lunedì 12 novembre 2012

Il governo clericale e ciellino e la farsa IMU pro Chiesa


Una palese violazione dell'art. 3 della Costituzione, quindi del Principio di Uguaglianza di tutti davanti alla Legge. Una normativa anticostituzionale a tutto vantaggio della Multinazionale più longeva nella storia dell'umanità, e fra l'altro contro il parere del Consiglio di Stato. Peggio della casta politica, maggiori privilegi. Lo staterello di pochi km quadrati continua a tenere in ostaggio una nazione intera. Dato che questa confessione religiosa (ma non è religione, bensì: superstizione) continua a farsi gli affari nostri, dicendoci come ci dobbiamo comportare, e continua a influire pesantemente sulle scelte del nostro Legislatore, sarebbe il caso che pagasse anch'essa le tasse. Invece siamo di fronte all'ennesima burletta. Il governo massone, clericale e ciellino fa un blitz in Parlamento e forza ancora la mano per garantire introiti detassati alla chiesa cattolica. La banca del Vaticano ringrazia, potrà continuare a investire questo denaro sporco riciclandolo nelle multinazionali che producono armi (come fa da decenni) e potrà mettere da parte un tesoro pari a varie manovre finanziarie. Ecco il "grazie" di Mario Monti e il suo governo clericale, massone e ciellino a chi aveva lavorato nell'ombra con Napolitano per la sua nomina (effettuata anch'essa in violazione delle consuetudini e norme costituzionali). Questo governo delinquenziale che arricchisce banche e chiesa succhierà ancora di più risorse alla gente comune, tutta al gancio davanti a mamma TV, tutta in piazza per i flash-mob (apparire è meglio che combattere), tutta in fila per i Galaxy S3 o gli I-Phone 5, tutta poi a piangere perché soldi non ce n'è. Siamo in mano a delinquenti!



Imu, blitz del governo alla Camera. Imposta più leggera per la Chiesa

 

Palazzo Chigi dribbla le obiezioni del Consiglio di Stato e insiste: per i religiosi viene 'addolcito' il Codice civile e quindi molte attività miste, cioè che ottengono profitti, potranno evitare l'imposta sugli immobili. Nel decreto Enti locali è stata inserita una norma "segreta", che riguarda la definizione di ente no profit, ma che non vale per il resto degli italiani 

 

 di VALENTINA CONTE


IL GOVERNO, costretto ad accelerare il varo del regolamento che imponga anche alla Chiesa e agli enti no profit, laddove producono utili, di pagare nel 2013 l'Imu, tenta un colpo di mano. Far passare una definizione ad hoc di ciò che non è attività commerciale. Che vale per questi enti, ma non per il resto degli italiani. E che li solleverebbe dal versamento dell'imposta sulle porzioni di immobili ad uso "misto" da cui traggono profitti (cliniche, alberghi, ostelli, mense, sedi varie), con una semplice modifica del loro statuto, da apportare in corsa entro dicembre.

DOSSIER Ecco la Chiesa che non paga  (vedi sotto)

Un rischio grosso, avverte il Consiglio di Stato, perché l'Europa guarda. E la Commissione di Bruxelles potrebbe multare l'Italia per aiuti di Stato illegali e recuperare tali somme "condonate", a partire dal 2006. Un danno che può valere fino a 3 miliardi, considerati gli incassi stimati dal governo (300-500 milioni l'anno) (....)

L'ARTICOLO COMPLETO SU REPUBBLICA IN EDICOLA O REPUBBLICA+



Imu, ecco la Chiesa che non paga. Libere scuole e conventi-albergo

 

A Roma sono 1500 edifici. Un patrimonio immenso, quasi tutto tax free: fu il governo Amato nel '92 a prevedere una lunga lista di esenzioni. Il governo Berlusconi confermò la misura e quello di Prodi stabilì il mancato pagamento per gli edifici adibiti ad attività "non esclusivamente commerciali", aumentando così le zone grigie  

 

di ANNA MARIA LIGUORI e GIOVANNA VITALE


ROMA - Sono millecinquecento gli immobili della chiesa cattolica che, solo a Roma, non pagano l'Ici. Un elenco registrato al catasto e depositato in prefettura, che contiene sia gli edifici esentati per legge, come le 722 parrocchie, sia quelle centinaia di fabbricati intestati ad altrettanti enti, istituti, congregazioni, confraternite, società e opere pie che, pur svolgendo al loro interno attività commerciali, hanno presentato una autocertificazione che li mette al riparo dalla tassazione.

Numeri tuttavia sottostimati rispetto al vasto patrimonio del Vaticano: la Santa Sede, in quanto Stato estero, non è infatti tenuto a comunicare le sue proprietà alle autorità italiane. Ragion per cui nessuno conosce con certezza quanti palazzi possieda e quali attività ospitano.

Un patrimonio immenso, quasi tutto tax-free, che secondo una stima dell'Anci risalente al 2005, avrebbe impedito ai comuni di incassare un gettito Ici compreso tra i 400 e 700 milioni, 20 dei quali soltanto nella capitale. Se ne discute ormai da vent'anni: dal lontano dicembre '92, quando il primo governo Amato introdusse l'imposta comunale sugli immobili prevedendo una lunga lista di esenzioni, fra cui i fabbricati del Vaticano contemplati dai Patti Lateranensi nonché le attività, laiche e religiose, destinate a sanità, assistenza, istruzione, sport e culto. 

Norma che scatenò subito una ridda di contenziosi fino al 2004, allorché una sentenza della Corte di Cassazione stabilì
che le attività "oggettivamente commerciali" dovessero essere soggetti all'Ici. Nel 2005, però, il governo di Silvio Berlusconi ribaltò il verdetto, estendo l'esenzione a tutti gli immobili della Chiesa. Fino al 2006, quando anche l'esecutivo guidato da Romano Prodi ci mise lo zampino, decidendo che dovessere essere tassati solo gli edifici adibiti ad attività "non esclusivamente commerciali".

Una formula che ha contribuito a ingarbugliare la situazione, alimentando le zone grigie. Per richiedere l'esenzione Ici, infatti, basta che all'interno di un immobile trasformato magari in albergo ci sia una cappella. Un caso più diffuso di quanto si immagini, che ha moltiplicato le cause tributarie tra l'amministrazione cittadina e gli enti ecclesiastici

CASE PER FERIE
A Roma, secondo le stime, sono almeno un'ottantina. Gestite da frati, suore, ancelle della carità, missionarie, che spesso hanno trasformato interi palazzi, o anche solo un parte di essi, in alberghi e ostelli. "Un fenomeno", spiega Marco Causi, ex assessore al Bilancio del Campidoglio e ora deputato del Pd, "esploso in occasione del Giubileo del 2000 quando molti istituti religiosi si sono attrezzati per dare ospitalità ai pellegrini". Nell'elenco della prefettura romana ci sono svariati esempi. 

C'è la Casa per ferie delle Ancelle di Maria Immacolata, ai Parioli, che offre camera con bagno e pensione completa a prezzi modici: da 54 a 62 euro. C'è l'Hotel Santa Brigida, nella centralissima piazza Farnese, pubblicizzata anche sul sito di viaggi tripadvisor, e l'Istituto di Suore benedettine di Torre Argentina. A Monteverde, con vista su Villa Pamhili, la brouchure di Villa Maria della Suore salvadoriane si autodefinisce hotel de charme.

SCUOLE
Sono 217 gli istituti religiosi destinati all'istruzione. Dalle materne alle superiori, sono esentati dall'Ici come tutte le scuole pubbliche italiane. Pur chiedendo, spesso, rette piuttosto alte. Alcuni licei superano anche i 7mila euro l'anno e sono gestiti da una costellazione di congregazioni. Si va dagli Highlands Institute dei Legionari di Cristo all'Istituto di Villa Flaminia dei Fratelli delle Scuole cristiane, nato nel '56 da una sede distaccata del famoso San Giuseppe de Merode, l'istituto della Roma bene affacciato su Trinità dei Monti. C'è l'Istituto Massimiliano Massimo all'Eur, retto dai gesuiti all'Eur, dove hanno studiato Mario Draghi e Luca Cordero di Montezemolo, Luigi Abete e Gianni De Gennaro.

CASE DI CURA
Oltre agli ospedali religiosi accreditati dal Servizio Sanitario Nazionale, dal Fatebenefratelli al Campus Biomedico, esenti dall'Ici come i nosocomi pubblici, ci sono svariati edifici gestiti da religiosi che ospitano attività sanitarie, che non avrebbero diritto all'esenzione. La Provincia delle Suore Mercenarie, ad esempio, ha una casa di cura in centro a Roma e ora sta in causa con il Campidoglio. Come pure la Provincia religiosa dei santi apostoli Pietro e Paolo dell'opera di Don Orione, nel cui elegante complesso su via della Camilluccia ha ricavato anche una struttura di riabilitazione a pagamento.

Nessun commento:

Posta un commento