martedì 30 ottobre 2012

Sassari: il Liceo Marconi all'attacco del governo Monti. Per difendere la Cultura


Nel dicembre scorso abbiamo dato nota di come il capo del governo dei tecnici, Mario Monti, abbia messo a capo del ministero dell'Istruzione due persone strettamente legate a Comunione e Liberazione (quella organizzazione che esattamente come la mafia, la camorra e la ndrangheta, fa affari con chi più le conviene al di là delle ideologie politiche), rileggetelo:


La Scuola non è rimasta ferma, ma le notizie su questo tema non girano, perché alla gente (guidata all'ignoranza dalle TV) non interessa il tema, e perché tantomeno alla stampa frega un fico secco della cosa. Eppure stiamo parlando di Cultura, non di giri di affari e inquadramento di menti, e cioé le cose che accadono puntualmente nelle scuole private, larghissima parte delle quali in mano proprio al clero.

Un caso di cui non leggerete praticamente da nessuna parte, è quello del Liceo Marconi di Sassari. Leggete questo PDF e guardate cosa stanno facendo gli insegnanti (ah, ma il Preside che fa? sarebbe carino saperlo). Per chi è più pigro, copio/incollo il testo qui.









Dichiarazione di agitazione dei docenti del liceo Marconi

Noi docenti, in qualità di RSU, siamo oggi qui in rappresentanza di TUTTI i docenti del Liceo Marconi per denunciare i nuovi attacchi alla Scuola Pubblica e gli ulteriori TAGLI promessi dal Governo Monti.
A noi lavoratori della Scuola Pubblica vengono negati diritti fondamentali, viene aumentato per legge l'orario settimanale di lezione di un terzo senza prevedere inoltre alcun compenso aggiuntivo ma con la ricompensa di 15 giorni di ferie durante le festività!

La proposta di aumentare le cattedre a 24 e poi a 21 ore, infatti, anch se apparentemente ritirata a detta del sottosegretario all'Istruzione Rossi Doria, è l'ennesimo attacco alla nostra professionalità e alla qualità dell'insegnamento stesso. Significherebbe infatti un ulteriore aggravio del nostro lavoro, già di per sé faticoso sia solo in termini di preparazione delle lezioni che di lavoro con gli studenti, e non riconosciuto, con perdita di professionalità e peggioramento della qualità del nostro operato.

Ci verrebbe chiesto non di aumentare il numero di ore per disciplina, vergognosamente ridotto dalla Riforma Gelmini, ma di "coprire sezioni orario disponibili nella istituzione scolastica di titolarità, nonché per l'attribuzione di supplenze temporanee per tutte le classi di concorso per cui abbia titolo, per posti di sostegno, purché in possesso del relativo diploma di specializzazione e per gli impegni didattici in termini di felssibilità, ore aggiuntive di insegnamento, di recupero e di potenziamento" art. 42.

Il nostro lavoro non si esaurisce con le 18 ore del mattino:

* preparazione delle lezioni
* preparazione delle verifiche
* correzione delle prove scritte
* riunioni collegali pomeridiane: collegio docenti, consigli di classe, dipartimenti
* coordinamenti e verbalizzazioni
* colloqui con le famiglie sia mattutini che pomeridiani
* corsi di recupero e potenziamento
* corsi di aggiornamento
* uscite giornaliere: mostre, conferenze ecc.
* visite d'istruzione, stage linguistici, aziendali, scambi culturali

Ci si chiede di avere noi gli strumenti per milgiorare l'offerta formativa dei nostri figli: computer personali e linea ADSL, stampanti, libri, strumenti informatici, audiovisivi.
Tutto questo compreso in uno stipendio molto al di sotto della media europea.
Dobbiamo avere mezzi propri per recarci al posto di lavoro senza alcuna possibilità di detrarne le spese.
Quando impegnati per l'intera giornata, non abbiamo diritto né a mense né a buoni pasto come la maggior parte dei lavoratori.


Non solo!


La scuola subisce ormai da oltre un decennio tagli, norme ingiuste e autoritarie, politiche demagogiche.
La scuola, con il taglio di un ulteriore miliardo di risorse, contribuisce da sola a coprire circa il 9% del costo della manovra, apri a 11,6 miliardi di euro.

L'anno scolastico è iniziato, come al solito, nel caos. Manca tutto e non sono ancora arrivati i fondi contrattuali, quelli già stanziati e "coperti" finanziariamente. Senza contratto, senza scatti di anzianità, con gli stipendi più bassi d'Europa continuiamo a pagare per gli sprechi, la corruzione, la mala politica.
Tale riforma infine implicherebbe ulteriori tagli di posti di lavoro: ogni 3 insegnanti 1 cattedra in meno!


Pertanto

Dichiariamo il nostro

STATO di AGITAZIONE


e ci asteniamo da qualunque attività non prevista obbligatoriamente dal nostro Contratto di Lavoro e ci riserviamo di comunicare le ulyeriori azioni di LOTTA che intenderemo intraprendere.

* Diciamo NO alle CATTEDRE di 24, 21 o anche 20 ore
* Diciamo NO ad altri TAGLI alla Scuola: 183 milioni di euro nel 2013!
* Diciamo NO ai FINANZIAMENTI alla SCUOLA PRIVATA: 220 milioni di euro!


CHIEDIAMO


* Che venga QUANTIFICATA e RETRIBUITA qualunque nostra attività eccedente le 18 ore
* Che venga RETRIBUITA la nostra FORMAZIONE

CHIEDIAMO


A voi genitori di UNIRVI a noi nel difendere la SCUOLA STATALE e a manifestare anche voi il vostro Dissenso.


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Cari amici, al documento come lo vedete nell'allegato seguono tante firme, e altre sono in raccolta.

Ora la palla passa a noi: che vogliamo fare: cliccare "mi piace" e basta? Oppure ci rimbocchiamo le maniche e diamo un aiuto agli insegnanti e studenti del Liceo Marconi?

Sig. Preside, lei che farà? Volterà le spalle alla sua Scuola?

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