lunedì 30 dicembre 2013

Auguri alla politica italiana per il 2014, e noi?


Voglio fare i miei più cari auguri ai politici che nei partiti o nel movimento imperversano nella tetra palude della politica italiana, e lo voglio fare con quella bella e sana dose di qualunquismo (così anticipo i detrattori de 'sti c....i), dettata da semplici considerazioni.

Auguri alla rinata anzi, mai morta, Forza Italia: il manipolo che sceglie il padrone potente per vivacchiare. Dopo le conferme giudiziarie riguardanti un padrone che cerca in ogni modo di spuntarla con la Giustizia contro ogni regola di buon senso e del Diritto, è facile ridere della condizione invero misera di queste persone, che restano attaccate a questo treno che continua ad andare giù. Sedetevi comodi in carrozza, la discesa non è finita e il botto che sentiremo quando arriverete giù sarà musica celestiale. Auguri anche al padrone, ovviamente: possa il 2014 portare alle condanne che tonnellate di acquisizioni probatorie stanno con ogni probabilità producendo. Il livello più basso in politica il paese l'ha toccato da quando tu, Silvio Berlusconi, sei "sceso in campo". Hai sdoganato ogni forma di delinquenza in politica, e io ti disprezzo con tutto quello che ho dentro.

Auguri a quel che è restato del PDL. Il giudizio è ancora sospeso fra due idee: (1) è tutta una panzana creata ad arte solo per mantenere nel centro destra coloro che oggi si vergognano di aver votato Berlusconi... (2) è tutta una fuga per vergogna, sostenendo un governicchio (quello attuale) per cercare di rifarsi una verginità. E vedremo poi se alle prossime elezioni non sarà creata un'alleanza del centro destra per il paese, anzi: per Berlusconi. Auguri Alfano: non ho mai capito se sei indecifrabile o se è facilissimo "leggerti" (in tal caso ho solo da ridere, per non piangere).

Auguri al PD. Il PD che è partito con l'energia mai esistita di Bersani, ed è stato miracolato da Napolitano con l'imposizione di Letta (gradito a zio). Due persone dal carisma zero. Auguri al PD di Renzi, bravissimo a comunicare nuvole di vapore e con gli occhi del paese addosso. Sarà una fregatura? Sarà l'ultima occasione per il partito? Renzi che doveva rottamare tutto e tutti, si ha creato basi di sostegno anche nei nemici. Ma queste basi reggeranno se vincerà la sfida alle prossime politiche? E' stato impiombato Prodi (due volte quando era presidente del Consiglio, una volta come candidato al Quirinale), chi dice che non possa capitare di nuovo, quindi a Renzi? Renzi: non sei il meglio, sei il meno peggio. Auguri PD, anche tu come il PDL e Forza Italia pieno di gente che ha lottizzato la tv di Stato e le banche, le fondazioni, acchiappando di tutto dappertutto.

Auguri M5S. Hai due capi che possiedono marchio, sito, e quasi tutto quello che fai. Auguri ai "cittadini", alcuni indecenti, altri encomiabili. Smarcatevi il più possibile dalle volgarità del padrone, continuate a studiare come si amministra la cosa pubblica, e per cortesia: una proposta di politica economica e di rivoluzione del Diritto del Lavoro sarebbero gradite, giusto per vedere se è tutto un bluff o no, il vostro ingresso nelle Istituzioni. Quando presentate le liste alle prossime elezioni politiche, diteci chi sarà il candidato presidente: tanta Italia non vi rivoterà senza saperlo, e ciò allora significherà che siete là per governare (e cioé quello che non piace a Casaleggio). Ah: sedersi a un tavolo coi partiti per creare leggi partendo dai punti comuni non è inciucio, ok? E' esercizio del potere democratico. Auguri Grillo: non posso aspettarmi che smettano gli slogan o le parolacce, né che - come avevi detto e non hai mai fatto - "mi ritiro subito dopo le elezioni". Sarebbe bello che l'attività online del Movimento passasse per un sito autonomo dal tuo blog, o altrimenti togli le pubblicità nel tuo blog (chi vuoi prendere per il naso? lo sappiamo dove vanni soldi, e non solo quelli). Lasciali lavorare da soli, i "cittadini". Auguri Casaleggio, e basta menate sulla "democrazia diretta": anche i bambini sanno che è irrealizzabile. Basta teorie del caos e complottismi, grazie. Ah, Grillo: dove sono i ddl per i 1000€ per tutti?

Auguri ai partiti minori. Auguri a SEL, che non conta più niente perché Vendola non ha mai fatto il passo decisivo che tanta gente voleva. Auguri alla Lega: stai sparendo e ti dimenticheremo. Auguri a Scelta Civica: anche tu stai sparendo, e siamo contenti così.

Auguri a Ingroia e Di Pietro: senza il Porcellum avremmo avuto anche voi là dentro e sarebbe stato molto meglio.

Auguri agli italiani. Spero che nel 2014 prima di dare credito alle fanfare vi andiate a documentare per bene (e non per sentito dire). Auguri a tutti quei cretini che online credono a tutto e condividono tutto senza verificare fonti e contenuti. Auguri a chi in rete sa solo insultare: vi piovano addosso denunce e condanne.

E, da agnostico, faccio gli auguri a Papa Francesco: valgono molto più 2 minuti di ogni suo discorso, di tutta la merda che la politica intera ha riversato nel paese e nella testa della gente.

Presidente Napolitano.... basta, grazie

sabato 21 dicembre 2013

Il Movimento 5 Stelle in Sardegna


In rigoroso ordine cronologico metto questi riferimenti di quanto sta succedendo in Sardegna all'interno del M5S. Il motivo è ben chiaro: freqentemente sentiamo menate grandi così sul fare la politica in maniera diversa dal passato, e poi anche nel movimento si scatenano faide tese a . . . leggete voi. Aggiungo solo una cosa: qualche tempo fa avevo scritto (e non solo qui) che se in primavera si fosse votato senza il Porcellum avrei dato il mio voto a un candidato del movimento per il Senato perchè credevo nella persona. Oggi cambio idea, e meno male. Chissà se queste cose sono state risolte. Credo di no: non c'è traccia. Grillo deve mettere a posto questa cosa: c'è brava gente che ci sta provando col cuore a fare qualcosa di utile.


9 SETTEMBRE 2013
Dossier spacca i 5 Stelle sardi: è guerra
Una "lobby" starebbe decidendo in segreto metodi e nomi dei prossimi candidati alle primarie per le elezioni regionali in Sardegna. La base del movimento si ribella e scoppia una vera e propria resa dei conti.
CAGLIARI - C'è aria di elezioni regionali in Sardegna e tra gli attivisti "grillini" è partita la caccia per accapparrarsi un posto nelle liste del Movimento. E' un vero e proprio terremoto quello che in queste ore investe il Movimento 5 Stelle sardo, con le prime richieste di espulsioni. Domenica è apparsa sulla rete la denuncia di alcuni militanti che hanno accusato pubblicamente un ristretto gruppo di appartenenti al movimento di aver firmato un documento riservato e fatto in casa, su nuove regole e candidati per le prossime primarie. Documento attribuito ad Alessandro Polese di Alghero, fondatore di uno dei primi meetup sardi e già candidato senza successo alle elezioni politiche.

Una “lobby” - la definiscono gli attivisti - che starebbe decidendo nomi e liste da inserire sotto il simbolo di Beppe Grillo ma senza nessun coinvolgimento della base. Nel dossier viene spiegato il metodo: la divisione in 8 collegi elettorali (come le vecchie province) nei quali si individuano i gruppi che a loro volta scelgono i candidati. Tra i firmatari del documento che dopo essere stato rintracciato è stato reso pubblico, spiccano i nomi dei consiglieri comunali di Alghero, Quartucciu e Senorbì, Giorgia Distefano, Valerio Mereu e Michele Schirru, e del sindaco di Assemini (l'unico cinque stelle nell'isola) Mario Puddu.

La questione ha scatenato il putiferio sul web dove si chiede l'immediata convocazione di un'assemblea. Il primo è Gian Mario Marongiu: «vorrei essere aiutato a comprendere ed a mettere in chiaro e in trasparenza la "loggia" segreta che opera nel Movimento 5 stelle Sardo che pare si occupi di candidati e candidature pro domo sua» . Le «riunioni parallele» come le chiama Paolo Zandara sono criticate all'unanimità anche se qualcuno è più morbido di altri, come Francesco Giganti: «sono processi di crescita necessari». 


9 SETTEMBRE 2013

Regionali, scontro nel Movimento 5 Stelle

Scontro durissimo nel Movimento 5 Stelle sardo sulla linea di condotta da assumere nella selezione delle candidature per le elezioni regionali. A innescarlo è stato un documento attribuito ad Alessandro Polese, avvocato di Alghero, fondatore di uno dei primi meetup sardi, reso pubblico sulla pagina Facebook “Meetup 5 stelle in Sardegna”  con un post firmato da Gian Mario Marongiu.
Il documento (https://docs.google.com/file/d/0B1zkfK-V95lhU3VvaFBTVkN6Wlk/preview?pli=1) definisce dei criteri per la scelta dei candidati affidandola non in modo esclusivo e prioritario alla Rete ma a una serie di gruppi locali del M5S che vengono elencati uno per uno. I candidati selezionati poi, sempre secondo il ‘regolamento’ illustrato nel documento, avranno il compito di scegliere il candidato governatore.
Alla fine del testo si leggono una serie di nomi che dovrebbero corrispondere a quelli dei firmatari. Ma non ci sono le firme autografe. Solo i nomi. Questi: Giorgia Distefano (consigliere comunale di Alghero), Mario Puddu (sindaco di Assemini, Valerio Mereu (consigliere comunale di Quartucciu), Michele Schirru, consigliere comunale di Senorbi. In un caso non c’è nemmeno il nome ma solo il ruolo istituzionale: “xx consigliere di Sennori“.
Di che si tratta? È la domanda che pone Gian Mario Marongiu nel post che ha aperto il dibattito:  ”Vorrei essere aiutato a comprendere ed a mettere in chiaro e in trasparenza la “LOGGiA” segreta che opera nel Movimento 5 stelle Sardo che pare si occupi di candidati e candidature ‘pro domo sua’ La prima domanda la rivolgo all’ ex candidato Polese e a tutti gli iscritti, attivisti e simpatizzanti che sono stati coinvolti ” nell’affaire lobbistico e privato sulle candidature prossime regionali, Vi dispiace chiarire e informarci?”
Il post ieri sera aveva 29 mi piace e ben 326 commenti, oggi i ‘like’ sono diventati 37 e i commenti 543. Un dibattito serrato, molto polemico a volte. Nel quale da un certo momento in poi interviene la senatrice Emanuela Serra che, a quanto pare, ha appreso dell’esistenza del documento dal post di Marongiu. E non ne condivide il contenuto: “Il documento – scrive la senatrice – per come è stato redatto contravviene a tutto ciò che in questi anni ci siamo impegnati a combattere”.
Ma qual è la natura del documento? Pare trattarsi di una proposta, di un’ipotesi, che ha cominciato a circolare il 21 agosto. Il chiarimento non arriva dai presunti estensori (non risultano al momento loro commenti o precisazioni) ma da un militante di Senorbì, Michele Schirru. Che scrive: “…parlo a nome dell’Associazione 5 stelle di Senorbì e non a titolo personale… Noi abbiamo realmente ricevuto ed avuto modo di vedere e analizzare quel documento, anche se differiva leggermente dallo stesso pubblicato. In ogni caso, quello che vedete non è niente di ufficiale e ancor di più, massonico. Si trattava di una proposta che ci è stata presentata e tale è rimasta. Di fatto mai nulla si è concretizzato e mai nulla, né io né il gruppo, abbiamo autorizzato o sottoscritto”.
Nel pomeriggio di oggi, una nota di Giorgia Distefano. “Si precisa che il documento pubblicato in questi giorni in rete (e che è una delle numerose versioni circolate nelle ultime settimane) e ripreso dai giornali, costituisce una base embrionale di lavoro che le liste certificate presenti in Sardegna avrebbero dovuto condividere al loro interno non appena ci fosse stato un accordo di massima sul testo e, successivamente, col resto dei gruppi locali aderenti al Movimento. Non essendoci stata fino ad ora condivisione sul testo da proporre, tale bozza (che non reca la firma di alcuno) è stata accantonata. Le polemiche, gli insulti e gli attacchi pretestuosi di questi giorni contro una proposta assolutamente legittima e democratica, dimostrano il nervosismo di coloro i quali temono forse una selezione severa e preferirebbero primarie aperte a qualunque profittatore. Esprimiamo quindi tutta la nostra preoccupazione per una situazione rissosa e inconcludente che sta gravemente danneggiando il Movimento in Sardegna”. 
Emerge in ogni caso il vero nodo politico. Sono molti i militanti preoccupati per il ritardo nella preparazione delle elezioni regionali. Ma sono forse di più quelli che temono che l’appuntamento elettorale scateni un assalto alle poltrone. E il documento incriminato ha fatto emergere queste tensioni e preoccupazioni. Vi si legge tra l’altro: “Entro poche settimane le coalizioni di centrosinistra e centrodestra, fatte le rispettive primarie, saranno pronte per le elezioni e potrebbero decidere di sciogliere anzitempo il Consiglio regionale, sapendo che il Movimento è in gravissimo ritardo”. Quindi la lunga e complicatissima esposizione del regolamento per la selezione dei candidati.
L’ultimo incontro regionale del Movimento 5 Stelle si è tenuto a Laconi lo scorso 31 agosto. Vi hanno partecipato circa 200 militanti e una folta delegazione di parlamentari eletti sia in Sardegna, sia sul Continente. Tra i temi trattati, anche quello delle Regionali, con la conferma della decisione di “andare da soli”. Ma in quell’occasione mai è emerso – almeno per quanto attiene al dibattito pubblico – il documento del 21 agosto, che pure aveva cominciato a circolare dieci giorni prima. Circostanza che ha accresciuto le tensioni e i sospetti.


10 SETTEMBRE 2013
Primarie o “sanguinarie”? È guerra tra i grillini
Il documento circolato nel web sulla scelta dei candidati alimenta le polemiche I presunti sottoscrittori si difendono: è solo una bozza, non l’abbiamo firmato 
SASSARI. C’è chi le chiama già le sanguinarie e chi chiede a gran voce l’espulsione di quanti starebbero tramando contro trasparenza e democrazia. Oggetto: le primarie (sanguinarie) interne al Movimento 5 Stelle in vista delle Regionali del 2014 e il documento-regolamento datato 21 agosto, attribuito all’esponente algherese di M5S Alessandro Polese e fatto circolare domenica sul web dall’attivista gallurese Gian Mario Marongiu. Tra i grillini il caso è esploso in un attimo e si è portato dietro veleni e scambio di accuse reciproche all’interno di un movimento che sembra navigare in acque piuttosto agitate.
Le accuse. Gli attivisti contestano il progetto di affidare a un gruppo di persone (le liste certificate) il compito di decidere come saranno individuati i candidati. E poco interessa se, nel documento, c’è scritto che gli stessi candidati saranno selezionati attraverso procedure interne “trasparenti e partecipate”. Non basta, dicono su Facebook i grillini, contestando la segretezza del documento, la mancata condivisione della proposta (non se n’è parlato neanche a Laconi il 31 agosto durante l’incontro regionale) e la possibilità che qualcuno sia escluso da una competizione che deve essere aperta a tutti attraverso la Rete.
Il documento. Tre pagine e mezzo, in testa i nomi dei rappresentanti delle 5 liste certificate. Si tratta di Giorgia Di Stefano (Alghero), Mario Puddu (Assemini), poi Valerio Mereu (Quartucciu): errore, perché il consigliere di Quartucciu non è Mereu ma Bruno Flavio Martingano. Infine un consigliere senza nome di Senorbì (dovrebbe trattarsi di Michele Schirru) e di Sennori (l’esponente del M5S è Antonio Piu). Tra le regole, quelle che provocano probabilmente le maggiori tensioni sono le prime due: essere iscritto e certificato al blog nazionale da prima del 31 dicembre 2012e avere svolto almeno nell’ultimo anno attività documentabile a favore del Movimento in maniera continuativa. Poi, alla fine, l’elenco dei presunti sottoscrittori del documento, i tre citati più i due consiglieri anonimi. Ma neppure una controfirma per dare la prova che si tratta di un documento definitivo e condiviso.
I presunti autori e sottoscrittori. Alessandro Polese, considerato l’autore del documento, non risponde al telefono. Già candidato alle ultime comunali di Alghero, esponente storico del Movimento, sceglie il silenzio. Parlano, invece, alcuni dei presunti sottoscrittori, accusati da un folto gruppo di attivisti di avere tradito i principi del Movimento. DiceMario Puddu, da pochi mesi sindaco di Assemini: «Quel documento l’ho ricevuto ma non l’ho sottoscritto. Aspettavo di parlarne con il gruppo di Assemini, qualsiasi decisione sarebbe stata presa tutti insieme. Ma un elemento è fondamentale: le regole nazionali dicono che è questa la procedura da seguire? Oppure no? Deve essere Grillo a dirci come devono essere individuati i candidati alle Regionali e chi correrà per la presidenza». Ad ogni modo, Puddu non boccia il documento: «È in parte condivisibile, perché garantisce trasparenza e allo stesso tempo tutela gli attivisti di lungo corso. Ci sarebbe infatti da discutere sull’opportunità che anche gli ultimi arrivati possano essere candidati». Anche Giorgia Di Stefano, consigliere comunale 5 Stelle ad Alghero, precisa che il documento oggetto della discordia «è solo una bozza, una delle tante circolate in questi giorni. Infatti non è corredata da alcuna firma perché non è stato raggiunto tra le liste certificate l’accordo di massima sul testo». La Di Stefano va oltre: «Si tratta di una proposta legittima e democratica, includente e non escludente come dice chi teme forse una selezione severa che non farebbe il gioco di quanti vogliono le primarie aperte a qualunque approfittatore».
Guerre fratricide. Michele Schirru, consigliere comunale di Senorbì, non ci va leggero. A nome dell’Associazione 5 Stelle di Senorbì conferma di avere ricevuto e analizzato la bozza. E rilancia: «Riteniamo che solo i gruppi locali possano esprimere al meglio le candidature. Sono loro che conoscono e si possono fidare del proprio candidato». Anche perché il calendario corre: «Premesso che siamo a settembre, dov’è il programma? Nelle assemblee regionali abbiamo assistito a lotte tra fazioni, a guerre fratricide. Le elezioni sono ufficialmente a febbraio, ma chi dice che la giunta non cada e si vada a votare fra 30 giorni?». Non c’è tempo da perdere, dunque. Ma la sensazione è che l’accordo non sia dietro l’angolo.


1 NOVEMBRE 2013
Grillini a caccia di candidature. Cortocircuito a 5 Stelle nell´Isola
Botte da orbi in Sardegna per accaparrarsi una candidatura alle prossime regionali. Grillini spaccati in più fazioni. Da una parte gli stellati, dall´altra la base

SASSARI - «In relazione alle presunte candidature online e erroneamente riferibili al MoVimento 5 Stelle, si specifica che l’unica piattaforma certificata per proporre la propria candidatura è il Blog di Beppe Grillo. Si ribadisce che attualmente non esiste nessun MoVimento 5 Stelle Sardegna nè nessun gruppo autorizzato a proporre “road map” come erroneamente indicato dalla stampa. Nessun gruppo o meetup è altresì autorizzato a sostituirsi allo staff e/o richiedere dati personali di candidati a nessun titolo».
Ecco il comunicato apparso online e riferibile agli stellati. E' caos nella galassia grillina per accaparrarsi una candidatura in vista delle elezioni regionali in Sardegna. Così l'establishment non riconosce le candidature avanzate in queste ore dalla base del partito (molti i noni noti come quello del sassarese Migaleddu) [GUARDA LA LISTA COMPLETA].
Si ripropone così il grande scontro che ha già in passato animato il popolo sardo di Beppe Grillo: Da una parte gli attivisti che si sono riuniti in queste settimane a Tramatza (Oristano) per costruire un programma e una lista - con ruoli più o meno istituzionali - tra i quali i consiglieri comunali di Alghero, Quartucciu e Senorbì, Giorgia Distefano, Valerio Mereu e Michele Schirru, e del sindaco di Assemini (l'unico cinque stelle nell'isola) Mario Puddu, ma anche l'algherese Alessandro Polese [LEGGI], dall’altra coloro che hanno già deciso che sarà la rete, con le primarie regionali sul web, a scegliere i candidati.

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E poi vi linko 3 discussioni che si trovano nel Forum del Movimento, molto interessanti. Prestate attenzione anche ai commenti. Aggiungo gli screenshot. Così se "spariscono"...


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25 SETTEMBRE 2013

Il moVimento e le associazioni in Sardegna

È ormai diverso tempo che osservo con stupore e sconcerto uno strano fenomeno che sta avvenendo tra gli attivisti e aderenti al moVimento 5 stelle in Sardegna. Ero convinto di essere in un movimento che ...vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi... invece nella nostra isola prolificano le ... associazioni 5 stelle. Che senso ha? Possibile che di queste associazioni siano nascosti statuto ed aderenti ? Ogni associazione chiaramente ha i suoi presidenti, segretari, tesorieri. Addirittura associazioni diverse, in diversi comuni, hanno lo stesso gruppo dirigente (?). Qualcuna di queste, il suo presidente, pretende di rappresentare il moVimento nel suo comune(??). Strumenti di lavoro, tale dovrebbe essere un meetup, che eleggono i "portavoce"( come i Verdi :) ) e pretendono anche loro di rappresentare il M5S nel territorio (???) . È tutto vero, non siamo su scherzi a parte, una domanda sorge spontanea : ma hanno letto il "Non Statuto", hanno capito cosa è il moVimento ? Che significato possa avere tutto questo in un moVimento che in Sardegna è in crescita vertiginosa lo potete immaginare . Resto comunque fiducioso: la crescita esponenziale del numero dei militanti del M5S in Sardegna porterà all'esplosione di queste forme partitiche all'interno del movimento. Basterà che per le prossime elezioni regionali i candidati alle primarie on-line possano essere tutti gli aderenti certificati che se la sentano, magari a una certa data, come è logico che sia nel M5S, e non venire indicati dalle associazioni varie come secondo loro ( le associazioni :) ). Naturalmente per le primarie ci sia la preferenza unica per smantellare le varie cordate :). Resta comunque l'incoerenza evidente di un moderno moVimento che vuole essere una "Leaderless organization" e poi nel territorio si ritrova presidenti, portavoce, addetti-stampa e chi più ne ha più ne metta. Limiti di crescita e incoerenza giovanile ne sono sicuro, col tempo capiranno e diventeranno Lederless :)







23 NOVEMBRE 2013

M5S IN SARDEGNA. ILLUSIONI E DISILLUSIONI. CHE FARE?

I giorni scorsi l'Onorevole Senatore Cotti ha preannunciato che "da venerdì 22 novembre sarà operativo l'ufficio cagliaritano del sottoscritto portavoce al Senato Roberto Cotti" che sarà anche la sede della sua associazione, "la riunione e l'inaugurazione non saranno aperti a tutti" (l'italiano non è il mio ma del Senatore), "l'invito non è estensibile ad altri", "il rinfresco sarà dalle ore 21 alle ore 24". Un primo rilievo attiene all'assoluta assenza di sobrietà e di buon gusto. In una terra martoriata da un'endemica disoccupazione che raggiunge i più alti picchi a livello nazionale, mi chiedo cosa ci sia da festeggiare e beoziare. Ma vi è di più: il Senatore Cotti non ferma i suoi brindisi e bagordi, neppure in un momento in cui l'alluvione ha causato 16 morti e tutto il territorio piange per la devastazione, per l'evento funesto che ci unisce tutti nel dolore e nella gara di solidarietà. Ciò è rivoltante. Mi chiedo e vi chiedo, il Senatore Cotti è 5 Stelle? Io mi vergogno di lui da sardo e da 5 Stelle. Secondo rilievo: i nostri soldi vengono usati per i suoi brindisi? Perché non conferirli nel Fondo? Terzo problema, forse il più importante: stiamo diventando un partito? Il parlamentare inaugura il suo ufficio elettorale territoriale, a far che? A ricevere i cittadini per raccomandazioni di democristiana memoria, oppure organizzare suoi adepti in funzione elettorale tipo PD? A me sembra che l'Onorevole Senatore Cotti non sia 5 Stelle. Non sfugge infine che Cotti partecipi e sia uomo di punta della lista Tramatza, setta di iniziati che sventola purezza 5 Stelle, ma che già ad agosto, senza una riga di programma aveva redatto il c.d. documento Polese che prevedeva la spartizione delle candidature sulla falsariga del manuale Cencelli. Prude loro il culo dalla fretta di piazzarlo nella poltrona. L'inaugurazione della sede sarà la sezione elettorale della lista Tramatza, composta da assistenti dei portavoce, ex assistenti, persone del cerchio magico e appartenenti all'associazione di Cotti? Perché Cotti, senatore, si ingerisce nella formazione delle liste regionali? Perché tutti gli altri portavoce affermano che sia vietato e lui prosegue imperterrito creando divisione, disorientamento e sconcerto fra i cittadini? Questa lista, mentre tutta la base del Movimento si prodiga nell'opera di soccorso e solidarietà nei territori alluvionati si riunisce a Tramatza per parlare di candidature e di poltrone. Nessuno li sconfessa? Mi chiedo tutto ciò è 5 Stelle? Il giorno prima dell'assemblea del 17/11 è stato pubblicato un P.S. di Beppe Grillo che chiariva che l'iniziativa non era riconducibile al M5S, perché non è apparso ora identico P.S.? Si è già scelta una linea? Si vuole calare una lista certificata dall'alto del potere dei portavoce, e che portavoce!? Posto che, questa è la mia impressione, nessuno di noi ha intenzione di tirare la carretta per i vari Monni, Ruscetta, Polese, Atzeni....dobbiamo ancora lavorare al programma e diffonderlo nel territorio, oppure tirare i remi in barca? Mi ero illuso che fosse possibile una rivoluzione democratica dal basso, innervata dal principio uno vale uno, è davvero così? Che fare? Per il momento, visto che siamo iscritti certificati e crediamo nel Movimento io propongo che venga espulso il Senatore Cotti. 



24 NOVEMBRE 2013

M5S Sardegna: Abuso del SIMBOLO, del Non-Statuto e dei contatti

Ciao a tutti, volevo fare la proposta di contenimento di certi personaggi che in Sardegna hanno causato una situazione insostenibile. Praticamente un anno fa l'Associazione Cagliari 5 Stelle di Alessandro Polese, Gianfranco Calabrò, Giuseppe Monni, Roberto De Santis, Dafni Ruscetta, Emanuela Corda, Andrea Vallascas, Paola Pinna e Ivan Botticini (tutti dentro la stessa associazione locale, guarda un pò... e possiede 3 deputati parlamentari), fondò (fondarono) l'Assemblea Regionale. Ovvero tutti i vari gruppi regionali che li aiutarono alla vittoria delle politiche e comunque quelli che si erano attivati nel territorio vennero contattati e inclusi e invitati alla partecipazione di quest'assemblea. Lo scopo era cominciare a parlarsi e relazionarsi per portare avanti un lavoro condiviso e in spirito 5 stelle con continuità regionale, con tutte le interazioni del caso. Potete vederla come volete ma è normale cercare di pensare anche all'aspetto collettivo ed unirsi per avanzare un discorso politico regionale legato al M5S, movimento in cui tutti crediamo e vogliamo appunto confluire e aiutare come finora è stato fatto, proprio per portare i cittadini e i loro programmi nelle istituzioni. Che succede? Quell'assemblea che avevano fatto possedeva un regolamento, che limitava le votazioni ad un certo tipo di iscritti dopo una procedura regolamentata, più tanti altri difetti in chiave vecchiotta, un pò incompatibile con l'uno vale uno. Dopo qualche mese e un paio di riunioni arriva così tanta gente che si accorge che potevano votare e deliberare solo alcuni che possedevano un cartellino. Dopo quella molto discussa riunione la moderazione passò a Nuoro e si decise di cambiare ed aggiustare il regolamento. Dopo aver fatto tante proposte, averle discusse e valutate nell'assemblea del 22 Giugno a Nuoro si vota il nuovo regolamento e si stabiliscono le piattaforme da usare, tutto con voto palese a maggioranza. L'Associazione di Cagliari a questo punto vedendo che non aveva più il controllo sull'A.R. e non aveva più controllo sui gruppi locali sparpagliati ha deciso di telefonare e contattare (come Monni fece con noi di Nuoro, chiedendoci nomi da candidare già da Giugno-Luglio) alcune persone dei vari gruppi con cui erano in contatto, specialmente gli organizer dei Meetup ed altri a loro vicini, fino a causare spaccamenti, convincendo alcuni membri nei gruppi, attribuibili a metodi di 'cooptazione' sulla base delle promesse di candidatura. Infatti qui si può trovare il documento 'Polese' dove è evidente la spartizione della torta con gruppi anche inesistenti e tutti coloro che erano vicini a loro, usando sempre nomi altisonanti come liste certificate che, sappiamo non esistere più una volta passate le elezioni. Alcuni altri sono stati inclusi in quel documento come premio di consolazione con miseri numeri, giusto perché era troppo vergognoso negarne l'esistenza, essendo gruppi storici. Altri invece sono stati proprio esclusi, forse per antipatie proprio con i fornitori di nomi di questa lista (https://docs.google.com/file/d/0B1zkfK-V95lhU3VvaFBTVkN6Wlk/edit?pli=1). Questo link vi mostra il documento che da giugno stavano preparando ed è venuto fuori solo il 22 Agosto. In ogni caso vanno avanti e organizzano una riunione segreta a Tramatza, forse più di una, ma una in particolare in concomitanza con quella dell'A.R. a Olbia, dove vi partecipano complessivamente 37 persone provenienti da quasi tutta la Sardegna. Telefonano durante la riunione a Beppe Grillo e lo fanno parlare e incitare di modo che tutti credano che Grillo è con loro. Non escludo nemmeno che lo sia vista la tecnica delle telefonate, amicizie e della cooptazione esclusiva che portano avanti, chissà che versione hanno raccontato a Beppe e staff con cui sono in contatto, ma preferisco non affrontare questo aspetto. Dopo quella riunione ne fanno un'altra e fregiandosi del simbolo ufficiale che mai hanno nascosto nell'usare e abusare e in cui si proclamano ufficiali e unici detentori del nome del movimento 5 stelle in sardegna che si trova nel loro sito: www.sardegna5stelle.it che porta il simbolo abusivamente, in cui compaiono proclami di riunioni ad invito, esclusive, sempre usando il simbolo, in cui viene richiesta un'ulteriore iscrizione. Mandano comunicati stampa ai giornali dal loro ufficio stampa (che nei giornali viene fatto passare come ufficio stampa del m5s in sardegna) contro l'Assemblea Regionale degli attivisti dove ancora vi partecipano più di 300 persone. Da quesgli articoli poi è scoppiato tutto il casino nei media, è nato il fantomatico 'caso Sardegna', la famosa 'spaccatura' e che sta rovinando letteralmente il M5S agli occhi dei semplici elettori simpatizzanti non attivisti. Questo è un abuso, queste persone sfruttano il fatto di avere 3 deputati che fanno scrivere nel loro sito e collegano il loro sito a quelli personali dei deputati, facendosi così pubblicità e abusando di una legittimità autoreferenziale. Questi abusi devono finire, si sta usando anche la stampa per fare un casino nero e molti attivisti sono già delusi, pagheremo tutto questo nei risultati elettorali. Serve adesso un messaggio chiaro e rapido per salvare in corner la situazione e poter fare una sana, collettiva e condivisa campagna elettorale come vorrebbero fare i 3-400 attivisti dell'assemblea regionale. Dobbiamo mostrare quanto di condiviso è stato fatto, quanto male a tutti i gruppi ha fatto quell'associazione Cagliaritana che ha l'unico merito di essersi solo fiondata per prima quando ha sentito l'odore delle poltrone. Fra i cittadini quei parlamentari non si vedono, non portano le nostre istanze, non ci ascoltano e parlano a sproposito strumentalizzando tragedie per mettersi in mostra. Basta con i propositi personalistici, io sono indignato! Chiedo che tutti i nomi che ho fatto all'inizio di questo post venga tolta la possibilità di affiancare il loro nome al M5S. Grazie per la pazienza, saluti a tutti, Mario



venerdì 20 dicembre 2013

Minacce della mafia a Di Matteo. Travaglio svergogna Scalfari e Napolitano


Il Marco Travaglio che piace. Quello duro contro la criminalità organizzata e contro chi non si schiera apertamente contro di essa. Napolitano e Scalfari stanno facendo vergognare gli italiani per come si stanno atteggiando di fronte alle minacce di morte di quel delinquente di Totò Riina (che è in carcere, che bello!) e per come stanno prendendo a pesci in faccia le indagini prima e ora il processo sulla trattativa Stato-Mafia. Il loro atteggiamento a me non sembra dettato dalla paura, ma da bel altro.

Ascoltate bene queste parole. Io do la mia soldiarietà alla Spinelli: avere un direttore come lo Scalfari attuale è davvero dura, durissima, e anche agghiacciante.




domenica 15 dicembre 2013

Restitution Day e quei 42 milioni che manco c'erano


Ricordate la festa del Restitution Day?

Una grande festa con un mega assegno con cui circa 1 milione (Camera) e mezzo milione (Senato) di soldi pubblici "spettanti al M5S" per i primi due mesi e mezzo di lavoro venivano dallo stesso restituiti all'Italia in pompa manga oooops, scusate: magna. "Il Movimento ha già rinunciato a 42 milioni di euro!", aggiungeva Riccardo Nuti (quello che ha pubblicato l'indirizzo di casa del collega Faraone su Facebook).

Ecco: focalizziamo l'attenzione sui rimborsi elettorali.

SEL ha voluto vederci chiaro. Ecco la sua interrogazione del 14 ottobre:

"Chiede di sapere se Grillo e il Movimento 5 stelle ha restituito 42 milioni di euro di rimborsi elettorali, se gli stessi abbiano mai rispettato la legge che predispone il diritto ai rimborsi ai sensi della legge n. 96 del 2012 al fine poi di poter incassare ed eventualmente restituire la somma percepita, posto che la legge obbliga le forze politiche a depositare alle camere la dichiarazione dei redditi del tesoriere (in questo caso Grillo), il bilancio del M5s e in allegato lo statuto che contenga le caratteristiche conformi ai principi democratici nella vita interna, con particolare riguardo al rispetto delle minoranze e ai diritti degli iscritti. Ai sensi della legge tutto quanto va presentato entro 45 giorni dalla data dello svolgimento delle elezioni, pena la perdita del diritto".

Il Presidente del Senato il 18 ottobre rispondendo a questa interrogazione di SEL sulla trasparenza dei conti del M5S, evidenzia al di là di ogni dubbio mettendo nero su bianco la questione dei rimborsi elettorali. Per "restituire" dei soldi, bisogna averli prima presi e il partito di Casaleggio NON ne ha mai avuto diritto. Per averne diritto avrebbe dovuto presentare un regolare statuto, cosa che NON ha mai fatto, pur avendocelo. Le ragioni di questa mancanza possono essere diverse, una su tutte è la palese contraddizione dello Statuto originale con la loro politica, tant'è che nel documento originale si parla chiaramente di "assenza di vincolo di mandato".


Come puoi rinunciare a una cosa che non hai manco il diritto di percepire?
 
Qualche riferimento
Anche qui.

Se una cosa del genere l'avesse fatta il PDpiùElleoMenoElleEcceteraNonSo, Messora avrebbe fatto un video con colonna sonora cavernosa e invocando complotti ai danni del paese, Grillo avrebbe scritto un post nel blog urlando improperi agli zombies che imbrogliano l'elettorato, tanta gente avrebbe reagito in rete con la consueta mitragliata di insulti e il Fatto Quotidiano avrebbe titolato in prima pagina urlando allo scandalo.

E invece? Silenzio.

Fate voi.

sabato 14 dicembre 2013

Fondi di garanzia per le imprese e Indagini giudiziarie sulle Regioni. Due idee.



Amici, leggendo il Fatto Quotidiano di oggi mi sono imbattuto in due articoli che mi hanno fatto scattare la molla, pertanto ho due idee da proporvi.

Il primo articolo riguarda una proposta dei parlamentari del M5S i quali vorrebbero devolvere a sostegno della microimprenditorialità il totale del cosiddetto "Restitution day". "Ma non ci sono le norme attuative", dicono. La questione pare come una palla lanciata al Governo, che non ha ancora disposto in merito. Il Fatto Quotidiano a luglio raccontava della festa e del mega assegno con cui i Deputati e Senatori del M5S "restituivano" allo Stato 1,5 milioni di euro. Da quello che leggiamo oggi la restituzione invece non c'è stata, perché altrimenti non si sarebbe reso necessario di inserire nel Decreto "del fare" questa disposizione che viene chiesta oggi, e che personalmente apprezzo molto.

La soluzione alla vertenza credo sia semplicissima. E quindi, per dimostrare che questa bella richiesta non è stata avanzata allo scopo di mettere in difficoltà il Governo, e quindi si vuole davvero dimostrare che quei soldi li si vuole dirottare a questo Fondo, è più semplice (se il Fondo non esiste già: questo non è chiarito nell'articolo del Fatto) costituire una Fondazione che gestisca un Fondo di questo tipo, e versare direttamente in esso tali somme, a titolo di Donazione. Dato che fra i Deputati e Senatori pentastellati ci sono diversi avvocati e il Diritto è il pane del loro lavoro quotidiano... se il Fondo esiste già basta fare la Donazione allo stesso. Se non esiste, basta crearlo facendo nascere una Fondazione apposita. Fra l'altro l'atto di donazione potrà essere pubblicato su Internet così che tutti possano vedere che l'iniziativa non è una fandonia, e copia dello stesso servirà ai Deputati e Senatori per dimostrare al Fisco lo spostamento di quei soldi. Quindi: accetta tutta la diaria e versa la differenza con l'atto di Donazione, cosa che qualunque parlamentare può fare anche più volte e non solo per queli milione e mezzo di cui si parla.
 
Il secondo articolo invece riguarda il boom delle indagini da parte della Giustizia sulle Regioni. Anche qui è scattata la molla, soprattutto dopo aver letto le solite frasi ad effetto (che girano da un po' di tempo): "aboliamo le Regioni e lasciamo le Province", "no, aboliamo le Province", "aboliamo tutto e lasciamo i Comuni" ecc.

Tutti hanno la facile soluzione in tasca, quella istintiva di chi non riflette su una cosa: gli enti locali sono stati creati per l'amministrazione dei territori di rispettiva competenza. Cancellare tutto allora cosa produce? L'ingovernabilità dei servizi locali! I forcaioli di oggi, gli stessi che ieri se ne infischiavano di tutto e oggi invece sono esperti di tutto e hanno la soluzione per tutto, non hanno mica pensato a cosa servono questi enti.

Ora, anche io credo che gli enti locali vadano ridimensionati. Mi trovo d'accordo con la eliminazione delle Province, le cui competenze possono essere assegnate e divise fra Comuni e Regioni, con corrispettivo carico dei dipendenti delle stesse (se paghiamo le tasse, i soldi per i loro stipendi ci sono, ma abbiamo il risparmio sugli stipendi degli eletti, azi nominati dei partiti e gruppi politici - niente poltrone ai politici = soldi guadagnati).

Credo quindi che la soluzione forcaiola del cancellare orgasmico non sia quella giusta, e io avanzo la mia, tutta a livello giudiziario. Ci sono stati politici che hanno "rubato"? Ok, allora, semplicemente:

1. Impossibilità di ottenere giudizio abbreviato (e quindi niente sconto di pena).
2. In caso di rinvio a giudizio: sospensione immediata e automatica dal pubblico ufficio fino a sentenza.
3. Vincolo immediato di indisponibilità sul patrimonio imposto a chi è rinviato a giudizio e al coniuge in comunione di beni, in attesa di sentenza.
4. Inasprimento delle pene e impossibilità di ottenere misure alternative alla detenzione.
5. Quando la condanna passa in giudicato: interdizione assoluta (a vita) dai pubblici uffici, anche in caso di condanna lieve (se hai rubato gestendo la res publica, non sei più affidabile); interdizione dal ricoprire ruoli di amministrazione in società.
6. Per le cifre di ladrocinio accertate: in caso di mancata restituzione da parte del condannato, confisca dei beni (già vincolati) e vendita in aste giudiziarie per ripianare quanto sottratto.

Facile, no? Mettili dentro e toccagli portafoglio: con questa premessa uno prima di rubare ci pensa bene, molto bene.

Che ne dite?

Sciopero del 9/12: lettera aperta all’italiano medio


da: TAGLI / di Luca Romano

Caro italiano medio, parliamoci un attimo. Nel 2004 io avevo 16 anni, e leggevo La Stampa, e occasionalmente La Repubblica (il Fatto Quotidiano non c’era ancora); tu guardavi il Grande Fratello. Io parlavo dei problemi del conflitto di interessi, tu parlavi di calcio e gnocca. 

Tra la fine del 2005 e l’inizio del 2006, io denunciavo il fatto che la Legge ex-Cirielli era una porcata, che avrebbe significato impunità per migliaia di evasori fiscali, corrotti e corruttori, a danno dello Stato. E tu? “Minchia oh, Calciopoli, Moggi, juve ladra“.

Nel 2006 io dicevo che votare era importante, perché non erano tutti uguali. Tu dicevi “ma sì, tanto è tutto un magna magna“. Ci sono stati i mondiali di calcio, e abbiamo gioito assieme, perché non è che mi piaccia solo fare il menagramo, ma il disastro era dietro l’angolo.

Nel 2008 Berlusconi ha vinto le elezioni, e tu dicevi ma sì, tanto non è peggio degli altri. Io ti dicevo che Berlusconi era amico di Mangano, Dell’Utri, Putin, Nazarbayev, Previti, che aveva processi per corruzione, frode fiscale, finanziamento illecito ai partiti, falso in bilancio, e l’elenco è lungoTu rispondevi: “E allora, D’Alema che ha lo Yacht?”
Uno è un condannato in via definitiva. 
L’altro ha uno yacht. Tutti uguali?

Nel 2009 io manifestavo contro la riforma Gelmini, dicendo che avrebbe tolto il futuro all’Italia, e tu dicevi “Eh, tanto siete i soliti fancazzisti che non hanno voglia di studiare, i veri studenti sono sui libri, non in piazza“.

Nel 2010 venne fuori il Bunga Bunga, e tu lì ti sei diviso, perché da una parte c’erano quelli che “Ommioddio, Berlusconi è un pervertito maniaco sessuale!!” e dall’altra quelli che “Be’ dai, chi non vorrebbe avere anche lui quelle donne?” Io ero quello che diceva che il problema era un altro: era la ricattabilità, la concussione della telefonata in questura.

Nel 2011 (ri)cominciava la crisi, dopo i prodromi del 2008, e tu cascavi dal pero. Io mi battevo per andare alle elezioni, ma tu eri in quell’80% di persone che avevano fiducia in Napolitano e nel governo Monti, perché fidarsi incondizionatamente è molto più facile che ragionare e criticare.

Nel 2012 ti sei trovato con il culo per terra, e ti sei guardato attorno spaesato. Improvvisamente la TV sembrava scolorire, il calcio ti sembrava meno importante della tua pancia vuota. Ma non hai avuto le palle di dare la colpa all’unico vero colpevole: te stesso e la tua ignoranza e ignavia, e quindi hai iniziato con “fa tutto schifo, sono tutti ladri, tutti a casa“. E hai cercato un leader, un capo carismatico, un padrone. Perché per ragionare, distinguere, capire, avresti dovuto leggere quando era ora, e invece parlavi di calcio e gnocca.

All’inizio del 2013 io ho votato Antonio Ingroia, perché ritenevo che un magistrato antimafia potesse risolvere due dei grandi problemi dell’Italia, ovvero la corruzione e l’evasione fiscale. Forse era la cosa giusta da fare, forse no, ma prima di farla ci ho pensato a lungo, e ho cercato di fare ciò che ritenevo più costruttivo. Tu hai votato Grillo, perché diceva “Vaffanculo!! tutti uguali, tutti a casa! morti zombi!!“, ed è evidente che ad essere costruttivo non ci hai mai pensato. Ingroia ha preso il 2% e non è entrato in parlamento, Grillo ha preso il 25% e ha fatto un sacco di interessanti discussioni sugli scontrini, e un sacco di comizi con frasi identiche a quelle di Hitler, tanto che quando per scherzo ho attribuito a Grillo, sul mio profilo Facebook, un discorso di Hitler ci sono cascati praticamente tutti, approvandolo entusiasticamente.

Oggi tu sei a spaccare tutto in centro con i tuoi degni compari, Forza Nuova e Casa Pound, quelli che mentre tu te ne fregavi erano già dei fascisti picchiatori, ma ai quali tu oggi fai comodo perché sei arrabbiato, e a veicolare la rabbia loro sono sempre stati bravissimi. Sei a spaccare tutto ripetendo fino all’ossessione che sono “tutti uguali” e devono andare “tutti a casa“… e domani saranno ancora tutti sulle loro poltrone. Invece i negozianti che oggi hanno tenuto chiuso, quelli ai quali avete rotto le vetrine, quelli che non hanno potuto lavorare per via delle strade bloccate sono tutti un po’ più poveri.

Nel mentre, devo anche sentirti accusare me di avere paura e di fregarmene del disastro del paese se non spacco tutto assieme a te, ma quello che non hai ancora capito è che il disastro del paese per me sei tu. Tu che te ne freghi finché hai la pancia piena e poi urli e ti arrabbi quando ce l’hai vuota, e né in una situazione né nell’altra provi a usare il cervello, a informarti, a cambiare le cose con gli strumenti democratici che hai. I politici possono anche andare tutti a casa, ma finché tu non inizierai a sbattere la testa contro i libri il paese continuerà ad andare a rotoli.

Tu mi accusi di starmene da parte a fare l’intellettuale e di non agire, vuoi sapere cosa ho fatto io? Io ieri sono andato a votare alle primarie del PD, perché sono 10 anni che mi informo, e so cosa di quel partito è giusto salvare per sperare in un cambiamento, e cosa è da buttare perché marcio. Tu non sei andato a votare perché “tutti uguali, tutti ladri“. Il mio candidato non ha vinto (ho votato Civati), ma una parte della classe dirigente è stata silurata, ovvero, per usare un’espressione a te cara, “mandata a casa, e lo è stata anche grazie al mio voto.

Tu, con i tuoi bidoni della spazzatura rovesciati, le Molotov contro il palazzo della Regione, i tuoi strilli e i tuoi belati, quanti ne hai mandati a casa fino ad ora?

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(Stavolta il mio commento è qui, alla fine)

Amici, sento molto mia questa riflessione. Nel corso degli anni mentre tante persone attorno a me si disinteressavano della politica, io aiutavo l'IDV (non sono mai stato tesserato da nessuna parte) a raccogliere le firme per i referenda; nel blog qui commentavo le nefandezze del centro destra e quelle del centro sinistra, anche quelle interne all'IDV (soprattutto sardo). Ho sempre cercato di risvegliare le coscienze di quanti se ne infinocchiavano, e poi - arrivato Grillo - in tanti di botto sono diventati esperti di Diritto e di politica. In passato ho preso insulti da forzisti e da leghisti, più di recente da diversi pentastellati. Ho sempre cercato di capire e analizzare le cose per quello che erano, ma se attaccavo X venivo accuisato di sostenere Y e viceversa. Questa piattezza di tanta gente, anche di qualche ex amico che quando ci parlavo (perché mi ha voltato le spalle) mi snocciolava gli slogan di Grillo, mi ha ferito e disgustato. Ho però anche la fortuna di avere nei simpatizzanti dei vari partiti e del Movimento delle brave persone con le quali il confronto rimane stimolante: ma restano delle gemme in un mare nero inchiostro. Sottoscrivo quindi quanto riportato sopra, certo che forse non servirà a niente.

venerdì 13 dicembre 2013

Finanziamenti ai partiti. Una riflessione e una provocazione


Poco tempo fa il procuratore della Corte dei Conti ha sollevato la questione di legittimità costituzionale delle leggi che a partire dal 1997 hanno re-introdotto il finanziamento pubblico ai partiti, asserendo che la volontà popolare espressasi col referendum del 1993 era stata sovvertita. Raffaele De Dominicis ha detto che tali norme "sono da ritenersi apertamente elusive e manipolative del risultato referendario, e quindi materialmente ripristinatorie di norme abrogate".

Ok, anche lui cavalca questa battaglia. Lo fa oggi, solo oggi, anzi l'ha fatto due settimane fa. A seguito delle ripetute raffiche di Beppe Grillo, in questi due giorni gli sono andati dietro a rotta di collo prima Renzi (era questa la sorpresina per Grillo che aveva in mente?) e poi Letta, col decreto sventolato stamane, grazie al quale si introduce anche l’obbligo della certificazione esterna dei bilanci dei partiti politici (era ora).

Siamo tutti contenti. Tutti? Non Grillo (scavalcato) che rilancia e vuole la restituzione di 45 milioni percepiti dopo le elezioni della scorsa primavera. In realtà non è che viene troncato tutto e subito, ma ci sarà una diminuzione progressiva che si completerà nel 2017.

A volte credo di vivere in un mondo alieno, tanto mi rendo conto di quanto sia stupida larga parte della collettività. Cerco di spiegarmi.

Prima cosa. Volete tagliare tutto? Allora tagliate davvero tutto. Per esempio: tagliate anche i contributi che Camera e Senato versano ai gruppi parlamentari. A questi non ha rinunciato nessuno, neanche Grillo e il suo Movimento. Lo sapevate? Anzi, Grillo non solo li ha accettati, ma un anno fa ha fatto firmare a chi si candidava un documento di delega a lui per la gestione di questi fondi. Allora la questione è: sono circa 57 i milioni fra Camera e Senato che passano dalle casse dello Stato ai partiti e al M5S per questa forma. Perché non tagliare anche questi? Non c'è differenza: sono soldi pubblici che vanno nelle casse dei partiti e del Movimento. Quindi Grillo meno prese in giro, per cortesia. E meno prese in giro anche dal PD e dal PDL, che ora per bocca di Letta e Alfano si gloriano di questo Decreto quando per anni i soldi li hanno percepiti, e quando sanno benissimo che quei contributi ai gruppi parlamentari se li beccano anche i loro partiti. Giusto per chiarire che sono tutti un po' parac...i, perché di questa cosa non danno notizia.

Seconda cosa. La politica costa... Se tagliate il finanziamento ai partiti chi la fa la politica? Semplice: chi maneggia soldi. Un Berlusconi o qualunque altro riccone di turno, un Grillo che ha i proventi dei click - numerosissimi - al sito del M5S che è suo, o ancora qualche homo novus che anche se non ha soldi se si appoggia a qualche lobby economica forte, o se trova l'appoggio della criminalità organizzata (ricchissima, come sappiamo) può "scendere in campo".  Figuriamoci se le lobbies economiche e la criminalità organizzata non sfrutteranno questa opportunità, cercando o creando nuovi referenti.

Questi sono i motivi per cui chi sta ascoltando solo le fanfare del "tagliamo tutto" deve riflettere. Già: non è vero che si vuole tagliare tutto (non lo vuole neanche Grillo, altrimenti avrebbe rifiutato anche i soldi dati ai gruppi parlamentari alla Camera e al Senato); non è vero che questo Decreto di Letta taglia tutto (da qui al 2017 soldi ne gireranno ancora parecchi); non è vero che se si tagliasse tutto chiunque potrebbe fare politica, perché per farla ci vogliono soldi... per farsi sentire, ascoltare, ci vogliono soldi. Deve passare tutto per l'autofinanziamento? urlano le fanfare. Ok, ma si rischia quello che ho scritto sopra.

Ma ci avete mai pensato, voi che volete tagliare l'impossibile?

Adesso dico la mia, certo di crocifissioni incrociate. Invece di cancellare tutto e per sempre, rivedete i meccanismi di assegnazione dei fondi statali. Meno soldi a tutti di sicuro, e sono assolutamente d'accordo: ha girato troppo denaro e abbiamo visto come è stato mangiato da tanti tesorieri e leader di partito, fra peculati diretti e peculati indiretti (rimborsi fantasiosi di spese furbe, soldi alle proprie fondazioni furbescamente create ad arte ecc.); ma date la possibilità concreta a tutti di fare politica senza grossi budget personali di partenza.

Allora rimettete a posto la disciplina, abbassate queste somme esorbitanti, e per la pluralità della rappresentazione della gente, delle idee, garantite un minimo a tutti. Altrimenti questi furbi gestori di macchine di soldi avranno garantita la propria sozza esclusività della partecipazione alla politica, tenendo fuori i pesci piccoli. Grazie.

E visto che ci sono aggiungo che io sono per una legge elettorale che torni più vicino possibile al Proporzionale: anche le minoranze, anche i piccoli partiti, anche chi prende pochi voti ha diritto di sedere in Parlamento, perché ha preso dei voti per questo. Se non ci fosse stato il Porcellum avremmo avuto Ingroia e Di Pietro alle camere, e ci saremmo divertiti coi loro pungoli in nome della Giustizia (anche sociale) a vedere dove sarebbero andati a parare quelli che sono lì ora a dare ognuno il suo contributo di caciara. Ognuno.

Salva-Berlusconi, l'ultimo tentativo di una lunga serie


dall'Espresso

Ora Forza Italia propone il divieto di custodia cautelare per chi ha più di 75 anni. Ma nel corso degli anni, per mettere al riparo il capo dai molti procedimenti giudiziari e dalle loro conseguenze, il centrodestra le ha provate tutte. Non solo con le leggi ad personam, anche con ddl ed emendamenti non andati a buon fine. Ecco quali



Leggi ad personam ma non solo. Tra lodi, scudi e legittimi impedimenti negli ultimi anni il centrodestra le ha provate di tutte per salvare dai processi Silvio Berlusconi (e non soltanto lui). Una circostanza che oggi Forza Italia sembra rinnovare, proponendo il divieto di custodia cautelare per chi ha più di 75 anni. Ma oltre ai più celebri provvedimenti di cui ha beneficiato il Cavaliere nel corso degli anni (dalla depenalizzazione del falso in bilancio alla legge Cirami), in tema di giustizia sono molti i disegni di legge e gli emendamenti assai discutibili che non hanno avuto mai visto la luce. Ecco un breve compendio di alcune delle principali proposte degli ultimi anni.

AMNISTIA e INDULTO
Dopo il messaggio del Capo dello Stato al Parlamento sulla questione carceraria, si è ricominciato a parlare di amnistia e indulto. Una proposta presentata dal senatore Luigi Compagna (ex Gal, ora nel Nuovo centrodestra di Angelino Alfano) secondo alcuni rischia invece di cancellare la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici comminata al Cavaliere con la condanna nel processo Mediaset. Un altro dei più discussi progetti di legge presentati è del senatore Lucio Barani (ex socialista, eletto col Pdl ma ora nel gruppo di Gal): prevede l’amnistia per i reati con pene fino a 6 anni applicabile anche ai recidivi e un indulto fino a 5 anni, alzato a 8 per condannati per reati “relativi ad associazioni o organizzazioni criminali, terroristiche o eversive che decidano di collaborare con la giustizia”. Misure che interverrebbero in maniera significativa a favore di Berlusconi e Marcello Dell’Utri. Sempre Barani in estate è stato autore di un emendamento al decreto “Svuota carceri” che fa scattare la custodia cautelare in prigione solo per reati superiori a cinque anni (prima era quattro), tagliando fuori reati come l’abuso d’ufficio, le false dichiarazioni al magistrato, il favoreggiamento, lo stalking e il finanziamento illecito ai partiti. Per evitare conseguenze del genere, è stato necessario alzare di un anno la pena per gli atti persecutori e introdurre una apposita deroga per gli altri casi.

CONCORSO ESTERNO
In primavera una proposta di legge depositata del senatore Luigi Compagna prevedeva il dimezzamento delle pene per il concorso esterno in associazione mafiosa, che avrebbe posto limiti alle intercettazioni e prescritto i reati contestati a Marcello Dell’Utri grazie al principio del “favor rei”. Il ddl è stato ritirato dopo le polemiche sollevate dal provvedimento.

VOTO DI SCAMBIO
In estate il capogruppo in commissione Giustizia alla Camera Enrico Costa (ora presidente dei deputati di Nuovo centrodestra) ha presentato una serie di emendamenti al provvedimento sul voto di scambio che estende il reato anche a chi promette “altre utilità” oltre al denaro. Il Pdl chiedeva di abbassare la pena da 12 a 10 anni e di far scatta il reato solo quando il politico è consapevole che a impegnarsi per il “procacciamento di voti” in cambio di “erogazione di denaro o di altra utilità” sia davvero un mafioso.

SALVA RUBY
Nel 2012, sull’onda del processo sulle notti di Arcore, il Pdl ha presentato vari emendamenti ribattezzati come “Salva-Ruby” per i suoi riflessi in corso a Milano. Uno prevedeva che ci fosse il reato di concussione (contestato a Silvio Berlusconi nel procedimento) solo dietro scambio di denaro e non dietro scambio di altra utilità, ovvero solo nei casi in cui l’accusato aveva avuto un profitto di tipo patrimoniale. Un altro trasformava invece la condotta di reato, modificando la parola “indebitamente” in “illecitamente”, mettendo a rischio il processo.

AMMAZZASENTENZE e IV GRADO DI GIUDIZIO
Lo prevedeva un emendamento del Pdl al decreto Sviluppo del 2012. Secondo la norma, poi cassata, il condannato in via definitiva che aveva subito una “manifesta violazione del diritto comunitario”, avrebbe potuto presentare ricorso alle Sezioni Unite della Cassazione. L’emendamento fu ritirato ma il giorno dopo ne venne presentato un altro riformulato che prevedeva la possibilità di ricorrere alle Sezioni Unite anche nei casi più generici di “violazione della legge”. Pochi giorni prima Silvio Berlusconi aveva presentato ricorso in appello contro la condanna di primo grado per il processo sui diritti tv.

PRESCRIZIONE BREVE
Presentata durante l’ultimo governo Berlusconi, all’epoca alle prese col processo Mills, la norma dimezzava i tempi di prescrizione per gli incensurati. In questo modo si sarebbe di fatto giunti alla cancellazione del procedimento, che vedeva il premier accusato di corruzione in atti giudiziari. Fu stoppata dalla caduta dell’esecutivo, a novembre 2011. Alla fine il Cavaliere si salvò comunque grazie a un’altra legge varata dal suo precedente governo (nel 2005), la ex Cirielli, che riduceva i tempi della prescrizione da 15 a 10 anni per il reato a lui contestato.

PROCESSO LUNGO
“Fratello” della prescrizione breve, il provvedimento consentiva alla difesa di convocare un numero praticamente illimitato di testimoni, così da allungare a dismisura i tempi del processo. Anche questa riforma si impantanò con le dimissioni di Berlusconi.

INTERCETTAZIONI
Nel pieno dello scandalo escort, il governo Berlusconi presentò una riforma delle intercettazioni che prevedeva, tra l’altro, il carcere fino a tre anni per i cronisti che pubblicavano le conversazioni ritenute irrilevanti a fini penali. E in ogni caso mai prima della cosiddetta “udienza-filtro” di scrematura. Licenziato dalla Camera nel 2009 e dal Senato nel 2010, il varo definitivo fu ostacolato dalla scissione di Gianfranco Fini e si bloccò con l’arrivo a Palazzo Chigi di Mario Monti.

giovedì 12 dicembre 2013

Renzi e Grillo: qualche riflessione. Con chiusura sui Forconi


Sono stato fuori un paio di giorni, e torno a casa con tante novità sul tavolo. Renzi vince le primarie del PD. Grillo scrive un post nel blog alle forze dell'ordine e incassa il "no, grazie" e viene denunciato. I Forconi bloccano le città italiane, con delle vicende a contorno che lasciano pensare.

Andiamo con ordine. Renzi e il Pd. Sapevamo tutti come sarebbero finite le Primarie: Renzi non poteva che vincere. Egli è sempre stato sulla cresta dell'onda nei mass media e da tanto tempo. Sconfitto Civati quindi, e cioé l'unico che mi aveva intiepidito il cuore con qualche discorso "di sinistra" (diciamola alla Nanni Moretti), l'unico che ha raccolto qualche tiepido applauso all'interno del Fatto Quotidiano (Padellaro e Scanzi, ma non Travaglio: lui semplifica alla Grillo e spara a zero su tutto il Pd). Sconfitto Cuperlo (e meno male): era l'uomo indicato dalla cricca che gravita attorno a D'Alema, pertanto la sua detronizzazione ha il sapore (per me leggermente dolce, e va bene così) del: fatevi da parte.

Ma questo "fatevi da parte" dei renziani che significato ha? Renzi anni fa era partito a testa bassa, voleva rottamare tutti, ma col passare del tempo si ha fatto i suoi calcoli e ha capito che occorreva entrare nel meccanismo per accumulare consensi e ottenere sostegno. Questo mi fa storcere il naso. Ok, ci può, anzi ci potrebbe stare che egli deve pur concedere qualcosa a qualche cariatide del Pd (leggi, fra tutti: Franceschini, che ha fiutato da subito l'affare, come in Sardegna hanno fatto Ganau e la Giudici) per prenderne il controllo. Però... di fronte alle esigenze di rinnovamento della classe politica avanzate con sempre maggiore enfasi dalla base del Pd, i giovani (e non solo loro), questa cosa non mi piace. 

Io non dimentico alcune cose, e vado in ordine sparso. Per esempio non dimentico che il sindaco di Firenze quando per esigenze legate alla sua città, la splendida Firenze, doveva avanzare richieste al governo, incontrò l'allora presidente del Consiglio Berlusconi non "in ufficio" e cioé a Palazzo Chigi, ma a casa sua ad Arcore. Non dimentico poi che quando Marchionne ha semi squassato la FIAT e per "salvarla" ha cambiato i contratti coi dipendenti facilitando e attuando licenziamenti di massa, colpendo soprattutto quanti erano iscritti alla FIOM di Landini, Renzi è stato uno di quelli che si è prodigato in elogi pubblici al lavoricida in maglione. Non dimentico anche che quando l'Italia è stata risvegliata da Antonio Di Pietro con quei famosi 4 referenda (legittimo impedimento, nucleare e i due sull'acqua pubblica) Renzi si era apertamente schierato a favore della privatizzazione dell'acqua. E mi fermo qua. Anzi: si era anche parlato di indagini giudizarie, e poi di una condanna dalla Corte dei Conti.

Detto questo, e confermato quindi che di Renzi non mi fido granché, Io, definito da alcune persone come un complottista (aggettivo che lascio volentieri sulle spalle di Messora e Tamburro), non posso non notare qualche elemento positivo nella sua vittoria alle Primarie. Già detto della detronizzazione di Cuperlo (e quindi D'Alema, il quale ho paura "renderà il favore" avvelenando il primo importante voto di Fiducia qualora Renzi dovesse vincere le prossime elezioni - cercherà di farlo cadere, segnatavelo), aggiungo altro. Anzitutto la mole impressionante di persone che sono accorse alle Primarie: quasi 3 milioni di persone, per una cosa che comportava una spesa (2€ sono poca roba, ma sono sempre soldi che passano di tasca in tasca). Tantissima gente, il record per le Primarie (ho letto) ha quindi indicato la via al partito. Tutte queste persone: iscritti, elettori, simpatizzanti ecc. hanno indicato la via, hanno accordato la loro fiducia a una persona diversa dalle mummie del partito (anche se non si capisce quanto Renzi sia libero da queste). 

Altra cosa positiva: l'età media - 35 anni - della nuova segreteria e le 7 donne su 12 nella stessa. Mi si replicherà: tutto fumo e niente arrosto. E' vero che qualcuna di queste persone è legata al vecchio apparato, ma questo rientra nella furbata di Renzi per ottenere largo consenso e sostegno. L'elenco è IN QUESTO ARTICOLO, e la cosa buona - oltre al fatto che ci sono più donne che uomini - è che sono tutte persone con precedenti esperienze di livello nella gestione della Res Publica. Non devono quindi improvvisare e studiare, come per esempio è successo ai deputati e senatori pentastellati arrivati al Parlamento quasi tutti "vergini" di queste cose. Storco però il naso per la scelta di Nicodemo: i suoi tweet nel corso delle Primarie erano eccessivamente sopra le righe come ha fatto notare Scanzi. Nicodemo ha azzannato alla carotide la stampa avversa. Certo, niente a che vedere con le sparate di Grillo e le sue liste di proscrizione, però la cosa a me personalmente non è piaciuta. E poi storco il naso per la scelta di Faraone, accusato dal M5S di aver avuto contatti con la Mafia. (la replica di Faraone è molto chiara, ecco il VIDEO).

Altra cosa positiva di queste Primarie in cui il Pd ha lottato selvaggiamente contro se stesso come non riesce a lottare contro gli avversari politici (e questa è stata sempre una delle falle storiche del Pd) è rappresentata dal fatto che la base - e non solo, visto che poteva votare chiunque e non solo gli iscritti al partito - ha potuto esprimere una scelta. L'ha fatto il giorno prima la Lega, che ha raccolto circa 10.000 voti (anche se la scelta fra Bossi e Salvini . . . da' i brividi), l'ha fatto il Pd con quasi 3.000.000 di voti, e ciò a differenza degli altri partiti-gruppi-movimenti ecc. Questa è una cosa buona anzi: ottima. Non si sceglie il proprio leader così SEL, non il Pdl, non l'IDV (che fa votare almeno gli iscritti però) e soprattutto non il M5S.

E qui devo, se voglio essere onesto anche con chi legge, battere sulla cosa. Ho già criticato il duopolio Grillo-Casaleggio per i deliranti discorsi su una democrazia diretta che nel movimento non esiste. Riassumendo: i voti nel movimento non li posso dare tutti, ma solo quelli che risultano iscritti al sito di Grillo entro una certa data (di recente spostata da fine 2012 a metà 2013); gli stessi voti vengono chiesti solo per le cose che il duopolio riesce a controllare, non tutto. Già tutto: Grillo ci ha fatto una testa così sul: "andrà tutto in streaming" e "voterete tutto sul blog", e abbiamo visto che di streaming ce ne sono stati pochi (e non per problemi tecnici o di mezzi, perché le telecamere ci sono sempre e sono sempre accese - così Messora controlla bene tutto in nome del capo) così come pochi sono stati i voti sul sito. E lo stesso voto è stato concesso solo a coda di post esplicativi di Grillo in cui con la solita mirata enfasi veniva data la direttiva convincente e infallibile che portava gli iscritti a maggioranze bulgare sui temi ad essa "sottoposti". E allora dove vado a parare? Semplice: tutti possono votare (non è vero), la democrazia diretta (non è vero) e il leader di questa non diretta democrazia la base non se lo sceglie.

Il M5S non fa primarie, il leader (i leader) è padrone del marchio, del nome, del sito, del logo, e se un deputato o senatore non segue la corrente ben pilotata . . . la sua testa salta, o almeno viene esposto alla gogna con lo stesso meccanismo: un bel post nel blog che non lascia spazio alla replica del diretto interessato e giù via - nei commenti che gli utenti registrati possono lasciare - alla consueta sequela di insulti.

Questa è la nuda e cruda verità: il movimento che sparla della democrazia diretta (che non esiste) non si può scegliere il leader. Fra l'altro Grillo in più di un'occasione ha rimarcato che se le cose non vanno bene siccome il marchio e il blog sono suoi, chiude bottega e ciao a tutti. E ricordate: chi non è d'accordo con la sua democrazia può andarsene a fare in . . . (l'ha detto lui).

Mi si obietterà (ragionando come il grande fratello a cinque stelle ha insegnato) come mi si è obiettato: ma allora tu vuoi il Pd al potere, tu sostieni il Pd, tu vuoi l'inciucio perenne ecc. La mia replica è sempre la stessa: io non ho mai votato il Pd, non voterò (e lo rimarco) il Pd di Renzi. Come ho votato in passato Di Pietro prima (la prima vera opposizione al Pd, come lotta interna al centro sinistra di cui l'IDV faceva parte prima di essere guarda caso messo alla porta; la prima vera opposizione a Berlusconi - ma tanta gente l'ha scordato), così ho votato più di recente Ingroia: rigore morale, onestà, giustizia (anche sociale). In questo post sto solo analizzando le cose e dicendo la mia. Ok?

A proposito del leader che con le sue sparate fa fare brutta figura a un movimento che in Parlamento sta lavorando abbastanza bene (perché è stra-vero), quindi a proposito di Grillo: dopo la scempiaggine della lista di proscrizione, annoveriamo la sparata sulle manifestazioni pubbliche e l'intervento delle forze dell'ordine. Il post di Grillo è questo:

    "Lettera aperta a Leonardo Gallitelli, Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Alessandro Pansa, capo della Polizia di Stato e Claudio Graziano, Capo di stato maggiore dell'Esercito italiano.
"Mi rivolgo a voi che avete la responsabilità della sicurezza del Paese. Questo è un appello per l'Italia. Il momento storico che stiamo vivendo è molto pericoloso. Le istituzioni sono delegittimate. La legge elettorale è stata considerata incostituzionale. Parlamento, Governo e Presidente della Repubblica stanno svolgendo arbitrariamente le loro funzioni. E' indifferente che qualche costituzionalista, qualche giornalista, qualche politico affermi il contrario, questi sono i fatti, questo è il comune sentire della nazione. I partiti sono anch'essi delegittimati dai continui scandali, dalla trattativa Stato - mafia, dalla contiguità di alcuni loro membri con la criminalità organizzata, dall'indifferenza verso i problemi del Paese, dall'appropriazione indebita di 2,3 miliardi di euro di finanziamenti pubblici bocciati dalla volontà popolare attraverso un referendum. La gestione della cosa pubblica, dei servizi sociali, dalla sanità alla scuola alla sicurezza è allo sbando. L'economia è al tracollo, la disoccupazione, in particolare giovanile, sta arrivando a livelli intollerabili, la piccola e media impresa sta scomparendo. Il Governo è inesistente, capace solo di continue dichiarazioni di ottimismo subito smentite dai fatti il giorno seguente. I partiti hanno occupato ogni spazio, dall'economia, all'informazione, alla destinazione dei soldi pubblici per foraggiare le lobby da cui provengono spesso i loro appartenenti. L'Italia ha perso la sovranità monetaria, la sovranità fiscale e si appresta a perdere ben presto anche quella economica con l'ipotesi più che probabile di essere strangolata dalle politiche recessive del Fondo Monetario Internazionale. Gran parte dei cittadini è tenuta all'oscuro della reale situazione in cui versa il Paese grazie a un regime di disinformazione che pone l'Italia al 70esimo posto per la libertà di stampa dopo molti Stati del cosiddetto Terzo Mondo. I disordini di ieri in tutta Italia sono per la maggior parte dovuti a gente esasperata per le sue condizioni di vita e per l'arroganza, la sordità, il menefreghismo di una classe politica che non rinuncia ad alcun privilegio, tesa soltanto a perpetuare sé stessa. La protesta di ieri può essere l'inizio di un incendio o l'annuncio di future rivolte forse incontrollabili. Alcuni agenti di Polizia e della Guardia di Finanza a Torino si sono tolti il casco, si sono fatti riconoscere, hanno guardato negli occhi i loro fratelli. E' stato un grande gesto e spero che per loro non vi siano conseguenze disciplinari. Vi chiedo di non proteggere più questa classe politica che ha portato l'Italia allo sfacelo, di non scortarli con le loro macchine blu o al supermercato, di non schierarsi davanti ai palazzi del potere infangati dalla corruzione e dal malaffare. Le forze dell'Ordine non meritano un ruolo così degradante. Gli italiani sono dalla vostra parte, unitevi a loro. Nelle prossime manifestazioni ordinate ai vostri ragazzi di togliersi il casco e di fraternizzare con i cittadini. Sarà un segnale rivoluzionario, pacifico, estremo e l'Italia cambierà.
In alto i cuori."
Beppe Grillo
 
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Nei social network ho partecipato a qualche discussione, scrivendo che queste parole a mio giudizio erano penalmente rilevanti. In risposta sono arrivati insulti a raffica. L'articolo del Codice Penale è questo: 

Art. 266 Codice Penale. Istigazione di militari a disobbedire alle leggi.

Chiunque [c.p. 327] istiga i militari a disobbedire alle leggi [c.p. 415] o a violare il giuramento dato o i doveri della disciplina militare o altri doveri inerenti al proprio stato, ovvero fa a militari l'apologia di fatti contrari alle leggi, al giuramento, alla disciplina o ad altri doveri militari, è punito, per ciò solo, se il fatto non costituisce un più grave delitto, con la reclusione da uno a tre anni [c.p. 115, 265, 272].
La pena è della reclusione da due a cinque anni se il fatto è commesso pubblicamente [c.p. 265, 268, 269, 272, 302, 327, 654; c.p.m.p. 8, 9, 214].
Le pene sono aumentate [c.p. 63, 64] se il fatto è commesso in tempo di guerra [c.p. 310].
Agli effetti della legge penale, il reato si considera avvenuto pubblicamente quando il fatto è commesso:
1. col mezzo della stampa, o con altro mezzo di propaganda (1);
2. in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone;
3. in una riunione che, per il luogo in cui è tenuta, o per il numero degli intervenuti, o per lo scopo od oggetto di essa, abbia carattere di riunione non privata [c.p. 7, n. 1] (2).
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(1) Vedi l'art. 1, L. 8 febbraio 1948, n. 47, sulla stampa.

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Credo che la cosa non abbia assolutamente bisogno di spiegazione: è scritto in un italiano comprensibile anche a chi non ha una laurea in Leggi. 

Ora, la replica del COISP parla bene e chiaro.

Essa è giunta per mano di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, che rispondendo a Beppe Grillo, per quanto affermato in merito alle proteste di piazza dei cosiddetti “Forconi” di questi giorni, dice: “Il fatto che Grillo non sia evidentemente capace di giocare e vincere seguendo le regole non implica che possa istigare anche noi a farlo. Pensa davvero che siamo così sciocchi e senza cervello e senza convinzione tanto da poterci indurre a comportarci come burattini nelle sue mani usando il suo eloquio da vendita promozionale? Beh si sbaglia. Caro Grillo, siamo quel che siamo, ed i cittadini ci stimano e ci amano proprio perché siano i pochi, in Italia, a restare ligi al proprio dovere nonostante tutto e tutti. Perché siamo gli unici a credere fermamente nella necessità di difendere e far rispettare quelle regole che tutti, al momento più opportuno, calpestano clamorosamente dandosi le ragioni più”.
Il nichilismo più assoluto di questa persona non fa proprio alcun particolare effetto. Noi facciamo Sindacato, con onore, con correttezza e con determinazione. Difendiamo gli interessi e i diritti dei Poliziotti che Grillo non esita puntualmente a scaricare quando essi attraversano un momento di umana difficoltà perché ciò non gli è utile mediaticamente. E ora questo tizio cosa vuole? Fa veramente ridere. La nostra forza, il nostro valore, la nostra ragione risiede proprio nella capacità di conservare l’onore che guida chi porta la divisa. Siamo maltrattati e abbandonati, rischiamo la vita per quattro spiccioli e prendiamo legnate a destra e a sinistra – è proprio il caso di dirlo – da una politica puntualmente sciatta e miope che ci mette sempre all’ultimo posto, da chi sceglie di vivere secondo l’illegalità, da chi semplicemente si reca allo stadio per una partita di calcio, ma anche da chi scende in strada per protestare contro uno stato di disagio non più sopportabile. Ebbene, signor Grillo, noi non scegliamo chi difendere e chi no, chi aiutare e chi no, quali leggi far rispettare e quali no, quali posizioni siano legittime e quali no. Siamo sempre noi stessi, quelli che si fanno ammazzare per pochi spiccioli, mentre nelle stanze di quelle Istituzioni che lei tanto denigra ci battiamo allo stesso modo, come leoni, per difendere Uomini e Donne della Polizia di Stato. Facciamo questo“.
Poi Maccari conclude: “come facciamo qualsiasi altro gesto nella nostra quotidianità, e cioè seguendo le regole. In questo sta l’eroismo dei colleghi, che lei dovrebbe solo ringraziare e stare a guardare, perché da loro ha veramente molto da imparare”.

Arriva quindi la notizia che sono giunte a vari uffici in Italia della procura della Repubblica delle denunce. Il Fatto Quotidiano parla solo dei 3 esponenti di Scelta Civica. Ma tace invece sul fatto che le denunce sono state tante, sparse per tutto il paese, come invece riporta il TG di Mentana ieri (edizione delle 13:30). 

A proposito di questo atteggiamento del Fatto Quotidiano bisogna dire due cose, anzi tre. Anzitutto che loro che si autodefiniscono come i paladini della giustizia (e spesso lo sono) nell'ambito della stampa, loro che sono sempre i primi a dare notizie riguardanti procedimenti giudiziari (denunce, indagini, condanne, assoluzioni ecc.) per questa vicenda sono arrivati in ritardo. Strano: sono sempre "sul pezzo". Seconda cosa: ridurre la notizia al fatto che sono stati i 3 di Scelta Civica a depositare la denuncia presso la procura della repubblica senza raccontare anche delle altre denunce nel paese (come ha detto invece La7), suona un po' come: mettiamo contro SC e Grillo, come se fosse una cosa personale e quindi risibile. Terza cosa: nessun cenno alla replica del COISP. Perché?

Eh no Padellaro... Eh no Travaglio (direttore e vice direttore) ancora una volta mostrate qualcosa che non può piacere, almeno a chi cerca di approfondire le cose. Sia chiaro che continuerò a leggervi, però qualche volta non mi piacete.


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Infine una riflessione sui Forconi. L'Italia è in ginocchio, e montano le proteste contro il quasi niente prodotto dalla politica per risolvere la situazione. Il movimento dei forconi è nato in Sicilia e oggi chi va per le strade nel resto del paese usa lo stesso nome.

Queste proteste ci stanno, alla grande: sono sempre esistite e sempre esisteranno con pieno diritto dove c'è malessere a causa della recessione economica. 

Quello che non mi sta piacendo è che ci sono delle note stonate. Anzitutto il fatto che una settimana fa in Sicilia nel corso di una delle manifestazioni dei forconi sono stati distribuiti dei volantini con su scritto: Viva la Mafia. Siccome la Mafia (come la Camorra, la Ndrangheta ecc.) delinque e basta, ha tutto l'interesse a far montare il caos per destabilizzare il paese. 

La criminalità organizzata è la feccia della società, punto. E' disgustante tutto questo. 

Poi si è letto della forza pubblica che avrebbe solidarizzato in alcune piazze coi manifestanti, togliendosi i caschi. La replica è stata: era cessata la situazione di pericolo. 

Poi si sono viste bandiere di Forza Nuova, Casapound e del M5S assieme a saluti fascisti. Questo non fa del M5S il partito fascista, sia chiaro, ma mostra che nel movimento sono confluite persone d'ogni tipo, da ogni parte politica, e questo calderone ha le sue teste matte. Grillo non ha preso le distanze da queste persone. Non l'ha mai fatto: lui per tenere il consenso largo accetta tutto, è risaputo. 

E poi si legge che tanti negozianti sono stati minacciati: o chiudi le serrande o te le sfondiamo. Viva la democrazia!

Insomma, la confusione nella vicenda dei Forconi è totale. Ma poi leggi (e vedi) . . . il leader del movimento dei Forconi si reca al comizio di Genova in Jaguar. E pensi: la gente va in strada perché e disperata e il leader del movimento gira in Jaguar? E quella gente con le pellicce, è così disperata e va alla manifestazione in pelliccia?

Qualcuno sta sfruttando la cosa?  

Penso e auspico che la DIGOS faccia accertamenti su chi ha il controllo di questi avvenimenti, perché è chiaro che puzzano lontano chilometri.

Chiuso con le parole di Sandro Ruotolo: "Io li ho visti nascere i forconi. Ai tempi di Annozero quando Felice del movimento dei pastori sardi disse "qui ci vogliono i forconi" e i forconi nacquero in Sicilia. Ma questi di oggi sono altra cosa. Nel 2012 avevano delle rivendicazioni oggi no. Parlano di popolo, minacciano di bruciare libri. Dentro il malcontento e la disperazione di tanti (giustificata) si muovono forze di estrema destra, forze populiste e qualunquiste, incubatrici di alba dorata."