giovedì 7 febbraio 2013

Diffamazione alla madre di Aldrovandi: 3 a processo, fra cui Forlani


Vi ricordate gli insulti di Paolo Forlani, uno dei quattro assassini di Federico Aldrovandi, alla madre del ragazzo? No? LEGGETE QUI. Forlani è in carcere e ora inizia il processo per quella Diffamazione.



“Faccia da c…” alla madre di Aldrovandi, il caso del poliziotto in tribunale

 

Forlani accusato di diffamazione via facebook con altre due persone. Chiesta anche rogatoria internazionale


da Estense

È appena entrato in carcere e già arriva una nuova grana giudiziaria per Paolo Forlani. Il poliziotto, 52 anni, che sta scontando sei mesi di reclusione per omicidio colposo, è stato raggiunto dall’avviso di conclusione indagini emesso dal pm Nicola Proto per diffamazione. La diffamazione che gli viene imputata è quella avvenuta il 22 giugno, quando attraverso la pagina facebook di Prima Difesa Due (ora chiusa dalla polizia postale), che fa capo a Prima difesa associazione che tutela le forze dell’ordine coinvolte in procedimenti giudiziari, insultò la madre di Federico Aldrovandi, Patrizia Moretti (vai all’articolo).

Successivamente allo sdegno che la notizia di quelle offese provocò nell’opinione pubblica, Forlani chiese pubblicamente scusa (vai all’articolo), addebitando “quel mio contegno estemporaneo ed assurdo” a “uno stato di sconforto e di smarrimento assoluti”.

Ora però dovrà rispondere di questa nuova accusa. E con lui anche la presidente di Prima Difesa, Simona Cenni, pesarese di 44 anni, e Sergio Bandoli, ravennate di 50 anni. La prima è l’autrice del post sul quale poi si accoderanno Forlani e altri utenti: “avete sentito la mamma di Aldrovandi… fermate questo scempio per Dio… vuole che i 4 poliziotti vadano in carcere… io sono una bestiaaaaa”. A questo post, stante la denuncia, seguivano diversi commenti offensivi nei confronti della madre e di suo figlio. Tra questi quello di Forlani: “ma che faccia da culo aveva sul tg…. Una falsa e ipocrita… spero che i soldi che ha avuto ingiustamente possa non goderseli come vorrebbe. Adesso non sto più zitto, dico quello che penso e scarico la rabbia di 7 anni di ingiustizie…”. Segue quindi Bandoli: “la madre se avesse saputo fare la madre non avrebbe allevato un ‘cucciolo di maiale’ ma un uomo”. Di nuovo la Cenni: “Federico faceva uso di sostanze stupefacenti, alcool e mamma e papà sapevano… dormiva dal nonno Federico e non a casa con i genitori… e Federico ha dato tanto alla sua famiglia dopo la morte. Due milioni di euro… riposa in pace ragazzo… sapendo che se i tuoi ti avessero aiutato saresti ancora vivo”.

Bandoli afferma di esser stato vittima di un attacco di un hacker, come dimostrerebbe una consulenza fatta fare sul suo computer da un ingegnere informatico. L’hacker sarebbe entrato nel suo pc e avrebbe scritto col suo account il post incriminato. Il perito ha confermato la circostanza davanti ai carabinieri, confermando la possibilità che un virus fosse entrato nell’account facebook sfruttando le credenziali di Bandoli. Per saperlo con certezza servirà una perizia della polizia postale che, tramite la procura, ha già fatto richiesta di rogatoria internazionale per chiedere alla società Facebook Inc. a Palo Alto in California, i dati relativi all’Ip dell’account di Bandoli.

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