venerdì 11 gennaio 2013

La delusione Santoro e le urla del futuro sconfitto Berlusconi


Ma sì, davanti alla televisione c'ero anche io ieri. Dopo l'anestesia totale di un anno di governo tecnico, sobrio, a toni bassi, un governo del "volemose bene" e "inchiappamoce er popolo", anche io ieri sentivo l'esigenza si sfogarmi davanti alla televisione. Era un po' come quando Santoro andava in onda alla RAI, durante l'ultimo pestilenziale biennio berlusconiano: i suoi sgherri a pattugliare a suon di insulti i talk-show (Ignazio La Rissa, Daniela Santanché i più odiati a buon titolo dal paese), e lui a scegliere attraverso la lottizazione della televisione pubblica come addormentare le coscienze, in linea con l'operato delle sue pestilenziali reti private. 

Li ricordate quei tempi? Eppure non sono così lontani... le telefonate allucinate del ducetto lampadato a Ballarò, l'epurazione di buoni giornalisti dal TG1 per mano del minzognere, ce n'è di roba da ricordare. Ebbene, ieri si è un po' tornati a quella televisione, e il "merito" si fa per dire è di Santoro. berlusconi purché si parli di lui è capace di tutto, al momento: può raccontare alla Gruber (sua nemica giurata in RAI e ora a La7) che è diventato ancora nonno (Estiqaatsi!) per non rispondere alle sue domande, può permettersi il lusso di insultare anche il fido Bruno Vespa, e può andare anche dal nemico storico Santoro, a sfidare anche Marco Travaglio.

Ma Santoro ieri è stato una delusione. Il primo motivo è semplice: c'erano altri politici a fronteggiare berlusconi? No. C'era solo lui. Sarebbe stato fantastico contrapporlo, per esempio, ad Antonio Ingroia, invece niente. Qui è probabile che Santoro pur di avere berlusconi e fare il boom di contatti abbia accettato una puntata mono-ospite assecondando la richiesta di berlusconi (sempre in difficoltà con gli avversari politici - e i giornalisti - quando deve improvvisare e non ha la pappa fatta), ma non invitando altri candidati eccellenti ha impoverito la trasmissione di spunti di dialogo importanti, e di contenuti. Par condicio e contradditorio sono andati a farsi benedire.

Altro motivo per cui ieri ho provato disgusto è che la partecipazione di Giulia Innocenzi (una ragazza dotata di grande acume e intelligenza) e di Luisella Costamagna (una professionista nel settore, senza peli sulla lingua anche lei), dicevo: la loro partecipazione è stata ridotta a due brevissimi interventi, pur ricchi di spunti e piccanti: hanno rinfacciato alcune cose importanti a berlusconi, ma Santoro ha impedito loro di sviluppare quei contenuti, enrando in scena con la solita plateale area canzonatoria. Queste due donne sono sempe state ammirevoli nel fare il loro lavoro (le seguo online e in tv frequentemente) e ieri avrebbero meritato molto più spazio, anche perché con le poche parole che sono state loro concesse hanno messo in difficoltà nei contenuti l'ospite berlusconi. L'esempio più fulgido di quanto dico è la papera di Sua Emittenza sulla questione della vendita, ad aprile 2009, di alcuni miliardi di euro di titoli di Stato italiani, che berlusconi avantieri da Vespa ha attribuito alla Bundesbank (che ha dato smentita ufficiale) e ieri invece alla Deutsche Bank (idem, smentita ufficiale). Per Santoro avere in trasmissione due brave giornaliste come loro è un bene preziosissimo, ma ieri le ha un po' relegate a comparse, soubrettes, cercando di fare in modo che dalle loro parole si creasse una rissa.

Per carità, Santoro ne ha ben donde di avere il dente avvelenato con berlsuconi: ricordate l'editto bulgaro? Ma abbassarsi al livello di berlusconi è stato indecente: spesso ha fatto più bella figura proprio il suo ospite. E proprio l'atteggiamento di Santoro, come sto illustrando, è la terza delusione di ieri. Ha sempre iniziato le provocazioni lui, e la rissa finale (legata alla letterina a Travaglio, scritta dai fidi collaboratori di berlusconi, letta dallo stesso davanti al ghigno del fido Bonaiuti e smantellata in pochi secondi dallo stesso Travaglio) è stata avviata sempre da lui, Santoro. Lo stesso Travaglio invece di avere un lungo e unico spazio per il suo canonico intervento, è stato portato da Santoro a farne due: uno più leggero all'inizio, un più pesante alla fine. E' stato al gioco di Santoro. Da lì la rissa.

Se poi vogliamo dirla tutta, quali novità ha sparato Sua Emittenza ieri? Nessuna. Si è autodefinito il migliore politico di tutti i tempi, ha addossato le colpe dello sfacelo italiano ai Comunisti prima, e alle banche poi, e ha rivoltato come un guanto tutto quello che gli è stato messo sotto il naso. Nessuna novità. Santoro lo sapeva. E allora perché invitarlo? Per vendicarsi? Forse. Per l'audience? Forse. Però ha fatto un gran bel favore a berlusconi: leggete i suoi giornalacci oggi, e mettetevi le mani nei capelli. Povera vittima di agguati e complotti...

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