sabato 5 gennaio 2013

La "scelta cinica" della lista Monti e lo sfacelo generale


Nel giorno in cui apprendiamo per voce dell'oscuro Casaleggio (quello che - come la Fornero - non risponde alle domande dei cronisti italiani, ma va all'estero per provare a fare bella figura) che Beppe Grillo è nientepopodimeno che il nuovo Gesù, il "tecnico" Mario Monti, quello che dopo questo anno e qualcosa a palazzo Chigi doveva "restituire l'Italia agli italiani" ritirandosi dalla politica, ha rotto gli indugi e ha iniziato a farsi ufficialmente campagna elettorale. Scivo "ufficialmente" perché è da mesi che i suoi finti tentennamenti e le sue sparate avevano fatto già capire che avrebbe creato una lista tutta sua. 

Oggi però il discorso è diverso, perché i calcoli sono già stati fatti, le elezioni si avvicinano, e un passo avanti andava fatto. Monti a Montecitorio corre con l'UDC di Casini e la FLI di Fini. Ammazza che scelta! A palazzo Madama invece corre da solo. E' tutto chiaro.

I sondaggi di Sky (non della RAI pilotata dai partiti o di Mediaset pilotata dal ducetto lampadato e sessuomane) danno la sua lista al 12,4%. A Montecitorio a Monti occorre l'alleanza con quei due partituncoli per cercare di arrivare alla cifra percentuale del PD, il prossimo quasi sicuro vincitore delle elezioni, o almeno arrivare davanti al Movimento 5 Stelle o la Lista di Ingroia (e Di Pietro, che si è accodato). L'alleanza occorre per sfangare la lotta ma anche per tenere buono l'alleato UDC, che in nome di mamma Chiesa e mamma DC vuole un guazzabuglio ingovernabile che riporti in mano al governo tecnico le redini del paese. A palazzo Madama la situazione è diversa. Infatti stante la (qui doppia) porcheria del Porcellum, con ogni probabilità il PD non arriverà a possedere la percentuale necessaria a governare, com'era già successo all'ultimo governo Prodi. E' qui che si gioca la partita, è qui che Monti spera di trovare a coda delle elezioni nessuna maggioranza, per cui ancora una volta Casini potrà guidare la processione genuflessa per chiedergli di "ripensarci" e sedere per 5 anni a palazzo Chigi.

I calcoli sono stati fatti benissimo. Il Parlamento tutto ha saputo neutralizzare bene le insidie dell'arrivare a fine legislatura completando quanto era chiesto dalla gente comune: una nuova legge elettorale anzitutto, e poi le altre leggi anch'esse mai approvate perché fastidiose alla casta politica. I parlamentari si sono salvati anzitutto pensando a raggiungere (chi non ce l'aveva) il minimo di tempo necessario per ottenere la pensione d'oro, poi è saltato tutto. PD e PDL, che hanno votato la macelleria sociale di Monti, mettendosi (con lui) esattamente contro le esigenze del paese, e ora vanno a dire in giro che Monti ha rovinato tutto (ed è vero) e vogliono correre senza di lui: l'Italia non ne ha bisogno. Delle vere facce di culo, come l'UDC del resto.

UDC... unione dei condannati - come la definisce Travaglio - un partito pieno zeppo di pregiudicati in carcere (anche per Mafia), indagati, imputati e figli bigotti di CL. Monti non poteva che mettersi con loro, sostenuto - com'è stato - da mamma Chiesa, che in cambio ha ottenuto lo stupro del Fisco a vantaggio delle proprie attività commerciali (e non solo). Monti non poteva che essere quindi amico della Chiesa, come lo era già del Sistema Bancario e della Speculazione in Borsa, per non parlare della Massoneria. Il Monti che almeno era più serio di Berlusconi quando andava a Bruxelles o a visitare capi di Stato esteri, e quindi appariva il volto buono dell'Italia che lotta per rialzarsi, è lo stesso Monti che ha fatto macelleria sociale, aumentando la disoccupazione, impoverendo la gente, azzoppando l'economia del paese: l'esatto contrario di quello che deve fare la politica. Infatti Monti è la negazione della politica. Uomo di destra, che fa finta di non esserlo, ha avuto a cuore i dindini di amica Chiesa e gli interessi delle banche, e tutte le misure salva-Stato sono state improntate alla gestione debito pubblico (i titoli di Stato) in mano alle banche, omaggiate di regali inaspettati (?).

Le finte primarie del PD - è infatti il partito ad aver scelto chi potevamo votare, salvando gli incozzati di turno - hanno messo tonnellate di prosciutto negli occhi degli elettori, e la "giusta scelta" di Bersani puzza tanto di Prima Repubblica. La lotta di Berlusconi, pronto a calarsi le braghe pur di avere l'appoggio della Lega e salvarsi le chiappe nei prossimi 5 anni, è una minaccia al paese. La sua scelta di spostare il candidato Dell'Utri nel neo-partito del Sud di Micciché parla chiaro: se Berlusconi non lo avesse fatto candidare Dell'Utri lo avrebbe scaricato, e chissà quali storie avrebbe raccontato su Silvio and the Mafia, tanto c'è sempre Santo Domingo, i terreni e gli immobili là acquistati e i milioni di euro là depositati a fare da materasso per una nuova Hammamet.

E Grillo urla, fa rigare dritti i suoi soldatini e chi sgarra viene gambizzato e insultato: ma quanti di essi una volta in Parlamento sapranno governare?

Io spero nella lista di Ingroia, anche se qui stanno iniziando a confluire scarti di altri partiti. L'avete notato? I cagabandiera della politica prima confluirono nell'IDV quando era di moda, e abbiamo visto cosa è successo al partito di Di Pietro: lotte di potere di questi affluiti e partito allo sbando e infine la marchetta di Report con quelle agghiaccianti inesattezze sulle proprietà di Di Pietro, fatto fuori in nome dei partiti che hanno lottizzato la RAI; poi i nuovi cagabandiera sono accorsi in massa in SEL quando Vendola era l'homo novus della politica, oggi però è stato neutralizzato da Bersani abilmente; e infine i nuovissimi cagabandiera cercano di affluire nella lista di Ingroia, in cerca di una gloria che non gli spetta e di una poltrona su cui poggiare le proprie luride chiappe. Spero che Ingroia sia più attento di come non lo sono stati Di Pietro prima, Vendola poi.

Ecco come ci (ri)vuole Mario Monti:



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