giovedì 6 dicembre 2012

Cardinale Scola: la furba arretratezza su Stato Laico e libertà religiosa


E poi ci sono quelli che fanno i furbi, e impostano i loro discorsi su basi antigiuridiche, antietiche, antidemocratiche e puramente classiste e medievali, discorsi da Stato Assoluto insomma, e considerano gli individui come imberbi da plagiare e pilotare.

"Pensiamo noi per voi, spegnete il cervello"
Oggi il cardinale Scola (nella foto col suo datore di lavoro attuale) ha perso l'ennesima occasione per evitare di sparare stupidaggini, e ha riproposto alla sua platea tutto quello che sbatte ai bigotti e ai fedeli: tonnellate di prosciutto negli occhi. Il suo discorso lo ha pronunciato davanti al sindaco di Milano Pisapia, e non lo ha fatto a caso: Pisapia, sindaco di SEL, non è certo espressione di Comunione e Liberazione e cioé quella branca della multinazionale Chiesa che riceve appalti gonfiati e fa tanti miliardi di euro a nostre spese - vedi per es. lo scandalo del San Raffaele - la stessa CL che fa affari con gli stessi politici (non Pisapia) che fanno affari con la Mafia, la Ndrangheta e la Camorra, mettendosi quindi al loro livello (ah, ricordiamo che lo IOR ha un consistente pacchetto di azioni in una società che produce e vende armi, tanto per gradire).

All'alto clero e al cardinale Scola piacciono quindi i politici compiacenti, quelli che ubbidiscono, quelli che arricchiscono le casse del clero (vedi, per fare un altro esempio, gli scempi operati a danno della Scuola Pubblica dalla Moratti prima, Gelmini poi, e infine il ministro in carica Profumo, ciellino di ferro, con la sua sottosegretaria all'Istruzione, la Ugolini), quelli che operano in uno Stato religioso (ma solo nel senso cattolico, ovviamente), o meglio: clericale, e non invece Laico (che quindi opera secondo il dettato della Carta Costituzionale, vedi al riguardo l'art.8 riguardante la parità delle confessioni religiose per la Legge italiana).

Il cardinale Scola è furbo, e se ne infischia dell'art.8 della Costituzione e quando parla di Stato Laico intende il "laico" in un senso distorto che niente ha a che spartire con la nostra Carta Costituzionale: per lui lo Stato laico è quello che soffoca la sua confessione religiosa (quando invece in Italia è la Chiesa Cattolica a soffocare l'attività della politica, guidando il paese a un medioevo culturale imbarazzante, anche all'estero). Quando il cardinale Scola parla di Libertà Religiosa, egli la intende di conseguenza in un senso assolutamente distorto.

In Italia, nonostante la Costituzione, le confessioni religiose sono anzi soffocate da quella Cattolica, dati i continui tentativi - quasi sempre andati a buon fine - di distorcere l'operato della politica per garantire i propri scopi e arricchire i propri averi.

Date una lettura ai due articoli (il 7 e l'8, di cui parlavo), e fatevi un'idea di come, formalmente, la Costituzione italiana tratti in una formale parità le confessioni religiose, e riderete amaro, perché sostanzialmente la Chiesa Cattolica è in una posizione di ingiusta (già: il vecchio art. 3 sul Principio di Uguaglianza, che la Chiesa odia) predominanza, anzi: vero e proprio dominio.

Lo Stato Clericale è antiegualitario, lo Stato Laico è egualitario. Lo Stato che vuole la Chiesa (e spesso riesce a pilotare, grazie a gentaglia come Formigoni, Casini e lo stesso governo dei tecnici di Mario Monti e il ministro Profumo) è la negazione dell'Uguaglianza, la negazione del Diritto.

Scola è furbo, e vede che Milano marcia spedita verso una progressiva perdita dell'imbarbarimento in cui aveva vissuto troppo a lungo: la conquista - degna di una vera Società Civile - del Registro delle Coppie di Fatto, e la prossima conquista della disciplina del Testamento Biologico (che realizza il sacrosanto diritto di ogni individuo di decidere autonomamente della sua vita: si chiama Libero Arbitrio, un altro nemico giurato della Chiesa) sono lontane anni luce dall'arretratezza in cui ristagna ancora la Chiesa Cattolica.

E' inaccettabile che in una Società che si presume voglia essere Civile si debba assistere a questi teatrini dell'ignoranza e dell'assurdo. E poi la Chiesa si meraviglia del fatto che tanti giovani (e non solo) si allontanano dal loro Dio.

Ah, quasi dimenticavo; gli ho scritto, con educazione. Non mi ha risposto.

1 commento:

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