giovedì 21 marzo 2013

La polpetta avvelenata di Berlusconi a Napolitano e PD


Alla fine delle consultazioni di stamane al Quirinale (Bersani salirà al colle stasera), si possono già fare alcune considerazioni. Partiamo da Grillo.

Grillo è arrivato con Lombardi e Crimi, e dopo aver canzonato chi l'ha accolto all'ingresso facendo il saluto militare e mimando con le dita il gesto dei soldi, è andato dal presidente, dove ha parlato di stalking subìto dai partiti e ha ribadito il concetto del "siamo il primo partito, governiamo noi". Credo che Napolitano abbia fatto un grosso sforzo per non ridergli in faccia o parlargli a muso duro. Già: questo stalking non si è sentito né visto, mentre continua nel blog di Grillo quanto iniziato anni fa, e cioè un vomitare continui insulti verso tutti i politici (accomunati sotto la panzana: sono tutti uguali) e lo stesso Napolitano è stato varie volte oggetto di ingiurie. E poi come sanno anche i bambini (ma non tanti grillini, che leggono solo il blog del padrone del marchio, vero e unico Corano online per talebani a cinque stelle) il M5S non è il primo partito in Parlamento, né alla Camera né al Senato (per numero di voti ottenuti e numero di parlamentari). Grillo vuole governare. Non si sa quale sia il suo candidato, spero lo abbia detto almeno a Napolitano. Alla stampa non è stato comunicato: già, con la stampa non si parla, come ha detto recentemente anche Messora, neo assunto al Min.Cul.Pop.

Ma soprassediamo, ci sono cose più importanti e gravi delle parole di Grillo, finalizzate a tenere alto il consenso e elevati gli accessi al sito (che producono soldi).

Berlusconi ha fatto il bravo bambino, richiamando a scelte di responsabilità i partiti, e in primis il PD e Bersani. Pronto a un governo congiunto? Abile mossa con scopi pluirimi. Il PD non lo accoglie? Può dargli addosso, anzi: può fargli dare addosso dai suoi sgherri di tv e giornali di proprietà. Lo accettano? Ha sicuramente più di una cosa da mettere sul piano della bilancia, tutte per raggiungere un unico scopo: salvarsi le chiappe dal carcere (o meglio: dalle condanne in arrivo, giacché in carcere non ci andrà mai; basta un certificato medico ad hoc, e siccome ha più di 70 anni il gioco è fatto).

Berlusconi vuole la presidenza della Repubblica, sia chiaro: Quella gli garantirebbe l'impunità assoluta e anche la possibilità di incasinare l'operato di governo e Parlamento (ricordate che il capo dello Stato ha il potere di promulgare le leggi, ma non solo), perciò metterebbe ceppi insormontabili all'approvazione di leggi come quella sul conflitto di interessi, quella sulla corruzione, a tante altre a lui sgradite.

La polpetta avvelenata è quindi cotta e sul piatto, e dentro ha un amo enorme, arrugginito. Che farà Bersani? Abboccherà o si comporterà in maniera responsabile?

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