra-nazionali, alla sostituzione della democrazia parlamentare con la tecnocrazia oligarchica ) magari manovrando qualche servizievole burattino (ce ne sono tanti disponibili) come presidente di un consiglio dei ministri direttamente commissariato da UE e BCE.
Sbagliano anche coloro (e fra questi l’ambiente di DAGOSPIA e alcune sue fonti male informate) che pensano a un Mario Draghi aspirante inquilino del Quirinale, per lasciare libera la poltrona di presidente BCE ad un tedesco.
Vedi in proposito
Hic manebibus optime, al contrario di quello che è stato riferito a Roberto D’Agostino & Company, è il pensiero del Massone Mario Draghi, insediato all’EuroTower di Francoforte.
Non si lascia una sedia da princeps (seppure delegato da oligarchie massoniche che ti indicano il percorso) per una da proconsole della provincia italica.
I posteri (a brevissimo) si incaricheranno di dire se abbiamo avuto ragione anche in questa previsione.
Invece, si dimostra acuta la percezione di DAGOSPIA in due altri recenti contributi che offriamo alla valutazione dei nostri lettori.
Ricapitolando: se qualcuno vuole comprendere esattamente quello che è accaduto il 27 settembre 2012 al CFR di New York, con alzata di palla del Massone David Rubenstein ( managing director e co-fondatore del Carlyle Group, già consulente del presidente USA James Carter) e facile schiacciata del Massone Mario Monti, si vada a leggere preliminarmente la trattazione sarcastica che ne fa la Redazione di Dagospia con il pezzo
“TOH!, ORA LOR SIGNORI SCOPRONO CHE SIAMO UN PAESE SENZA SOVRANITÀ, SENZA DIRITTO DI SCEGLIERE I PROPRI RAPPRESENTANTI IN PARLAMENTO. UNO STATO IN MANO A GERMANIA, AL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE, ALLA BCE, AI MERCATI FINANZIARI. TUTTA GENTE CHE IN ITALIA NON HA DIRITTO DI VOTO, MA NE HA UNO ASSAI PIÙ IMPORTANTE DI VETO E PER QUESTO HA IMPOSTO A COLPI DI SPREAD UN LORO TECNOCRATE A PALAZZO CHIGI, METTENDOSI D’ACCORDO CON IL QUIRINALE DI BELLA NAPOLI - 2- L’HA CAPITO PURE BERSANI: “PERCHÉ VOTARE? LA SPENDING REVIEW TAGLIA ANCHE LA DEMOCRAZIA E MONTI RIMANE A VITA A PALAZZO CHIGI...” - E RENZI: “NON SO SE QUESTO SIA UN MESSAGGIO AI MERCATI O AI PARTITI. PENSO PIÙ AI MERCATI, DOPODICHÉ IL PREMIER LO DEVONO DECIDERE I CITTADINI ALLE ELEZIONI CHE NON SONO “SCHERZI A PARTE” - 3- MA FORSE HANNO RAGIONE I GREMBIULINI: L’ITALIA È ANCORA “UNFIT” PER LA DEMOCRAZIA”, pezzo del 28 settembre 2012 by DAGOSPIA (clicca per leggere).
Leggendo e visionando, si noterà che non per caso si parla di “grembiulini” e che non per caso Dagospia presenta il suo pezzo sbattendo in faccia al lettore l’immagine del Fratello (contro-iniziato) Mario Monti con il grembiulino, a suo tempo utilizzata nella prima pagina del quotidiano LIBERO, come si può verificare in
Dopo tali letture preliminari, per meglio inquadrare come si sia giunti dalla prima fase (prudente, guardinga e sobria) del Governo Monti a quella attuale, nel corso della quale ministri e premier fanno a gara in termini di arroganza e disprezzo verso la sovranità democratica del popolo italiano e verso le sue conquiste di welfare e benessere economico; per meglio valutare se non sia singolare la coincidenza tra inchieste che screditano la classe politica (nazionale, regionale e locale) e l’auto-candidatura di Mario Monti ed altri a guidare anche in futuro il destino (funesto) dell’Italia in prospettiva consociativa e tecnocratica (senza avere il coraggio di sottoporsi al suffragio elettorale), rinviamo a diverse letture, magari da farsi e meditarsi una al giorno, andando a ritroso nel tempo:
La Raffinata "Truffa" del Venerabilissimo Maestro Mario Draghi & dei suoi Sodali ( del 24 agosto-11 settembre 2012, clicca per leggere)
E, senza omettere di ripassarsi altri importanti contributi sul tema “Mario Monti, Mario Draghi e politiche europee” di giugno, maggio, aprile, marzo, febbraio 2012 e anche da luglio a dicembre 2011, rinvenibili sui siti www.grandeoriente-democratico.com e www.democraziaradicalpopolare.it), consigliamo anche il ripasso di
E per oggi, abbiamo lavorato a sufficienza nella vigna autentica e non controiniziatica del Grande Architetto, come direbbe il Fratello Gioele Magaldi.

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