martedì 26 febbraio 2013

Italia come Cerbero. Una riflessione che parte da lontano


Vado a ruota libera. Chi ha pazienza legga, chi si accontenta solo del titolo (o si annoia perché è lungo) vada in altri blog che organizzano l'attività (e plasmano le menti di iscritti o elettori) di movimenti politici o partiti: lì starà benissimo.

Maledetto bipolarismo, furbissimo a suo tempo fu Berlusconi. Il bipolarismo è stato la truffa che ha portato ad avviare lo sfacelo attuale. Il bipolarismo serviva a Berlusconi per due motivi: detronizzare e lobotomizzare per assorbirli i parlamentari di AN, ma serviva anche per costringere il PDS a fondersi con gli ex DC. Il PD, diviso fra l'anima ex comunista e l'anima ex Democrazia Cristiana, non si è mai compattato, se non nei padroni che gravitavano e secondo me gravitano ancora oggi attorno a D'Alema, e cioé il migliore amico di Berlusconi da quando il ducetto lampadato di Arcore è sceso in campo.

Il PD non è mai stato coeso, di conseguenza non ha mai proposto programmi omogenei, e ha perso la capacità di parlare alla gente. Questo fu il motivo per cui perse il mio voto anni fa, e anche il motivo per cui ha fallito quando è stato al governo e ha fallito adesso in queste elezioni. Non ha mai dato l'idea di saper davvero amministrare la cosa pubblica e da tempo non sa più ascoltare la gente oltre che parlare con essa. E poi:la zappa sui piedi per aver fatto cadere il primo governo Prodi urla ancora vendetta.

Più di un anno fa, a novembre 2011, quando Berlusconi chinò il capo e fece il pieno di sputi e monetine davanti al Quirinale, il PD era come miracolato: davanti a sé aveva le elezioni della rivincita, della vittoria schiacciante. Non prese la palla al balzo. Io ricordo bene Di Pietro, quando da almeno un anno prima aveva detto chiaramente che il PDL sarebbe imploso e invocava Bersani per costruire assieme un Programma di governo per tempo. Fu facile profeta di una vittoria che così sarebbe arrivata con maggioranze bulgare. Bersani e il PD non ascoltarono Di Pietro. A Vasto quella foto a tre (il terzo era Vendola, allora di moda) poteva dare il LA a una stagione di rivalsa sociale. La gente intanto si era risvegliata, e ancora una volta grazie a Di Pietro.

Lui prese in mano l'iniziativa dei due referenda sull'acqua pubblica avviata dai comitati spontanei, e la fece diventare una battaglia nazionale. Lui caricò a testa bassa Berlusconi sul Nucleare. Lui attaccò la porcheria normativa del Legittimo Impedimento, ancora prima che la Corte Costituzionale passasse la spugna per cancellare tutto.

Che fece Bersani, che fece il PD? Prima presero in giro l'IDV e Di Pietro, poi quando videro la schiacciante affluenza e le percentuali vicine al 100% con cui i cittadini, esasperati dalla politica pro-azienda, pro-immunità, pro-criminalità organizzata e pro-Chiesa di Berlusconi, sputarono in faccia a Sua Emittenza, solo allora Bersani e il PD salirono sul carro del vincitore per farsi belli di qualcosa cui non avevano partecipato e anzi disdegnato con dileggio. Dileggio: arma vigliacca. Di Pietro indicava la via. Nel suo sito invitava i cittadini a rispondere a sondaggi per sapere quali erano le loro richieste (chissà quanti dei grillini di oggi sapevano questo allora), e in base a questi pareri della sua "base" costruì un'agenda, anzi: un vero programma.

Il PD è rimasto invece a rimirarsi, illudendosi che siccome il peggio è Berlusconi, e siccome loro sono gli eredi di Berlinguer, i voti comunque sarebbero arrivati. Peccato che invece sono volati via in larga parte.

In quello steso periodo prese slancio la scelta di Grillo. All'inizio ci furono stretti legami con l'IDV: insieme sostennero De Magistris e la Alfano (gurda caso eletti con una mole di voti impressionante), poi Grillo decise di correre da solo, ben consigliato da Casaleggio, che prima gestiva anche il sito di Di Pietro, poi all'improvviso no. Saltò anche la collaborazione con Marco Travaglio, che prima era ospitato coi suoi "Passaparola" (ve li ricordate, cari grillini? ogni lunedì pomeriggio alle 14:00). Saltato il tandem con Di Pietro e Travaglio, nel linguaggio di Grillo, oltre al "vaffanculo" già presente (la volgarità sta bene quando parli con gli amici, non pubblicamente), apparirono altre due cose tremende: "i politici sono tutti uguali" e "i giornalisti sono tutti uguali". Distacco totale dalla politica, gettata tutta nel calderone della merda, idem per i giornalisti.

Ho già scritto qui (ma lo rifaccio) che non si possono mettere sullo stesso piano un Vendola o un Di Pietro con un Berlusconi; o ancora un Travaglio (o Montanelli, o Giorgio Bocca, fate voi) con Feltri o Bruno Vespa. E' ovvio, lampante, che è sbagliato. Ma la gente ha bisogno di concetti semplici, se no non scatta il consenso.

Grillo però ha fatto proprio questo. Lui ha voluto creare una frattura insanabile con la politica e l'informazione. Chiaro perché? Ha creato una frattura con la politica tutta perché lui non dialoga: non è nel suo DNA. Lui pensa di aver ragione su tutto... le opinioni degli altri contano zero (a meno che non siano del suo staff, che dipende da lui). Io invece penso che la politica non vada distrutta per rifondarla, ma vada cambiata da dentro. Questione di scelte, di riflessioni legate a un cultura diversa.

Grillo poi ha creato una frattura esasperata coi giornalisti e quindi l'informazione, e per lo stesso motivo: se la gente da retta solo a lui dato che a lui piace decidere, e non discutere per decidere, il gioco è fatto. I giornalisti allora fanno tutti schifo, diamo retta solo a lui, olé! Ok, è vero che nel suo blog gli iscritti sono stati sentiti sui temi da affrontare per costruire il Programma, ma lui è stato sempre bravo a mettere le cose in modo che quanto scriveva, per ogni cosa, fosse la scelta giustissima.

Ho parlato di creazione del consenso, l'altro giorno: una macchina ben costruita, e mi son beccato anche insulti. Ma le cose stanno così.

Dove siamo arrivati allora adesso? Il PD+SEL ha appena più voti degli altri, che seguono dietro ben vicini. Una triade di posizioni inconciliabili, che deve governare, ma anche eleggere un presidente della Repubblica! E Grillo oggi vorrebbe Dario Fo al Quirinale (ok, un Nobel, ma la cultura giuridica - fondamentale per un capo di Stato - in Dario Fo è ZERO). Ma Grillo ha un'idea almeno vaga di cosa è il Diritto, di cosa è un Ordinamento Giuridico?

I politici sono tutti uguali, dice molta gente. Lo pensa l'esatta metà degli italiani: già... un quarto di essi non ha votato, per questo motivo, un altro quarto ha votato il M5S, per lo stesso motivo.

La gente è stata bombardata in tutti i modi in questi ultimi 20 anni: prima sono state le televisioni di Berlusconi (e la RAI quando l'ha lottizzata) a propugnare il neo-maccartismo degli ignoranti; l'odio verso il nemico comunista (e la paura di esso, ben fomentata) ha fatto scappare tanta gente dal votare il centro-sinistra per dare appoggio a quella accozzaglia di delinquenti e donnette (per non scrivere altro) che è il PDL. Di recente il bombardamento è passato dalle TV alle piazze e alla rete: è stato Grillo adesso a far odiare... e non solo i comunisti, ma tutti i politici, come detto, per acchiappare lui i consensi. E la gente? L'Italia? L'Italia ha abboccato sempre a chi urlava di più. Più urli più le cose paiono vere.

Di Pietro (e con lui Ingroia) sono stati fatti fuori dal PD, dal PDL e da Grillo. L'Italia ha perso (almeno per il momento, poi si vedrà) due personalità cristalline, che sulla Giustizia e sulla giustizia sociale hanno costruito i migliori concetti e le migliori basi per rinnovare la classe politica e dare slancio a una rinascita di valori su cui si deve fondare una società civile.

Stride davvero vedere Grillo parlare della sua brava gente, dell'onestà che tornerà di moda, di tutte quelle belle cose, quando accompagna questi concetti elevati a un linguaggio scurrile e a un soffiare nell'odio, e poi al dileggio (maledetto dileggio, come dicevo sopra). E' chiaro - cazzo - questo?

Nell sue liste c'è tanta gente che sta credendo a questo nuovo progetto. Penso ci sia anche gente in gamba, che ci crede davvero. Ma quanto spazio verrà lasciato al loro libero arbitrio quando si dovranno prendere decisioni importanti? Fra l'altro bisogna dire che le "Parlamentarie" fatte nel sito del M5S non sono state poi così partecipative: c'è gente che è entrata in lista alla Camera avendo preso 22 voti. E noi saremo amministrati da persone che hanno preso pre-voti così scarsi?

Perché distruggere tutto per cambiare? Perché non cambiare le csoe da dentro? Ci sono bravi ragazzi nell'IDV, in SEL e nel PD (anche se mi pare in minor misura, stando a quanto leggo in giro), che davvero hanno gli stessi desideri di rinnovamento che vengono sbandierati da Grillo. E Grillo? Tutti nello stesso calderone, tutti da circondare in modo che si arrendano e alzino le mani, minacciando bagni di sangue (linguaggio che lui dice provocatorio ma che può portare a far uscire di testa più di una mente debole).

L'altro problema è la competenza a fare le cose, la capacità. Adesso gli eletti del M5S dicono di aver fatto una scuola di politica. Bene: dove? con quali insegnanti? su quali testi? Ma davvero credete che basti un corso (una specie di master? o cosa?) per far diventare esperti di gestione della cosa pubblica persone che non hanno neanche amministrato una circoscrizione comunale? Sono perfetti per fidarsi dello staff di Grillo e fare come lui gli consiglierà. E chi ci dice che consiglierà sempre bene?

L'Italia è come Cerbero: ha tre teste, esse si morsicano. Chi glielo mette il guinzaglio?

E' quindi davvero così conveniente affidarsi a occhi chiusi al M5S?

Vediamo cosa gli lascerai fare, Grillo, vediamo di che pasta siete, grillini. Cambierò idea solo in base a fatti concreti, non certo a proclami di trombe ben suonate ad alto volume. E a proposito, Grillo: dato che hai la fedina penale sporca per aver ucciso 3 persone su 4 di una famiglia, e quindi non ti sei definito candidabile (e non ti sei candidato), che ci vai a fare proprio tu al Quirinale per le consultazioni del capo dello Stato? Non mi dire che sei tu il candidato premier...!

In chiusura: complimenti a quel 25% di cittadini italiani che ha ancora votato Berlusconi.Vivere circondato da così tanta feccia mi da ancora e sempre di più la nausea.

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