domenica 4 novembre 2012

Le comiche: Sabrina Giannini (Report) considera Di Pietro come Bossi... L'Intervista


Ieri abbiamo fatto due risate (amare) su alcune esternazioni de Il Tribuno (e cioé Alberico Giostra, altro giornalista RAI), oggi ne facciamo altrettante su Sabrina Giannini, la giornalista di Report che ha consegnato a Milena Gabanelli quel servizio televisivo su cui i detrattori di Di Pietro (detrattori come lei, la Giannini) hanno sguazzato con gioia. Nel sito PubblicoGiornale è stata pubblicata un'intervista con foto annessa (eccola, qui sotto, guardatela in faccia) in cui la Giannini mostra bene i propri preconcetti - che ne influenzano il lavoro - e tante altre amenità. Diamogli un'occhiata.

Sabrina Giannini copre il volto, e Boris Sollazzo

L'autore dell'articolo, Boris Sollazzo, si sollazza di gioia nel dare in dotazione alla collega "schiena dritta e voce arrabbiata ma decisa" e si sollazza una seconda volta nell'affermare che quel "servizio" "ha messo la parola fine all’esperienza politica dell’Idv e di Antonio Di Pietro". Contenti loro, per aver quasi perso l'Italia l'unico vero oppositore al governo Berlusconi prima e Monti poi, con gli sfasci che essi hanno causato al paese; forse saranno contenti di aver perso anche il politico che coi Referenda ha bloccato il Legittimo Impedimento, la privatizzazione dell'acqua, il ritorno al nucleare... ma forse no, non sono contenti, penso che anche a loro dispiacerà nel perdere politicamente Di Pietro, perché al solo Vendola non si può accollare la responsabilità di una politica seria (non ha abbastanza voti), e per seria non intendo quella del PD né tanto meno quella di UDC, PDL, Leganord eccetera (e cioé tutti i partiti che si lottizzano da decenni la RAI, influenzandone le attività editoriali; Idv non è mai stato a questo gioco). Ma ognuno la pensa come vuole, siamo in Democrazia, no?

La Giannini dice a Sollazzo che "di Di Pietro, prima, non sapevo nulla, non leggendo certa stampa di destra che, devo ammettere, aveva già rilevato certe opacità." Già, peccato che di opacità non ne esistono, dato che diverse sentenze passate in giudicato hanno esposto gli accertamenti effettuati in processo (che fanno stato a tutti gli effetti), e non le parole di consulenti di parte, quali sono quelli interpellati dalla Giannini (lo sapevate?). Quella stampa di destra da quelle sentenze è stata condannata più volte a pagare risarcimenti di centinaia e centinaia di migliaia di euro per le diffamazioni a mezzo stampa. E poi lo stesso Di Pietro - atti delle sentenze a parte, che sono pubblici (bastava leggerli, Giannini!) - ha pubblicato nel suo sito visure catastali e movimentazioni bancarie, ma la Giannini non ha preso visione di queste cose, a lei sono bastate le consulenze di parte, non quelle disposte dai giudici (e quindi neutrali per definizione).

Andiamo avanti. Per la Gianni l'Idv è il partito con la "più scarsa partecipazione democratica in Italia, almeno fino al 2009, a certi comportamenti che forse non saranno legali ma che di sicuro non rispondono al profilo politico, etico e legale del moralizzatore che si è disegnato addosso e che, peraltro, pretende dagli altri". Che Idv sia stato gestito in maniera "familiare" e gerarchica e che questo sia sbagliato siamo d'accordo: Di Pietro sta nell'area del centro sinistra ma è uomo di destra (diciamo anche: destra giustizialista), però la Giannini nella risposta è volutamente ambigua, perché Di Pietro ascoltando la base (è il leader politico che lo fa di più oggigiorno) ha davvero avviato una ricostruzione del partito in questi ultimi anni, e la "questione morale" beh, l'Idv è l'unico partito che la applica e la pretende davvero. L'UDC, il PD, il PDL, la Leganord sono strapieni di inquisiti, condannati, pregiudicati e (anche) latitanti. Di Pietro quando qualche suo adepto si mette nei guai con la Giustizia, lo rimuove subito dagli incarichi (anche se non lo fa con tutti, invero: vedi quanto succede in Sardegna, dove forse aspetta sentenze definitive) o gli chiede di dimettersi, gli altri partiti invece per i loro compagni di merende votano sempre l'immunità parlamentare oppure depenalizzano i reati scomodi. Sicuramente di questo la Giannini ha tenuto conto, nella sua analisi e simpatia enorme che ha su Di Pietro. Sicuramente.

Bellissima e comica la sparata su Marco Travaglio: "curioso, è riuscito a verificare in un giorno quello che io ho appurato in un duro lavoro di due mesi". Se si sa dove e cosa cercare, è facile: visure catastali (paghi pochi euro, e le hai di chiunque e subito), atti delle sentenze (idem come sopra): è in questi atti e non nelle consulenze di parte che si trovano le verità acclarate secondo diritto. E' tutto lì, a disposizione di tutti, e lo stesso Di Pietro ha pubblicato quanto serve a fare le opportune verifiche. Se la Giannini ci ha messo due mesi a sentire qualche consulente di parte e parlare di fatture strane (ah, le ha pubblicate? non ci risulta: avremmo piacere di vederle, magari la Gabanelli le pretenderà, visto che è una giornalista seria).

"I miei spettatori non hanno colore. Pagano un canone ed è giusto che abbiano un’informazione completa." Appunto, e come mai allora ha intervistato consulenti di parte e non ha parlato degli atti sopra indicati? E' informazione completa questa?

"Si smetta di mettere sullo stesso piano prove certe dei processi e fatti veri che hanno un peso etico e morale. Non mi interessano i proscioglimenti che ha avuto." I "fatti veri" sono quelli accertati con le garanzie del Diritto Processuale Penale: solo là ci sono PM, giudici e agenti della forza pubblica, oltre che consulenti neutri (in quanto nominati dal Giudice) e non di parte; su quanto raccolgono si fanno i dovuti riscontri, e poi in base a questi il Giudice decide per condanna o assoluzione. Non le interessano i proscioglimenti? La Giustizia quindi lavora bene solo se condanna (e non l'ha fatto, ma la Giannini non lo dice) il Di Pietro che sarebbe "come Bossi". Sulla Giustizia non bisogna cambiare opinione a seconda che condanni o meno uno simpatico o antipatico: i Giudici - come recita la Costituzione - sono soggetti soltanto alla Legge. E di certo non alle simpatie o antipatie politiche. Certi discorsi sanno tanto di un modo di pensare la società e l'etica che ha iniziato ad affermarsi in Italia quando Berlusconi è "sceso in campo". Beh, noi siamo scevri da queste cose. E rispettiamo la Magistratura. Se poi un Giudice viene pizzicato e condannato (vedi Squillante, condannato perché corrotto - 500 milioni delle vecchie lire arrivati da un conto Fininvest - nell'interesse di Sua Emittenza nel processo SME), siamo i primi a deplorarlo.

"Bossi ristruttura la casa a Gemonio con i soldi del partito ed è uno scandalo, Di Pietro fa lo stesso – c’è una fattura a testimoniarlo – nella sua casa a Roma a via Merulana e va bene?" Si può vedere questa fattura? Non è che siccome la Giannini ha intervistato consulenti di parte su questa fattura le sono arrivate informazioni diverse dagli accertamenti contenuti nelle sentenze passate in giudicato? Siamo davvero curiosi, perché se è davvero così la pietra in testa a Di Pietro gliela tiriamo anche noi: noi non abbiamo simpatie particolari, o antipatie stile "Di Pietro è come Bossi".

"Questa dichiarazione  (e cioé: la sua casa è stata la sede dell'Idv) che ha fatto a me non trova corrispondenza nelle sue stesse dichiarazioni al magistrato, a cui dice che abita lì dal 2000 e a cui non rivela che è o è stata sede del suo partito. Quindi a qualcuno mente, o a me o al giudice." Quindi un partito non può avere sede, neanche per un minuto secondo, in una abitazione di privati, tantomeno del leader dello stesso partito. Diciamo che ci può essere conflitto di interessi se un leader di partito da' casa sua in affitto, anzi: locazione, al partito e ne prende il canone corrispettivo. Ma è stato condannato per questo? Gradiremmo saperlo. Di sicuro eticamente non è cosa buona, e siamo d'accordo. Ma... condanne per questa cosa ne sono mai arrivate?

"Prende un miliardo d’eredità da un privato che quel lascito glielo assegna per far politica e poi compra con quei soldi degli appartamenti. Chiedete a Chiesa, Paola, Veltri e Ferrara che nel 2001 si autotassarono per fare la campagna elettorale cosa ne pensano. Perché non ha usato quell’eredità per loro?" Bisogna vedere cosa dice esattamente il lascito tesamentario, e soprattutto se era stato fatto a favore della persona Di Pietro o del partito Idv. Se il lascito era per il partito e Di Pietro ne ha disposto per acquisti personali, ovviamente ha sbagliato, e di grosso. Però si è sempre sentito che il lascito era alla persona Di Pietro, e allora, scusate: se vi danno un miliardo di lire, voi qualche immobile non ve lo comprate per conto vostro? Sul fatto che non ha usato quei soldi per quelle campagne elettorali di quei candidati, vale quanto appena detto. Bisogna però anche dire, a onor del vero, che alcuni degli attuali denigratori di Di Pietro, come per sempio Giggino 'O Sindaco De Magistris, hanno avuto per la campagna elettorale fiori di centinaia di migliaia di euro, e come tanti altri candidati Idv: quando c'era da avere questi aiuti e l'appoggio di Di Pietro, erano tutti sorridenti, poi dopo le elezioni si voltava gabbana (vedi quanto successo in Sardegna per mano di una candidata Idv a Oristano, nel pre e dopo elezioni comunali - non per i soldi, sia chiaro, ma per sorrisi, atteggiamenti e parole dolci prima e salate poi).

"Le case comprate a Busto Arsizio nel 1999 sono state sede dell’Idv solo per pochi mesi! E il vice-direttore del Fatto Quotidiano mi oppone che le case sono solo 7 o 8, ma io parlo di 56 proprietà, non immobili." Ma la Giannini sa cosa sono le particelle catastali? Le pertinenze garages-abitazioni? Le stalle in una azienda agricola? Tutte le particelle sono unità catastali a sé, ma mentre le case o i terreni sono grosse, e hanno sì quel gran valore (è un peccato investire i propri risparmi e lasciti così? non lo sapevamo...), le altre particelle sono unità a se stanti ma sono annesse ad essi. Per esempio: se hai una fattoria, e Di Pietro la ha, c'è il terreno, giusto? E gli animali dove li fai dormire, per esempio d'inverno? In una stalla...! E' davvero un peccato capitale avere stalle e garages? E i marciapiedi annessi? Per qualcuno sì, a quanto pare. Bastava guardare (appunto in un giorno) le visure catastali! Ma no: due mesi di indagini ("duro lavoro") con consulenti di parte! Mica atti pubblici. E le particelle sono diventate, in frasi volutamente ambigue, abitazioni.

"E nel servizio rilevo che dopo l’arrivo dei rimborsi elettorali, il cespite dell’ex magistrato è aumentato del 67%". E come? Mica lo dice... lascia solo intendere qualcosa di pazzesco e torbido. Poi, che la la moglie di Di Pietro fosse un avvocato con esperienza (e introiti da parcelle) pluridecennale, che Di Pietro avesse lo stipendio da Magistrato (invero non poca cosa) e poi quello da parlamentare (invero molto alto, come per tutti)... non potevano decidere di investire quei soldi come cavolo volevano? Idem per il lascito testamentario? Idem per quanto ereditato dalle loro famiglie? Idem per quanto riguarda i frutti dell'attività della fattoria di Di Pietro? Ma perché non tenere conto di tutto, prima di sparare sentenze? Ah già: non lo si deve fare, perché "Di Pietro è come Bossi".

Complimenti, vero giornalismo.

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