venerdì 15 marzo 2013

Io sto con i P.M. milanesi. Io sto con la Giustizia


Credo che pochissima gente abbia realmente compreso la gravità del gesto degli sgherri del PDL dell'altro giorno. Andare ad "occupare" il tribunale di Milano per intimidire chi lavora per la Giustizia e perché crede che la Legge sia "uguale per tutti", e ciò per proteggere il peggior politico nella storia della Repubblica italiana, è un atto di una violenza inaudita. Il potere giudiziario è con le spalle al muro. Grazie a Berlusconi l'Italia è cambiata, e lo ha fatto in peggio. Avete visto come non si rispetta più l'amministrazione della Giustizia un po' dappertutto? Gente che passa col rosso ai semafori e quando viene fermata dalla polizia municipale scatta ad insultare; gente che non paga le tasse e quando viene controllata dalla Finanza ride a voce alta e dice: "tanto lo fanno tutti, tanto non ho niente di intestato"; gente che ai posti di blocco dei Carabinieri tratta con ostilità chi indossa la divisa, e sbuffa perché non ha "tempo da perdere"; delinquenti sotto processo che rinviano alle calende greche le udienze sperando nella prescrizione (accorciata dai delinquenti col colletto bianco comodamente seduti in Parlamento). E ora la "marcia dei marci" per intimidire un tribunale intero.

E' l'Italia del non rispetto. Quella che se ne fotte delle regole. Quella che non ha più valori. Ecco il risultato di venti anni di berlusconismo. Per non parlare della gestione della cosa pubblica: cambi di casacche sotto prezzo, attenzione agli affari personali, disinteresse per il benessere generale.

Ma c'è un'Italia che non ci sta. Un'Italia che alza la voce a baluardo di quanto c'è di buono nel cuore, nell'animo, e nel cervello. E questa Italia lotta, si risveglia e fa barricate contro la delinquenza nelle istituzioni e nei partiti. Questa è l'Italia che ci piace: un'Italia in cui uno Scilipoti o un Alfano non hanno diritto di cittadinanza, un'Italia in cui l'intera categoria degli avvocati guarda con ribrezzo alle alchimie tattiche del Ghedini di turno. E anche se di Ghedini ce n'è tanti, anche se di maggiordomi in stile Alfano se ne contano a bizzeffe, una fresca ventata di Onestà reagisce a questo malaffare e disonestà imperanti e punta i piedi, alza la voce, e se necessario sputa in faccia alla parte marcia del paese.

Questa è l'Italia cui appartengo. Perché sono Onesto. Io sì. Voi?



Libertà e Giustizia, solidarietà a Milano per i pm dopo la “marcia” del Pdl

 

L'associazione ha organizzato un presidio il 15 marzo in piazza Fontana dalle 16.30 fino alle 19. "Il clima generato dalla grave irruzione dei parlamentari di centrodestra dentro il Tribunale di Milano rischia di mettere a repentaglio la serenità della Giustizia"

 
di Antonella Mascali

In silenzio, solo con la Costituzione in mano, o con cartelli e striscioni che citano articoli della Costituzione. Il pomeriggio del 15 marzo, su iniziativa di Libertà e Giustizia, a Milano ci sarà un presidio in solidarietà con i magistrati dopo la marcia del Pdl sul Tribunale, e dentro al Tribunale. Inizialmente, l’associazione aveva indetto la manifestazione davanti a palazzo di Giustizia, ma poi ha cambiato idea: sarà in piazza Fontana dalle 16.30 fino alle 19. La scelta di non invitare i cittadini a partecipare davanti al tribunale, ma in un altro luogo simbolo, per la strage avvenuta nel 1969, viene spiegata con il timore di strumentalizzazioni: “Libertà e Giustizia prende atto che il clima generato dalla grave irruzione dei parlamentari del Pdl dentro il Tribunale di Milano è diventato sempre più arroventato per le continue esternazioni di Berlusconi e rischia di mettere a repentaglio la serenità della Giustizia. Anche per ribadire il nostro fermo convincimento che i tribunali devono poter lavorare lontano dalle emozioni e dalla eventualità di pericolose strumentalizzazioni, Leg ha deciso di spostare il sit-in in piazza Fontana”.

Hanno aderito alla manifestazione, tra gli altri, Corrado Stajano, Moni Ovadia, Bice Biagi, Lella Costa, Salvatore Bragantini, Salvatore Veca, Roberta De Monticelli, Articolo 21 e la Camera del lavoro di Milano. La manifestazione di oggi pomeriggio vuole ribadire che “la legge è uguale per tutti”, anche per Silvio Berlusconi, e che i magistrati hanno applicato soltanto la legge, a differenza di quanto adombrato dal presidente della Repubblica nel suo lungo comunicato di martedì quando ha incontrato al mattino una delegazione del Pdl, fresca di marcetta al palazzo di Giustizia milanese, e nel pomeriggio i membri del comitato di presidenza del Csm.

Sandra Bonsanti, presidente di Liberta e giustizia, che sarà in piazza, ha espresso grande preoccupazione per la presa di posizione cerchiobottista del capo dello Stato: “Forse nemmeno lui, il grande malato, si aspettava di ottenere tanto. Ma tanto ha ottenuto: è stato chiamato ‘leader’ mentre una procura lo accusa di aver ‘comprato’ voti in Parlamento; è stato sancito il suo diritto a fare come se nulla fosse e a continuare a infestare la vita politica e istituzionale di questo Paese. E’ stata messa in dubbio l’azione della magistratura. Insomma esultano tutti i detrattori dell’autonomia della magistratura e della giustizia uguale per tutti. Questa ferita, che il capo dello Stato ha pensato di dover infliggere a un Paese dalle istituzioni così fragili, non è davvero comprensibile né giustificabile. Colora tutto il settennato di un grigiore allarmante”.

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