lunedì 4 marzo 2013

Dalla violenza verbale al vandalismo. Moderarsi no, eh?


L'ho scritto varie volte nel blog: la violenza verbale di un leader politico può provocare nei più deboli e ignoranti l'esplosione di atti violenti e vandalici. Cari miei, una cosa è l'uso della parolaccia, del dileggio, della violenza verbale in un discorso fra amici; un'altra cosa è invece usare lo stesso atteggiamento e linguaggio quando si è sotto lo sguardo di tutti. Chi occupa certe posizioni ha il dovere morale di dare il buon esempio, perché c'è sempre il rischio che qualche imbecille poi traduca quelle male parole in atti violenti e vandalici. Il concetto è inoppugnabile, anche se analizzato e sviscerato con la dialettica del filosofo da quattro soldi di turno.

Nella notte di sabato si è verificato quanto temevo. Grillo non ha escluso a priori il fascio dal suo movimento, aveva bisogno di tanti voti per distruggere un sistema, quello politico, in cui secondo lui tutti sono ladri, tutti sono uguali (niente di più sbagliato, anche un bambino ci arriva), e di conseguenza il fascio alza la voce. Essere fascisti oggi non ha alcuna spiegazione plausibile. Un conto era esserlo anni fa, per una questione di nostalgia di un'epoca vissuta intensamente, ma pilotata dal lavaggio dei cervelli abilmente realizzato dalla propaganda del team di Mussolini; oggi essere fascisti è pura ignoranza e mancanza di buonsenso. A Grillo ciò "non interessa, non mi riguarda". Chiunque può accostarsi a lui, anche un fascista, anche un violento.


Parma: imbrattato monumento antifascista "Basta comunisti, viva Beppe Grillo"


L'Huffington Post

"Nella notte di sabato, un ignoto provocatore ha imbrattato il monumento in bronzo dedicato a Guido Picelli, nell'omonimo piazzale di Parma, scrivendoci sopra: 'Sei solo un comunista come Bersani. W Grillo'". Lo rende noto Giancarlo Bocchi, il regista del documentario 'Il Ribelle, Guido Picelli un eroe scomodo', dalla pagina Facebook dedicata al film.

"E' molto grave che in una città Medaglia d'oro al valore militare per la Resistenza al nazifascismo possa accadere una cosa del genere - prosegue Bocchi nella nota - ma non c'è da stupirsi, constatando l'accondiscendenza del sindaco Pizzarotti verso la sezione cittadina di Casa Pound o ascoltando ogni giorno sui media lo squadrismo verbale del suo caporione Beppe Grillo. La cosa stupefacente è invece il silenzio colpevole, su tutta la vicenda del monumento, dei candidati locali e poi degli eletti del Pd, delle locali sezioni dell'Anpi e dell'Anppia, dei sindacati. Personaggi buoni solo per sgomitare per la prima fila di celebrazioni inutili e retoriche. L'autore della provocazione ha poi offeso due volte la memoria di Picelli. Non solo imbrattando il monumento, ma scrivendo pure che l'eroe delle Barricate di Parma era 'un comunista' come il segretario del Pd".

Picelli senza pace: imbrattato il busto delle polemiche

 

Chiara Pozzati

Non c’è pace per Picelli. E' di ieri l’ultimo duro colpo che ha lasciato il segno - è proprio il caso di dirlo - sotto il busto della discordia. «Sono solo 1 comunista (come Bersani). W Grillo»: così la mano dei vandali ha sfregiato il monumento nel cuore dell’Oltretorrente. A un orario imprecisato della notte tra venerdì e sabato, molto probabilmente. Quel che è certo è che il pennarello nero ha catturato l’attenzione dei parmigiani che si sono trovati a passare nel piazzale attorno alle 11. L’allarme è stato lanciato alla polizia municipale che subito è accorsa nel piazzale. Seguita a ruota dalla Digos, intervenuta per cercare di ricostruire l’accaduto. (...)

(L'articolo completo è sulla Gazzetta di Parma in edicola oggi)

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