martedì 2 ottobre 2012

L'arresto di Fiorito e le nuove leggi Ad Berlusconi del governo Monti


Fiorito è stato arrestato. Nell'Italia dei Lusi, dei Penati, delle Polverini e bertoladri vari, anche l'ultimo (anzi: l'ennesimo) protagonista del circo-feccia della politica ha subito l'affronto delle manette. Il rubicondo e in buona salute ha le manette ai polsi. Perché? Stava inquinando le prove. La Guardia di Finanza lo ha acchiappato oggi all'alba. La Procura di Roma gli contesta una appropriazione da 1.300.000€. Il GIP di Roma in più gli contesta l'inquinamento probatorio attraverso "il depistaggio mediatico nei confronti dei testimoni a suo carico".



C'è davvero di tutto, in questa forma squisitamente politica di Peculato: denari sciolti transitati in conti bancari, Jeep Wrangler (dopo la nevicata a Roma, doveva munirsi di qualcosa che lo portasse in giro! ma ci sono, sempre a spese dei contribuenti una Smart e una BMW), caldaie per proteggere il suo corpicino dai freddi inverni della capitale. Qusto scandalo è la punta di un iceberg che ha buttato giù la presidente Polverini, che tutto sapeva (carta canta, Il Fatto Quotidiano ha pubblicato tutto) e tutto permetteva, salvo prendere le distanze per cercare di fare bella figura, e infatti ne ha infinocchiati un bel po', a giudicare dai plausi ricevuti in rete (sono molte di più invece le critiche). Per Batman (mai soprannome fu più azzeccato) Fiorito c'è anche il pericolo di fuga e reiterazione del reato, non manca davvero niente.

193 i bonifici, per 1.380 milioni di euro, finiti sui suoi conti, anche se complessivamente Fiorito ha movimentato, in due anni, 6 milioni di euro. Di questi, 4 milioni sarebbero di soli bonifici e in questi passaggi 1 milione e 380 mila euro sono finiti nei conti personali dell’ex capogruppo. Sui conti all’estero, aperti in Spagna, sarebbero confluiti circa 350 mila euro mentre poco più di un milione sarebbe stato girato nei conti correnti italiani. Quello che tanta gente non sa è che Fiorito ha già confessato larga parte di questi giri illeciti di denaro, parlando di festini e gnocche ed elargizioni selvagge al partito.

Abbiamo anche letto che in tutte le regioni si stanno scoprendo storie molto simili, storie di soldi pubblici usati liberamente e fuori da giustificazioni istituzionali. La politica italiana è questo: un insieme di delinquenti che si ingrassa alla faccia nostra.


A proposito di gente non certo perbene, oggi leggiamo anche che Berlusconi sta per raccogliere i frutti dell'intenso lavoro del suo team di colletti bianchi in Parlamento. Nell'ambito del "dialogo politico" riguardante la legge anticorruzione (che l'Unione Europea ci chiede a gran voce da tanti anni), i servi di Sua Emittenza stanno interagendo con la cotroparte del centro-sinistra per fare di questa legge una porcheria, col silenzio-assenso della Severino. Si sta già elaborando una porcheria normativa riguardante la Concussione, reato contestato dalla Procura di Milano al ducetto lampadato e triste per via del Ruby-Gate. Tra le proposte di modifica, infatti, oltre al già presente emendamento firmato da Francesco Sisto del Pdl che punta a concretizzare il reato di concussione solo nel caso in cui ci sia il danno patrimoniale, ne è venuto fuori un altro, il 19.24, firmato da Luigi Compagna e Maria Alessandra Gallone (Pdl) che punta a modificare la condotta stessa del reato di concussione. E questo solo grazie al cambio di un avverbio. Probabilmente non se ne sarebbe accorto nessuno, ma tra “illecitamente” e “indebitamente” corre un abisso. E non solo in giurisprudenza. In sostanza, nella scrittura del testo, la Severino, pur avendo diviso il reato di concussione in due fattispecie, non aveva cambiato il senso del reato proprio per evitare che la modifica potesse incidere sui processi in corso. Che, invece, in caso di cambio sostanziale del reato, in virtù del favor rei verrebbero azzerati totalmente. Così, nel nuovo reato di “induzione indebita a dare o promettere utilità” (nella versione messa a punto dal ministro) si parlava di un pubblico ufficiale o di un incaricato di pubblico servizio che “abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induce taluno a dare o a promettere ‘indebitamente’, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità”. Esattamente la stessa condotta prevista nella norma attualmente in vigore della Concussione.

Sono artifizi subdoli, figli di menti contorte tese alla spasmodica ricerca del più piccolo (o grande) strumento da mettere in mano a quei colletti bianchi che poi in udienza, senza alcuna coscienza e anzi con sfrontatezza, li usano per i loro scopi ad impunitatem riguardante il Padrone, quello che gli getta un osso che paghiamo noi (li ha nominati e fatti eleggere col Porcellum per questo, mica per altro: per esempio, lavorare per il bene comune... ciò è alieno alla loro missione).

Tanto per non farsi mancare nulla, Antonino Caruso (sempre Pdl) ha anche suggellato questo tentativo di nuova legge “ad personam” con un altro emendamento per ridurre la pena per l’abuso d’ufficio: da uno a tre anni (invece che da uno a quattro). Cosa cambia? Non scatta l’arresto.

Ora siamo nelle mani della Severino. Se darà retta a questi delinquenti, si starà abbassando al loro livello e sarà correa nell'ennesima distruzione del nostro ordinamento giuridico. Se metterà invece la Fiducia sul testo che aveva in mente lei, rischierà la caduta del governo. Ma il governo ha bisogno del PDL per andare avanti... quindi c'è uno scambio da realizzare. Sulle nostre teste. Alla faccia nostra. Senza il minimo senso civico. Il PDL lo chiede per Sua Emittenza e tutti gli altri indagati o sotto processo. Il PD mostra di gradire, l'UDC ovviamente gongola: entrambi hanno i propri delinquenti da tutelare. La Lega fa finta di niente. Di Pietro invece urla, e le sue urla di sdegno risuonano nel silenzio lasciato dal silenzio di Vendola, sempre furbo a evitare temi scottanti. 

Politica: rifugio per chi si vuole arricchire e/o per chi vuole evitare il carcere.

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