giovedì 1 novembre 2012

Lucida spiegazione di cosa sta facendo il governo Monti alla Scuola Pubblica. La lettera di un insegnante


Da pochissimo abbiamo raccontato - perché i giornali non lo fanno - dell'iniziativa assunta da alcuni insegnanti del Liceo Marconi di Sassari contro le incredibili e insgiutificate prevaricazioni che il governo dei tecnici di Mario Monti sta attuando a danno della Scuola Pubblica. Sappiamo bene che un governo che gode sin dall'inizio (anzi, da prima di nascere: la Chiesa cattolica aveva lavorato in tal senso col presidente Napolitano) dell'appoggio della più grande multinazionale nella storia dell'umanità - la Chiesa Cattolica - debba ovviamente farle tanti bei regalini. Ed ecco allora che il ministro dell'Istruzione e la sua sottosegretaria sono di Comunione e Liberazione (quell'entità che esattamente come la Mafia, la Camorra e la 'Ndrangheta fa affari coi politici che le danno qualcosa in cambio dei voti che essa controlla), miliardi di euro vengono tolti alla Scuola Pubblica e dirottati a quelle procherie delle scuole private (larghissima parte delle quali è in mano appunto a mamma Chiesa e a CL), e poi si gira il coltello nella piaga chiedendo agli insegnanti sacrifici enormi, aumentando il loro orario di lavoro a scuola, mentre intanto le stesse scuole non hanno i soldi per acquistare la carta per le focotopie o la carta igienica.

E' una porcheria, e la cosa che fa più rabbia è che nessuno dei partiti politici né tantomeno lo sciamano Beppe Grillo assumono posizioni di difesa per quella che è l'unica vera fucina della Cultura (non pilotata) e del libero arbitrio (da sempre inviso ai poteri occulti - Chiesa cattolica in primis). So che le mie sono parole forti, ma è una verità che sta sotto gli occhi di tutti. Già la Moratti e la Gelmini segnarono la via, ben spinte dai governi di Sua Emittenza, che proprio nelle proteste e scioperi della Scuola Pubblica ha sempre avuto i suoi più energici contestatori (non l'Ulivo-Margherita-PD o altri). Ora il governo Monti sta dando la spallata definitiva alla cosa più importante per la crescita dei nostri figli. Segue foto dall'ultimo numero dell'Espresso (il n. 44): la lettera di un isegnante che protesta contro questa strage di Cultura (ma anche di Lavoro). Per i pigri, riporto anche il testo, non la risposta della direttrice dell'Espresso, perché ella è una cerchiobottista.



Cara Rossini,
l'aumento proditorio delle ore di lezione dei docenti, da 18 a 24 (vedi Legge di stabilità) parte dall'assunto demagogico che i docenti lavorino solo 18 ore a settimana. Il che è falso. 
E il ricevimento genitori? 
E le riunioni pomeridiane, ben sparse? 
E le pratiche burocratiche (pagelle, registri, relazioni, controlli)? 
E quando un ragazzo, ignorato dai genitori, è in crisi, chi resta a scuola a parlarci? 
E a parlare di lui con i colleghi? 
E, a casa, il migliaio di compiti che mi ritrovo all'anno, si correggono da soli? 
Test e prove sono predisposte per magia? 
E le lezioni, non vanno preparate? Adattate alla singola classe? 
Quanto ci vuole a preparare un'ora di spiegazione? 
Non dovrei mai approfondire? Aggiornarmi? Studiare nuovi testi? 
Si parla di mezzi multimediali: e chi li cerca video e immagini, chi elabora i powerponit? 
E, in ogni caso, un'ora di lezione non è come stare dietro una scrivania! Niente chiacchiere con i colleghi, o al telefono; niente mail o giornale on line, non la pausa caffé; ho di fronte trenta menti diverse, trenta caratteri, trenta individui. 
E' per questo che i nostri colleghi europei hanno le stesse ore di lezione (16,6 è la media); di certo, se rimangono a scuola in più, lo fanno avendo a disposizione un'aula studio, una scrivania, un computer, scaffali ove riporre libri, la mensa gratis (noi ci paghiamo il pasto, se rimaniamo il pomeriggio). 
Io a scuola ho un cassetto e un computer in sala professori, con dieci sedie da dividere in sessanta. 
Basta con i luoghi comuni.

Gianfranco Mosconi, docente al Liceo classico Socrate, Roma

1 commento:

  1. E' tutto vero! Dobbiamo farci sentire, nessuno ascolta le nostre ragioni, nessuno ci supporta, perchè? La cultura evidentemente è scomoda a molti

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