venerdì 7 dicembre 2012

Italia ostaggio della speculazione in Borsa


Siamo davvero messi male noi italiani. Il precedente governo Berlusconi, che curò solo gli interessi del despota di Arcore e quelli dei suoi sostenitori altolocati, venne scaricato dal sistema bancario. Proprio così: se Berlusconi si è dimesso è soprattutto perché lo spread arrivò sopra i 500 punti in un amen. Le banche scaricarono il suo governo, ne decretarono la caduta, e prepararono, con l'aiuto di chi in Italia comanda da millenni (la Chiesa) e con la connivenza del presidente Napolitano, l'avvento del loro uomo di fiducia: Mario Monti.

Egli ha mantenuto (e in certi casi aumentato) i privilegi del clero, ha lavorato per arricchire oltremisura le banche, e per fare tutto ciò è andato ad affondare le mani sulle tasche di chi meno conta pur essendo più numeroso: la gente comune.

Ora Berlusconi sente suonare i campanelli d'allarme: le sue ditte sono vicine al tracollo economico, le azioni in Borsa perdono valore, e nei processi attualmente in corso si avvicinano condanne quasi sicure. Sappiamo che egli non andrà in carcere: è troppo anziano per non riuscire ad ottenere i domiciliari, è troppo furbo per non trovare un medico che certifichi qualche stato di malattia grave e incompatibile con la cella, ma soprattutto è stato astutamente previdente e lungimirante, dato che ha sparso nel mondo diverse Hammamet presso cui trovare rifugio in caso di necessità.

A nessuna persona che usi almeno un mezzo grammo di cervello sta bene ch'egli ritorni. Ma stavolta non sta bene neanche al sistema bancario che in passato aveva provato a fidarsi di lui ma poi lo aveva - come detto - scaricato. E allora il sistema bancario reagisce, e l'ARMA della speculazione in Borsa torna a ruggire aggredendo i nostri titoli di Stato. Lo spread risale e il messaggio è chiaro: neanche alle banche piace che torni Berlusconi. Le conseguenze del sempre più vicino tracollo economico, realtà sempre più probabile (anzi diciamo: certa) visto che stiamo cadendo sempre più in basso, sono e saranno ancora sulle nostre spalle.

Ma oggi mi chiedo: il sistema bancario scaricò Berlusconi e per farlo cacciare aggredì l'Italia. Oggi per non riavere Berlusconi l'aggressione riprende. E se alle prossime elezioni dovesse vincere (come pare abbastanza scontato) il Partito Democratico (non si sa ancora con quali alleanze di partito), cosa succederà?

Il vero messaggio del sistema bancario allora non è per Berlusconi, né per noi, ma è per chi vincerà le prossime elezioni, e quindi è per la politica in generale. La minaccia è stata lanciata, e Casini (vero e principale sostenitore di Monti, perché solo con Monti premier l'UDC può contare qualcosina) continua a lavorare per il Monti-bis. E allora quadra tutto: è stato tutto già deciso. Bisogna solo vedere se Bersani e il PD, qualora dovessero vincere le prossime elezioni, avranno le palle per prendersi cura del paese o si caleranno di nuovo le braghe.

Io un'idea di come finirà ce l'ho.

Ah, la sovranità che "appartiene al popolo" (art. 1 Cost.) è morta e sepolta già da tanto tempo.

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