sabato 23 febbraio 2013

La libertà di Stampa secondo Grillo


Dedico questo post a quella persona che, stamane, mi ha apostrofato malamente su Facebook e si è detto stufo di leggere che si parli male della persona che lui vota (Grillo non è candidato, ma forse non lo sa); io ho replicato dicendo che stavo riportando le dichiarazioni di Grillo ma anche di altri (in quel frangente specifico era proprio quello che stavo facendo), e poi ho letto nella bacheca di questo (presunto) saccente un sonoro "vaffanculo" a quelli che non votano come lui e non la pensano come lui (parole testuali). Scontato il riferimento a me (avesse avuto le palle per scrivermelo nella mia bacheca, o dirmelo in faccia, almeno). Ha davvero appreso bene dal suo (faccia di) guru come comportarsi e soprattutto come parlare. Ovviamente l'ho bloccato, questo "democratico".

I politici non sono tutti uguali, un errore grave di Grillo è quello di esprimere questo concetto. Un concetto povero di contenuti e furbo: dissacrare, dileggiare gli altri, per acchiappare consensi. Anche i giornalisti non sono tutti uguali: non mi puoi paragonare, che ne so, un Marco Travaglio a un Maurizio Belpietro. Per Grillo invece sì. E' facile, aggiungo, per Grillo fare la vittima contro stampa e televisione ("non ci fanno vedere mai"), però è lui stesso a impedire salvo cacciata e gogna mediatica ai suoi accoliti quella partecipazione. Lui la visibilità ce l'ha. Lui è sempre al centro dell'attenzione. I suoi accoliti quanto contano davvero per lui? Mi paiono sempre di più dei soldatini invasati.

Qualche giorno fa un giornalista di Rai3 durante un comizio di Grillo è stato dileggiato e la sua telecamera è stata presa e girata a riprendere la faccia della gente, come a dire: riprendi loro, fa vedere che sono tanti. 

Ieri la stampa italiana, anche i giornalisti del Fatto Quotidiano, che ha preso sull'ala protettiva il M5S (come ha fatto con la lista di Ingroia), sono stati mantenuti fuori dal backstage, dove è stata accolta solo la stampa estera e Sky. Gli attivisti del M5S hanno anche chiamato la forza pubblica per impedire ai giornalisti l'accesso. Poi per fortuna con la mediazione di Polizia e Carabinieri è cambiata la rotta, dopo una montagna di critiche, ma l'esclusione è stata applicata lo stesso: i solerti collaboratori dello staff di Grillo li hanno bloccati fra l'area di accesso al backstage e il backstage, di fatto ingabbiandoli. Complimenti!

I seguenti flashback li trovate nel Fatto Quotidiano, quindi siccome (come detto) loro apprezzano Grillo, non sono tacciabili di "raccontate balle", in merito ai fatti riportati. Ho omesso le dichiarazioni a contorno dei politici, riportando solo la narrazione del Fatto sui questi avvenimenti.

Un altro fulgido esempio di "democrazia" dei miei stivali. Il quartier generale ordina, i soldatini ubbidiscono. Le volgarità gratuite non sono nel mio DNA, e queste compressioni di un diritto garantito dalla Costituzione non sono nel mio DNA. Continuo a chiedermi quanto spazio sarà lasciato al Libero Arbitrio degli eletti in seno al M5S una volta ch'essi siederanno in Parlamento.



16.58 - Backstage vietato alla stampa italiana – I giornalisti italiani protestano a piazza San Giovanni perché non viene dato loro il pass per accedere al retro palco. “Decide lo staff di Beppe Grillo”, è la risposta che viene data alle proteste dei cronisti. Sul retro-palco, secondo quanto si apprende, solo la stampa estera, Sky e forse Rai. Kat Hembus responsabile dell’accoglienza di Roma5 Stelle spiega che “gli accrediti per la manifestazione sono stati ‘selezionati’ dalla sede di Milano che ha risposto inviando un modulo da compilare solo ai giornalisti dei quali è stata accettata la richiesta”. In lista risultano, appunto, solo i giornalisti della stampa estera.

17.57 Iacopino (Odg): “Grillo fa selezione della ‘razza’” ”La selezione della ‘razza’. Ora la fa Grillo: al palco a San Giovanni potranno accedere solo i giornalisti stranieri e quelli di Sky. Una vergogna”. Lo afferma Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti. “I giornalisti – prosegue – non hanno diritti speciali, ma doveri da onorare. Il primo, in quel contesto, è raccontare ai cittadini la piazza di San Giovanni e quel che vien detto. La selezione degli amici o presunti tali è un rito deteriore di quella politica che Grillo depreca a parole, ma pratica con le sue scelte”.

18.16Staff di Grillo chiama i carabinieri contro la stampa – Momenti di tensione a piazza San Giovanni tra ‘grillini’ e stampa. L’organizzazione del Movimento 5 stelle ha impedito ai giornalisti italiani, anche se accreditati, di entrare nello spazio che porta al palco e che in genere è riservato proprio a stampa e fotografi. Ma lo staff ha fatto entrare soltante le testate straniere, la Rai e Sky. La tensione è cresciuta quando per frenare i giornalisti che protestavano “vogliamo lavorare”, gli organizzatori hanno fatto schierare una decina di carabinieri per garantire l’ordine pubblico. Un cronista parlamentare è stato trattenuto per qualche minuto. Ma è intervenuta la polizia per mediare e per spiegare agli organizzatori che c’è il rischio di creare problemi di ordine pubblico e che sarebbe opportuno, secondo quanto viene riferito, consentire ai cronisti di accedere nella zona vicina al palco in modo da poter seguire l’intervento di Grillo. 

18.29 - Sky: “Pronti a cedere gratuitamente il segnale dal palco” Lo ha dichiarato il direttore di Sky TG24 Sarah Varetto specificando che il messaggio è rivolto “a chiunque ne faccia richiesta”. Si riferisce alla decisione dei responsabili del Movimento 5 Stelle di far accedere sul palco del comizio finale di Grillo solo testate straniere e il canale all news di Sky, e telecamere della Rai. Vicenda che ha subito registrato aspre polemiche e le dure proteste della Fnsi e dell’Ordine dei giornalisti.

18.48 –  Usigrai: “Grillo ha passato il segno” - “Ora le istituzioni devono intervenire. Alla vigilia di elezioni che potrebbero consacrare Grillo tra i principali leader politici in Italia, non si può far finta di non vedere le manifestazioni di intolleranza ormai quotidiane che vengono dai palchi dello Tsunami Tour contro le giornaliste e i giornalisti. Oggi si è passato il segno con l’indicazione di nazionalità e testate non gradite. La libertà di stampa non è questione di parte”. Lo afferma, in una nota, l’esecutivo dell’Usigrai, aggiungendo che “Fnsi, Ordine dei giornalisti, Usigrai e tutti gli istituti della professione risponderanno uniti contro tutte le aggressioni alla libertà di informazione”. 

19.00 – Presidente Stampa estera: “Grillo non rispetta libertà di stampa” - Ci dispiace che il Movimento 5 Stelle, in questo momento importante per la vita politica italiana, non abbia rispetto per la libertà di stampa in Italia e per il lavoro dei media che devono coprire la campagna elettorale, come questo evento”. Lo ha dichiarato all’Ansa Tobias Piller, presidente dell’Associazione Stampa estera. Il presidente dell’Associazione, e corrispondente della Frankfurter Allgemeine Zeitung, ha inoltre precisato che “la stampa estera non ha avuto nessun ruolo nella decisione del Movimento 5 Stelle e di Beppe Grillo” di escludere dal palco di San Giovanni i giornalisti italiani (ad eccezione di SkyTg24), ammettendo solo i corrispondenti stranieri. 

19.09 – Intervento forze dell’ordine, stampa italiana ammessa nel retropalco. Dopo tre ore di attesa e momenti di tensione tra lo staff de M5S e alcuni cronisti, la stampa italiana è stata ammessa nel retropalco dello ‘Tsunami tour’ dove Beppe Grillo a partire dalle 21 dovrebbe iniziare il suo intervento. I giornalisti sono stati lasciati entrare grazie alla mediazione delle forze dell’ordine che hanno convinto lo staff a riservare alla stampa italiana lo stesso trattamento riconosciuto ai cronisti esteri, nonché alle telecamere di Sky e Rai. Ora i giornalisti sono in fila per l’accredito e a breve dovrebbero raggiungere il backstage.

19.15 -  Associazione stampa parlamentare: “Inaccettabile discriminazione fra testate” L’associazione stampa parlamentare ritiene inaccettabile che agli insulti rivolti a giornalisti e cameramen nei giorni scorsi, il Movimento 5 Stelle aggiunga oggi la discriminazione fra testate e giornalisti italiani e stranieri e fra reti televisive italiane in occasione del comizio di chiusura della campagna elettorale in Piazza San Giovanni a Roma. Negandosi al confronto con la stampa e consentendo l’accesso al backstage e al palco solo a pochi cronisti scelti, M5S e il suo leader Beppe Grillo rifiutano le piu’ elementari logiche democratiche e di trasparenza. L’Asp esprime al riguardo tutta la propria protesta e preoccupazione e si augura che tali comportamenti non si ripetano nella gestione della comunicazione da parte dei rappresentanti del Movimento che verranno eletti in Parlamento.

19.21 – Dopo ore di attesa e le proteste, giornalisti in fila davanti al gazebo per accrediti - Dopo tre ore di attesa e numerose proteste i giornalisti della stampa italiana sono finalmente in fila davanti al gazebo degli accrediti dello staff del Movimento 5 Stelle per potersi avvicinare al palco sul quale Beppe Grillo è atteso per le 21. “Sono vent’anni che si fanno manifestazioni in questa piazza e non è mai successa una cosa del genere”, ha più volte scandito una delle fotografe assiepate con cronisti e fotoreporter davanti al divieto di accesso ribadito dallo staff presente e dall’ufficio stampa che presidia piazza San Giovanni.

19.25 – Usigrai: “Per dignità testate Rai non ricorrano a segnale offerto da Sky”. La decisione dello staff di Beppe Grillo di selezionare le testate ammesse sul palco in piazza San Giovanni, a Roma, per il comizio conclusivo del leader del Movimento 5 Stelle sta spaccando il mondo della comunicazione. L’esecutivo Usigrai invita infatti “tutte le testate della Rai a non utilizzare il segnale messo a disposizione dall’unica tv italiana ammessa sul palco di Grillo, pur ringraziandola per l’offerta”.

19. 51 - Contr’ordine, cordone blocca giornalisti italiani - Contr’ordine dello staff che, lungo il percorso che conduce al palco dove Grillo alle 21 terrà il suo intervento, hanno creato un vero e proprio cordone tenendosi sottobraccio l’un l’altro per bloccare la stampa italiana. Alcuni giornalisti italiani, superato il primo step, sono rimasti ‘incastrati’ in uno spazio vuoto, senza possibilità di accedere o vedere piazza San Giovanni né di raggiungere il backstage. Intanto proseguono i battibecchi tra lo staff degli attivisti e i cronisti. Al momento gli unici ad avere avuto accesso al retropalco sono i cronisti della stampa estera, di Sky e della Rai.  

20.45 –  Arrivato il camper di Beppe Grillo, c’è anche Casaleggio. Il camper di Beppe Grillo è arrivato in piazza. A bordo del camper anche Gianroberto Casaleggio. Il comizio elettorale di chiusura si è trasformato in una sfida tra l’organizzazione e la stampa italiana, definita “non gradita”. I cronisti sono stati invitati ad accreditarsi per poi accedere al retropalco; poi hanno atteso nello spazio antistante la chiesa di S.Giovanni, sotto la pioggia. Dopo alcuni minuti la stampa è stato permesso l’accesso in un’area non distante dal palco ma non nel retropalco dove sono presenti i media stranieri.
 

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